Dfp, Istat: “Dinamica Pil primi mesi meno positiva di fine 2025
“Le informazioni congiunturali disponibili per i primi mesi del 2026, il cui quadro informativo è ancora in fase di completamento, sembrano confermare una dinamica meno positiva per l’economia italiana rispetto a quanto rilevato nell’ultimo trimestre”. Lo sottolinea l’Istat nell’audizione sul Documento di finanza pubblica 2026 nelle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.
Dfp, Istat: “Se prezzo petrolio più alto -0,3 punti Pil in 2026”
L’Istat ha replicato le simulazioni relative ai due scenari di rischio proposti nel Documento di finanza pubblica che simulano effetti avversi più rilevanti sui prezzi delle materie prime energetiche e sulle condizioni di accesso al credito. Nel primo scenario, relativo a un andamento più elevato del prezzo delle materie prime energetiche, la simulazione, spiega l’istituto, “evidenzia una minore crescita del Pil pari a -0,3 p.p. nel 2026 e a -0,5 p.p. nel 2027: l’effetto stimato è pertanto più ampio, in valore assoluto, di un decimo di punto in ciascun anno rispetto a quello riportato nel Dfp”.
Dfp, Istat: “-7,8% retribuzioni reali tra 2021 e 2025”
“Tra il primo trimestre 2021 e il quarto del 2025, le retribuzioni contrattuali si sono ridotte del 7,8% in termini reali: la riduzione è stata più contenuta nel comparto industriale (-5,4%) e nell’agricoltura (-6,8%) e più marcata nei servizi privati (-9,4%) e nella Pa (-9%)”. Lo segnala l’Istat nell’audizione sul Documento di finanza pubblica evidenziando che nel 2025 “le retribuzioni contrattuali (+3,1%) e quelle di fatto (+2,6%) sono aumentate più dell’inflazione (+1,7% secondo l’indice Ipca), garantendo un ulteriore recupero, in aggiunta a quello del 2024, del divario accumulato”. Tuttavia, osserva l’istituto, “il divario resta ancora significativo”.
Dfp, Istat: “Attuali stime conti complete ma non definitive”
L’attuale versione dei conti acquisisce “le più recenti evidenze sulle cessioni dei crediti d’imposta connessi al Superbonus per le spese sostenute nel corso del 2025” e “le informazioni inserite sono pertanto complete, sebbene non ancora definitive per la fisiologica stabilizzazione del dato relativo alla cessione dei crediti possibile nei prossimi mesi”.
Lo ha sottolineato l’Istat nel corso dell’audizione sul Documento di finanza pubblica segnalando che l’Agenzia delle Entrate ha inoltre comunicato “di avere, nei primi mesi del 2026, intensificato l’attività di controllo dei crediti ceduti rilevando un aumento rispetto agli anni precedenti delle irregolarità delle comunicazioni di cessione che ha condotto allo scarto e/o alla sospensione preventiva di un importo rilevante dei crediti”.
Tali irregolarità, precisa l’Istat, “sono state considerate nella stima della spesa per Superbonus inclusa nel conto delle amministrazioni pubbliche, notificato a Eurostat il 31 marzo. La spesa per il 2025, di poco inferiore a 8,4 miliardi, è pertanto in linea con il valore dei crediti ceduti, comunicati all’Agenzia fino alla scadenza prevista del 16 marzo 2026, e depurati di tutte le irregolarità comunicate dall’Agenzia all’Istat”.

