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Criptovalute in stand-by: calano i volumi dei bitcoin, mentre banche e big della finanza investono su piattaforme digitali per scambi senza orari

I dati emergono dal report HODLI firmato da Gianluca Sommariva, CEO del primo gestore patrimoniale crypto

Criptovalute in stand-by: calano i volumi dei bitcoin, mentre banche e big della finanza investono su piattaforme digitali per scambi senza orari

Bitcoin tra 67mila e 70mila dollari, il settore crypto rallenta ma accelera la spinta verso mercati digitali 24/7: il report HODLI che fotografa il mercato delle criptovalute

Il mercato delle criptovalute attraversa una fase di rallentamento, con prezzi più stabili ma scambi più deboli, mentre cresce l’interesse della finanza tradizionale per infrastrutture digitali. È quanto emerge dal report HODLI firmato da Gianluca Sommariva, CEO del primo gestore patrimoniale crypto, fra le prime piattaforme al mondo di investimento automatico in criptovalute basata interamente sull’intelligenza artificiale. Secondo il report, il contesto generale dei mercati è diventato più prudente dopo il rafforzamento delle attese di politiche monetarie più restrittive, in seguito alla nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. Questo ha portato a una maggiore cautela sugli investimenti più rischiosi, inclusi gli asset digitali.

Parallelamente, il mercato delle criptovalute ha proseguito la sua fase di aggiustamento, mostrando segnali di recupero ma ancora all’interno di un quadro fragile. Dopo il rimbalzo dalle aree di minimo, Bitcoin si è portato in prossimità dei 74.000 dollari, avvicinandosi alla soglia chiave della True Market Mean a 78.100 dollari, livello che rappresenta uno spartiacque per una possibile transizione verso un regime rialzista nel medio periodo. Il recupero dei prezzi si accompagna a un miglioramento della domanda spot, tornata positiva dopo settimane di pressione in vendita. Tuttavia, la ripresa appare disomogenea: i flussi sono guidati prevalentemente da operatori retail e da piattaforme offshore, mentre la componente istituzionale resta più selettiva. Anche i flussi sugli ETF spot statunitensi mostrano un primo miglioramento, ma ancora insufficiente per indicare un ritorno strutturale della domanda.

Dal punto di vista on-chain, la quota di offerta degli short-term holder in profitto si attesta al 43,2%, al di sotto della soglia storica del 54,2% associata a fasi di distribuzione più intensa. Questo suggerisce che esiste ancora un margine di upside, sebbene inizino ad accumularsi segnali di pressione. Il Realized Profit/Loss Ratio a 30 giorni, pari a 1,16, indica infatti che molti investitori stanno utilizzando il rimbalzo per chiudere posizioni in pareggio o realizzare guadagni limitati, piuttosto che per accumulare ulteriormente.

Anche il mercato dei derivati riflette questa dinamica di cautela. I volumi restano contenuti e l’attività complessiva appare ancora in contrazione rispetto alle fasi più attive del ciclo. Sul fronte delle opzioni, la volatilità implicita si è compressa lungo tutta la curva, con una struttura a termine relativamente piatta che segnala aspettative di movimenti contenuti nel breve periodo. Tuttavia, lo skew resta orientato verso le put, evidenziando una persistente domanda di protezione al ribasso: il rally viene quindi affrontato con più scetticismo che convinzione.

Il quadro complessivo è quello di una stabilizzazione progressiva ma incompleta. Il prezzo di Bitcoin continua a muoversi in un intervallo coerente con una fase ancora intermedia del ciclo: il riavvicinamento ai livelli chiave di medio termine rappresenta un segnale costruttivo, ma in assenza di una domanda più ampia e sincronizzata, ogni ulteriore avanzamento rischia di tradursi in una fase di distribuzione piuttosto che in una ripartenza strutturale. Sul fronte dei mercati tradizionali, il report segnala invece una crescente attenzione verso le tecnologie legate al settore crypto. Franklin Templeton sta lavorando su prodotti finanziari tokenizzati, mentre il New York Stock Exchange, insieme a Securitize, sta sviluppando piattaforme per la negoziazione di titoli digitali attive 24 ore su 24. In Europa, inoltre, alcune banche stanno sperimentando l’uso di stablecoin in franchi svizzeri per i pagamenti, con l’obiettivo di testare nuovi sistemi di trasferimento digitale del denaro.

Il report evidenzia quindi un quadro doppio: mercato ancora fragile nel breve termine, nonostante il recente recupero dei prezzi, ma con segnali di miglioramento graduale della domanda e una forte evoluzione tecnologica e istituzionale nel medio periodo.

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