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Brand o brand…elli / Bending Spoons verso Wall Street, la storia del gigante tech italiano nato dalle ceneri della startup Evertale

Il gruppo tecnologico milanese guidato dal ceo Luca Ferrari ha avviato una serie di operazioni strategiche per prepararsi allo sbarco a Wall Street

Brand o brand…elli / Bending Spoons verso Wall Street, la storia del gigante tech italiano nato dalle ceneri della startup Evertale

Brand o brand…elli / Bending Spoons, dalla startup Evertale all’app Immuni: la storia del colosso tecnologico italiano che ora punta a Wall Street

La corsa di Bending Spoons verso il Nasdaq entra in una fase decisiva. Il gruppo tecnologico milanese guidato dal ceo Luca Ferrari ha avviato una serie di operazioni strategiche per rendere più efficiente la propria struttura societaria e prepararsi allo sbarco a Wall Street, sempre più vicino. Secondo quanto emerge da documenti approvati dagli azionisti il 23 aprile, la società ha messo mano in modo significativo al capitale sociale, con l’obiettivo di rendere il titolo più liquido e appetibile per il mercato americano. Tra le misure principali figura la moltiplicazione per dieci del numero di azioni in circolazione: una scelta che abbassa il prezzo unitario dei titoli – passato da 76,32 euro a 7,632 euro nell’ambito dell’aumento di capitale da 40 milioni ancora aperto – facilitando così gli scambi e l’accesso degli investitori.

Contestualmente, è stato varato anche un aumento di capitale gratuito da 12,1 milioni di euro, coperto tramite le riserve della società. Un’operazione che, nelle parole di Ferrari, è strettamente legata alla quotazione e pensata per rendere più flessibili le future manovre sul capitale. Non meno rilevante è il nuovo statuto societario, già approvato ma destinato a entrare in vigore solo al momento dell’Ipo. Il documento introduce una struttura semplificata con due sole categorie di azioni: quelle di classe A, riservate ai fondatori, e le azioni ordinarie. I founder – tra cui Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella – manterranno un forte controllo grazie a un sistema di voto multiplo che assegna cinque voti per ogni azione A.

Il meccanismo prevede tuttavia una clausola di salvaguardia: qualora uno dei fondatori scenda sotto la soglia di 75 milioni di azioni A, queste verranno automaticamente convertite in azioni ordinarie con diritto di voto standard. Restano ancora da definire alcuni elementi chiave, come il capitale sociale definitivo e il numero complessivo di azioni, che dipenderanno dall’aumento legato all’Ipo.

Dalla startup fallita a gigante globale

Fondata nel 2013, Bending Spoons rappresenta uno dei casi più emblematici del tech italiano. L’azienda nasce dalle ceneri di una precedente startup, Evertale, che non aveva avuto successo: i fondatori decisero di ripartire con circa 40 mila dollari, dando vita a un nuovo progetto inizialmente basato a Copenaghen e trasferito a Milano l’anno successivo. Il nome della società è un omaggio al film Matrix, simbolo di un approccio non convenzionale alla tecnologia e all’innovazione.

Negli anni, il gruppo ha costruito un modello di business distintivo, basato sull’acquisizione di piattaforme digitali già consolidate e sulla loro gestione nel lungo periodo. Un approccio che ha portato a una crescita rapida, ma anche a scelte controverse, soprattutto per quanto riguarda la gestione del personale dopo le acquisizioni. Tra le operazioni più note figura quella di Evernote, acquisita nel 2023 e successivamente riorganizzata con il trasferimento delle attività in Europa. Negli ultimi anni, la strategia di espansione si è intensificata con l’acquisto di numerose piattaforme globali, tra cui WeTransfer, Meetup, Vimeo e AOL, fino alle più recenti operazioni nel settore IoT e pet-tech.

Il precedente di Immuni e le sfide future

Nel 2020, Bending Spoons era stata scelta dal governo italiano per sviluppare Immuni, l’app di contact tracing durante la pandemia di COVID-19. Nonostante l’importanza del progetto, l’app non ha mai raggiunto una diffusione significativa, segnando uno degli episodi più discussi nella storia dell’azienda. Oggi, però, lo scenario è radicalmente diverso. Con una pipeline di acquisizioni aggressive e una struttura societaria sempre più orientata ai mercati finanziari internazionali, Bending Spoons punta a presentarsi agli investitori come una tech company globale. La quotazione al Nasdaq potrebbe rappresentare il punto di svolta definitivo: non solo per la società, ma per l’intero ecosistema tecnologico italiano, ancora alla ricerca di un campione capace di competere stabilmente sui mercati internazionali.

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