Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Commerzbank non chiude la porta in faccia a UniCredit ma vuole più cash per l’Opas. Adesioni ai minimi. E Orcel sale al 40%

Commerzbank non chiude la porta in faccia a UniCredit ma vuole più cash per l’Opas. Adesioni ai minimi. E Orcel sale al 40%

Pur mantenendo una posizione di fermo rifiuto, la manager non chiude la porta a un negoziato…

Commerzbank non chiude la porta in faccia a UniCredit ma vuole più cash per l’Opas. Adesioni ai minimi. E Orcel sale al 40%

Commerzbank, Orlopp ribadisce il rifiuto a UniCredit

L’amministratore delegato di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha denunciato “pressioni pubbliche” intervenendo all’assemblea degli azionisti, dove è stata accolta da numerosi applausi, e ha confermato l’opposizione all’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da UniCredit.

Secondo la numero uno della banca tedesca, l’istituto italiano starebbe adottando “un approccio sempre più aggressivo“, mentre nel frattempo “interrogativi chiave” sull’operazione “sono rimasti senza risposta. E invece di avere un’offerta attrattiva, oggi vediamo una proposta che non presenta alcun bonus”, ha osservato.

LEGGI ANCHE: Risiko bancario, la tensione è alta: Unicredit non parteciperà all’assemblea di Commerzbank

La Ceo è stata netta nelle sue indicazioni al mercato: “La nostra raccomandazione è chiara: non accettate l’offerta di UniCredit. Non crea alcun valore aggiunto rispetto alla nostra strategia autonoma. Non riflette il valore dei fondamentali di Commerzbank – ha proseguito – e i rischi di attuazione sono enormi, l’esito incerto”.

Orlopp ha inoltre puntato il dito contro l’assenza di una condizione minima di successo: poiché l’offerta “non prevede una soglia minima di adesione significa che gli azionisti che accettano l’offerta non sanno se, alla scadenza, UniCredit avrà il 30%, la maggioranza semplice o la quota necessaria per l’integrazione. Per UniCredit è un’opzione, per voi significa esporsi all’incertezza”.

Pur mantenendo una posizione di fermo rifiuto, la manager ha lasciato uno spiraglio al confronto, precisando che il vertice di Commerzbank non chiude la porta a un negoziato. “Voglio sottolinearlo con chiarezza, restiamo aperti alla discussione a condizione, ovviamente, che vi sia una reale volontà di discutere i punti che abbiamo sollevato. Con la chiara intenzione di offrire ai nostri azionisti un premio interessante. E con un piano che tenga conto dei fattori di successo del nostro modello di business e della nostra strategia di crescita. In tal caso, siamo sempre pronti a sederci insieme -ha concluso -. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo”.

La quota di UniCredit sale oltre il 40%

Sul fronte della partecipazione, intanto, Piazza Gae Aulenti ha rafforzato ulteriormente la propria presa su Commerzbank, spingendosi oltre il 40% del capitale. Secondo i calcoli di Mediobanca, l’istituto guidato da Andrea Orcel detiene direttamente circa il 27% delle azioni e dei diritti di voto della banca tedesca, una quota a cui si affianca un pacchetto di strumenti finanziari derivati che, una volta esercitati, porterebbero l’esposizione complessiva al 40,7% del capitale. La percentuale salirebbe addirittura al 42% escludendo dal computo le azioni proprie in mano alla stessa Commerzbank.