Tra operazioni straordinarie, dividendi e il peso del nuovo canale spagnolo, ecco cosa ha inciso davvero sui conti del gruppo
Cairo Communication chiude il 2025 con conti in flessione rispetto all’anno precedente, ma senza perdere i suoi punti di forza. Il gruppo ha approvato un bilancio che mostra ricavi, margini e utile in calo sul 2024, pur mantenendo una struttura ancora solida e proponendo all’assemblea un dividendo da 0,18 euro per azione. Il segnale, però, sta nella tenuta: il digitale di RCS continua a crescere, La7 migliora ascolti e raccolta pubblicitaria, Cairo Editore resta in aumento.
Nel dettaglio, i ricavi consolidati lordi si fermano a 1.124,8 milioni contro 1.158,3 del 2024. L’EBITDA scende a 182,5 milioni da 186,6, l’EBIT a 96,2 da 102,6, mentre l’utile netto di pertinenza del gruppo passa da 45,2 a 39,7 milioni. Non è un anno brillante come il precedente, insomma, ma nemmeno un bilancio che racconti un arretramento strutturale. Il gruppo sottolinea infatti di avere mantenuto margini sostanzialmente stabili e di avere continuato a generare cassa dalla gestione operativa.
Uno dei punti più delicati è la posizione finanziaria netta, scesa a 12,5 milioni dai 21,5 di fine 2024. Ma a pesare non è stata una frenata improvvisa dell’attività ordinaria, quanto piuttosto una serie di uscite molto precise, a partire dai 41,3 milioni impiegati per l’offerta pubblica di acquisto di azioni proprie e dai 14,5 milioni distribuiti in dividendi. A questi si aggiungono investimenti tecnici e oneri non ricorrenti, in larga parte compensati però dalla gestione tipica.
La parte più convincente del bilancio resta quella di RCS. A fine dicembre la base attiva degli abbonamenti digitali ha raggiunto circa 1,3 milioni: 754 mila per il Corriere della Sera, 267 mila per Gazzetta, 181 mila per El Mundo e 131 mila per Expansion. I ricavi digitali complessivi di Italia e Spagna arrivano a 220,1 milioni e valgono circa il 28% dei ricavi complessivi, con un’incidenza ancora più alta in Spagna. È il dato che racconta meglio la trasformazione del gruppo, meno dipendenza dai soli ricavi tradizionali e un peso sempre più centrale delle piattaforme pay e dei brand digitali.
Anche La7 continua a reggere. Nel 2025 il canale ha ottenuto il 4,2% di share nel totale giorno e il 5,7% in prime time, migliorando entrambi i dati rispetto al 2024. La raccolta pubblicitaria dei canali La7 è salita a circa 159,1 milioni. Sono numeri che confermano il ruolo sempre più definito della rete nel sistema del gruppo, sostenuto anche dal rendimento dell’informazione e dal buon avvio di La7 Cinema, lanciata a ottobre.
Sul fronte spagnolo, invece, il nuovo canale Veo7 ha già dato segnali incoraggianti sul piano degli ascolti, ma nel breve ha inciso sui margini di Unidad Editorial. Il gruppo lega infatti una parte della flessione dell’EBITDA di RCS proprio ai costi sostenuti per il lancio e la fase di avviamento del progetto. È il classico caso in cui l’investimento pesa subito sui conti, mentre l’eventuale ritorno si misurerà più avanti.
Cairo Editore, invece, è tra le aree che chiudono in miglioramento. L’EBITDA sale a 12,1 milioni dagli 11,1 del 2024 e la società conferma la leadership nelle copie vendute dei settimanali in edicola, con una quota di mercato intorno al 29%. Un risultato che, dentro un quadro generale meno brillante, contribuisce a rendere il bilancio meno debole di quanto dica il solo confronto tra utile e ricavi.
Lo sfondo resta quello di un contesto internazionale instabile, tra tensioni geopolitiche, dazi, mercati più nervosi e pressioni sull’economia globale. Per il 2026 il gruppo si muove con prudenza, ma senza abbassare troppo l’asticella. L’obiettivo dichiarato è mantenere margini fortemente positivi, sostanzialmente in linea con quelli del 2025, e continuare a generare cassa operativa. In sostanza, meno slancio rispetto all’anno scorso, ma un perimetro che continua a tenere grazie a tre pilastri molto chiari: informazione, digitale e televisione.

