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Brand, Leonardo tiene a Piazza Affari mentre infuria la crisi globale: storia e trasformazione del gigante della difesa

Leonardo S.p.A., società per azioni italiana a controllo pubblico, è uno dei principali colossi mondiali nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza.

Brand, Leonardo tiene a Piazza Affari mentre infuria la crisi globale: storia e trasformazione del gigante della difesa
L’amministratore delegato della Leonardo Company Roberto Cingolani

Brand, Leonardo dal 1948 ad oggi: 70 anni di innovazione nella difesa e nell’aerospazio. La storia dell’azienda guidata da Roberto Cingolani

Resiste a Piazza Affari Leonardo, nonostante il forte scenario di crisi che caratterizza la scacchiera internazionale. La guerra tra Usa, Israele e Iran spaventa i mercati ma alcune aziende – come Eni e la già citata società attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza – non sono mai arretrate fin dall’inizio del conflitto, nonostante le perdite pesanti in altri settori come banche e assicurazioni. Negli anni, del resto, Leonardo – guidata da Roberto Cingolani – ha sempre mantenuto una certa solidità. Società per azioni italiana a controllo pubblico, vede come principale azionista il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che possiede circa il 30% delle azioni, quota minima tutelata da normativa statale. Dal 1948 al 2016 la società ha operato con il nome di Finmeccanica, diventando Leonardo-Finmeccanica nell’aprile 2016 e assumendo la denominazione attuale dal 1º gennaio 2017.

Dal 1º gennaio 2016, le attività di società precedentemente controllate, AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara e WASS, sono state integrate nella società capogruppo. Oggi Leonardo è la quattordicesima azienda di difesa al mondo e la seconda nell’Unione Europea, con il 75% del fatturato proveniente dal settore difesa, quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana. Dal 2025, con la creazione di LRMV e l’acquisizione di IDV, Leonardo conta sei divisioni operative: elicotteri, velivoli, aerostrutture, elettronica, cyber security e armamenti terrestri.

Le origini: dalla miniera di mercurio alla SIFA

La storia del gruppo affonda le radici nella Società delle miniere di mercurio del Monte Amiata, fondata nel 1897 a Livorno. La società cambiò più volte denominazione: Monte Amiata Società Anonima Mineraria (1917), Monte Amiata – Società Mineraria per Azioni (1949), fino a diventare Società Immobiliare e Finanziaria per Azioni – SIFA nel 1974. Nel 1992, SIFA incorporò Finmeccanica – Società finanziaria per Azioni, assumendo la denominazione FINMECCANICA S.p.A., holding caposettore per il settore meccanico. Fino agli anni ’80, le aziende principali erano Aeritalia, costruttrice di aerei civili e militari; Alfa Romeo, ceduta a FIAT nel 1986; Ansaldo, attiva in elettromeccanica e settore ferroviario. Nel 1991 SIFA incorporò definitivamente Finmeccanica, consolidando il gruppo.

La “grande Finmeccanica” e le acquisizioni strategiche

Dal 1982, sotto la guida di Fabiano Fabiani, nasce il progetto della “grande Finmeccanica”, volto a centralizzare le aziende italiane tecnologicamente avanzate in settori come difesa, robotica e microelettronica. Tra le acquisizioni più importanti vi furono Aermacchi e le Officine aeronavali di Venezia. Questo processo di centralizzazione, lento e politicamente complesso, portò nel 1987 alla nascita ufficiale di Finmeccanica S.p.A. Negli anni ’80, alcune società del gruppo collaborarono con l’artista Rino Valido, realizzando opere d’arte industriale che fondevano estetica e tecnologia.

Espansione e consolidamento

Nel 1989, Finmeccanica acquisì da Stet: Selenia, poi confluita in Alenia; Elsag, attiva in robotica e automazione; quote di SGS-Thomson, poi ST Microelectronics. Nel 1990 furono acquisite le attività italiane di Ferranti (OTE, LABEN, Elmer). Negli anni ’90, Finmeccanica aprì il capitale ai privati, assorbì le aziende EFIM (Oto Melara, Breda Meccanica Bresciana, Agusta) e acquisì Breda Costruzioni Ferroviarie, dando vita a AnsaldoBreda.

Tra il 1999 e il 2005, Finmeccanica avviò joint venture con Marconi (AMS) e GKN (AgustaWestland), diventando il secondo produttore mondiale di elicotteri. Sotto la presidenza Pier Francesco Guarguaglini, la strategia si concentrò su aerospazio e difesa, con acquisizioni come Marconi Mobile, Telespazio e Aermacchi e il pieno controllo di AgustaWestland e AMS. Nel 2008, fu acquisita la statunitense DRS Technologies. A seguito della privatizzazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze divenne azionista di controllo.

Gli anni 2010 videro vicende giudiziarie complesse, come l’indagine sul presunto caso di corruzione internazionale legato alla vendita di elicotteri e fregate, con il coinvolgimento dell’ex AD Giuseppe Orsi, poi scagionato nel 2019.

La transizione a Leonardo

Nel 2015-2016, sotto la guida di Mauro Moretti, le controllate AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Oto Melara, Selex ES e WASS furono assorbite in un’unica società. Il 28 aprile 2016 l’assemblea approvò il rebranding in Leonardo S.p.A., operativo dal 1º gennaio 2017. Nel 2017, Alessandro Profumo fu nominato nuovo AD. Tra il 2018 e il 2025, Leonardo ha completato acquisizioni strategiche come Vitrociset, IDV, Astra, Axiomatics, creato la joint venture LRMV per i mezzi terrestri e consolidato la presenza internazionale in settori come cyber security e sistemi avionici.

Leonardo opera oggi in quattro settori principali. Quello dell’Aeronautica, con la produzione di velivoli militari e civili, droni, aerostrutture, avionica, con la partecipazione al programma F35, Tempest e GCAP, e la produzione di M-346, AMX, MB-326, MB-339, C27 e ATR. C’è poi il settore degli Elicotteri: Leonardo si occupa della progettazione, produzione e vendita di elicotteri dual-use e militari, oltre dell’acquisizione di PZL Świdnik e Kopter SH09 e dello sviluppo del drone elicottero AWHERO. Un’altra area di azione è rappresentata dai sistemi per difesa, sicurezza, gestione traffico aereo e marittimo, cyber security con la partecipazione a MBDA (25%). Infine, tramite Telespazio (67% Leonardo, 33% Thales), gestione satelliti e servizi di osservazione della Terra, navigazione, telecomunicazioni, difesa e missioni scientifiche.

Dal 2025, con l’acquisizione di IDV e la creazione di LRMV, Leonardo ha sviluppato una divisione completa per armamenti terrestri, comprendente veicoli corazzati e sistemi di nuova generazione per l’Esercito Italiano.

Presenza globale

Leonardo ha siti in 20 Paesi, con il 42% in Italia e il 58% all’estero. Circa 150 Paesi utilizzano i suoi prodotti e servizi. Le principali basi produttive si trovano in Italia, Regno Unito, Polonia, Stati Uniti, Francia e Germania. Leonardo è membro dell’ETSI e fondatore della Fondazione Ansaldo, uno dei più grandi archivi di impresa italiani.

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