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Economia
Crisi/ Draghi (Bce): "Italia verso la ripresa. Con Qe spinta di un punto per il Pil"

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Anche a Montecitorio, dove ha tenuto la prima audizione al Parlamento italiano da quando è stato eletto presidente della Bce, Draghi ha confermato i segnali di ripresa in atto in Europa e in Italia, spiegando che il calo dei tassi d'interesse a lungo termine e il deprezzamento dell'euro, conseguenza del quantitative easing, dovrebbero spingere la crescita italiana "di un punto percentuale entro il 2016". Effetto concreto dunque di quella politica monetaria non convenzionale decisa lo scorso 22 gennaio dall'Eurotower, in cui "la Bce crea un clima che favorisce le riforme strutturali, difficili da attuare in una congiuntura negativa".

Incurante delle critiche di quanti lamentano che il programma di acquisti potrebbe disincentivare i paesi a varare i necessari cambiamenti (Il banchiere ha precisato di avere un parere "esattamente opposto"), Draghi ha tracciato i contorni della fotografia del nostro Paese, in cui l'Italia, come altri membri dell'Eurozona, ha consolidato i propri conti aumentando le tasse e tagliando gli investimenti pubblici, "mentre la spesa corrente continua ad aumentare". Politica economica che, al contrario, proprio sugli investimenti pubblici dovrebbe spingere l'acceleratore.

Poi il solito mantra sulle riforme indirizzato ai governi nazionali. "La Bce può aiutare a riavvicinare la crescita al livello potenziale, ma questo può essere alzato solo attraverso le riforme strutturali", ha sottolineato il numero uno dell'Eurotower nella sala del Mappamondo dinanzi alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche Ue. Anche perché "le prospettive di crescita sono in questo momento più favorevoli che negli ultimi anni",

"Al momento la congiuntura economica è più favorevole che negli ultimi mesi - ha aggiunto - e tra i principali motivi ci sono gli effetti positivi del crollo dei prezzi dei prodotto energetici, la politica monetaria espansiva e le riforme strutturali varate in diversi paesi dell'area che cominciano a fare sentire i propri effetti". Il presidente della Bce ha anche sottolineato che anche l'inflazione tornerà "a valori prossimi al 2%", per effetto dell'aumento della massa monetaria nella zona euro conseguenza del Qe. Su questo Draghi ha spiegato che la Bce "intende continuare con gli acquisti fino alla fine di settembre del 2016 o fino a quando l'inflazione non si avvicina durevolmente agli obiettivi" dell'Eurotower e "le misure fino ad ora adottate si sono dimostrate efficaci". L'Eurotower "raggiungerà i 60 miliardi di euro per il mese di marzo anche se gli acquisti sono iniziati solo il 9 marzo. Non ci sono segnali di scarsità di titoli di stato, questa non è una prospettiva realistica".

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