La relazione sulla remunerazione supera il voto, ma una parte del mercato istituzionale si sfila
Non sono molto piaciuti ai fondi internazionali ma anche a qualche italiano gli stipendi e bonus già erogati nel 2025 e quelli previsti per l’anno in corso per il consiglio d’amministrazione di Diasorin, la grande società quotata di diagnostica controllata dalla famiglia torinese Denegri (attraverso la loro holding Finde e la controllata Investimenti e Partecipazioni), presieduta da Michele Denegri e guidato dall’amministratore delegato Carlo Rosa.

Lo si scopre leggendo il verbale dell’assemblea degli azionisti dello scorso 29 aprile nel corso della quale i primi punti all’ordine del giorno, relativi all’approvazione del bilancio del 2025 e alla distribuzione del dividendo, sono passati a larghissima maggioranza. Non è avvenuto così, invece, per i punti 2.1 e 2.2 relativi alla “Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti”.
I voti a favore sono stati portati da 96,7 milioni di azioni, pari al 96% dei partecipanti al voto, ma i contrari sono stati soci portatori di oltre 3,7 milioni di titoli (3,7% dei partecipanti al voto). Tra i contrari i rappresentanti dei fondi Allianz, Amundi, Aviva, Azimut, BlackRock, Bridgewater, Etica Sgr, Eurizon e Fideuram (Intesa Sanpaolo), Fidelity, Goldman Sachs, IShares, Mercer, Nordea, Schroder, State Street, Ubs e Vanguard.

