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Economia
Draghi ottimista: "La ripresa si rafforza. L'inflazione crescerà"

La crescita europea sta "prendendo slancio" e "la base per la ripresa economica nell'Eurozona si e' chiaramente rafforzata": come ha detto a Bruxelles il presidente della Bce Mario Draghi, l'istituto ha dovuto rivedere al rialzo le previsioni per il 2015 e 2016 rispetto alle precedenti proiezioni di dicembre, rispettivamente a 0,5% e 0,4%.

"Questo e' dovuto in particolare al calo dei prezzi del petrolio, al graduale consolidamento della domanda esterna, al miglioramento delle condizioni di finanziamento grazie alla nostra politica monetaria accomodante e al deprezzamenteo dell'euro".

Secondo Draghi, il ritmo degli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce, cominciati lo scorso 9 marzo, si attestera' sui 60 miliardi gia' entro la fine di questo primo mese. Nel complesso, gli acquisti ammonteranno a 60 miliardi al mese "almeno fino alla fine di settembre 2016", ma in ogni caso "fino a quando vedremo un aggiustamento sostenuto dell'andamento dell'inflazione, coerente con il nostro obiettivo di raggiungere un tasso di inflazione inferiore, ma vicino, al 2% a medio termine".

L'inflazione nell'Eurozona rimarra' "molto bassa o negativa nei prossimi mesi", ma comincera' gradualmente a risalire verso la fine dell'anno, ha detto Draghi nella sua audizione. Per il 2015, secondo le previsioni della Bce citate da Draghi, la media sara' pari allo 0%, ma salira' all'1,5% nel 2016 e all'1,8% nel 2017.

I colloqui in corso fra Grecia e istituzioni puntano a "creare le condizioni per il rinnovo del programma di assistenza finanziaria": il presidente della Bce si dice "fiducioso" che tale risultato verra' raggiunto. "La Grecia - ha detto - deve impegnarsi a onorare i suoi impegni di debito anche con le politiche del futuro, per ottenere la revisione del programma". Come ha spiegato durante la sua audizione all'Europarlamento, la Bce "e' pronta a reintrodurre la deroga" per i titoli greci, che non possono essere utilizzati come "garanzia collaterale" in quanto non rispettano i criteri richiesti, una volta che si sia arrivati alla revisione del programma di aiuti.

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