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Economia

di Andrea Deugeni 
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Marcia a tutta forza l'utile netto di FinecoBank, la banca multicanale del gruppo UniCredit specializzata nella consulenza finanziaria e nel risparmio gestito che schiera oltre 2.550 promotori finanziari e con quasi 54 miliardi di euro di attività finanziarie. Nel primo trimestre dell'anno, infatti, la banca guidata da Alessandro Foti, che da luglio 2014 è quotata anche a Piazza Affari con un flottante del 30%, ha portato a casa 47,8 milioni di euro di profitti netti, in forte aumento (+29,4%) rispetto ai 36,9 milioni registrati nei primi tre mesi dello scorso anno (+17,6% rispetto al quarto trimestre 2014). Profitti conseguenti a 137 milioni di euro di ricavi (113 milioni al 31 marzo 2014, con un balzo del 20,9%) e che a fine aprile ha realizzato dall'inizio dell'anno una raccolta netta di 2,106 miliardi di euro, in aumento del 50% anno su anno, con 994 mila clienti all'attivo (40 mila nuovi clienti nei primi quattro mesi dell'anno, in aumento del 9% sempre anno su anno). Numeri che naturalmente il mercato ha accolto bene, premiando il titolo con un rialzo di quasi due punti e mezzo percentuali a 6,75 euro per azione, in un listino leggermente positivo a fine seduta.

"Il primo trimestre si è chiuso in maniera estremamente soddisfacente sulla scia di quelli che sono due trend molto forti e secolari che si stanno sviluppando nel nostro Paese e che vedono Fineco posizionata in maniera straordinaria. Il primo è il cambio profondo e strutturale del modo in cui gli italiani gestiscono i loro risparmi, verso la ricerca di maggiore consulenza e il secondo è il rapido e progressivo processo di digitalizzazione della nostra società", spiega Foti in una videointervista ad Affaritaliani.it (guardala integrale qui sotto).

"Essendo un'azienda unica nel suo genere in Italia e in Europa nel senso di riuscire a combinare con successo piattaforme digitali transazionali molto performanti con una rete di consulenti  finanziari, Fineco sta cogliendo in maniera straordinaria questa opportunità e i dati del primo trimestre non fanno altro che confermarlo", aggiunge il manager.

 

"La banca è cresciuta in maniera organica ed estremamente solida su tutti quelle che sono le sue linee di business", aggiunge Foti che passa poi in rassegna tutte le principali leve che contribuiscono ad aumentare la redditività di Fineco e sottolinea l'importante contributo della "parte investing che continua a crescere in maniera organica e strutturata a due cifre, aumento che è frutto del cambio profondo di abitudini che sta portando la clientela italiana verso la consulenza".  Una partita assolutamente da giocare: Foti ricorda infatti che  "l'Italia si caratterizza per uno stock di risparmio imponente, visto che la ricchezza finanziaria del nostro Paese è stimata in circa quattro trilioni di euro (il debito pubblico ne vale 2,2), ricchezza che continua a crescere, perché il tasso di risparmio delle famiglie è rimasto molto elevato anche durante i periodi della crisi e al momento viaggia intorno al 12,5% del reddito disponibile, contro una media dell'Unione europea dell'11%. E questo periodo di crisi ha costretto gli italiani ad accrescere il proprio livello di attenzione sui propri investimenti". Atteggiamento che "spiega così l'accresciuta ricerca di consulenza".

Come affrontare poi il rischio e investire? Quando le banche centrali inizieranno ad invertire la politica monetaria? L'amministratore delegato di Fineco lo spiega nel video.

 

 

 

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