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Economia
Eni, ripresa-greggio spingono i conti: 1,2 miliardi di profitti nel trimestre
Claudio Descalzi
Lapresse

La crescita macroeconomica e la normalizzazione delle scorte globali che hanno determinato il rialzo del prezzo del greggio e delle quotazioni del gas naturale spingono i conti del terzo trimestre di Eni, "ai massimi degli ultimi anni" come evidenzia l'amministratore delegato Claudio Descalzi. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con l'utile operativo adjusted è salito a 2,5 miliardi (+22% rispetto al II trim 2021 e 5,86 mld nei nove mesi 2021 con un incremento di 4,4 mld rispetto ai nove mesi 2020, +315%). Il risultato e' stato trainato dalla performance positiva di tutti i settori.

L'utile netto si e' attestato a 1,2 miliardi da una perdita di 503 milioni nello stesso periodo del 2020 caratterizzato dalla crisi Covid e l'utile netto adjusted a 1,43 miliardi da una perdita di 153 milioni lo scorso anno e con un incremento del 54% rispetto al secondo trimestre 2021 dovuto alla capacita' di catturare lo scenario e alla crescita della produzione. La produzione d'idrocarburi del trimestre di 1,69 milioni di boe/g, +1,2% rispetto allo stesso trimestre del 2020 a parita' di prezzo e +6% dal secondo trimestre 2021. Confermata la produzione 2021 a quasi 1,7 milioni di boe/g con la stima di 1,76 milioni nel IV trimestre. 

Il flusso di cassa operativo di Eni si attesta a 3,3 miliardi nel terzo trimestre a fronte di capex netti pari a 1,1 miliardi. Nei nove mesi 2021 realizzato un flusso di cassa di 8,1 miliardi che ha finanziato capex netti di 4 miliardi con un free cash flow di oltre 4 miliardi. Nei nove mesi 2021 realizzato un flusso di cassa di 8,1 miliardi che ha finanziato capex netti di 4 miliardi con un free cash flow di oltre 4 miliardi. Gli esborsi netti di circa 2,2 miliardi nei nove mesi 2021, che includono il debito acquisito, sono interamente dedicati all'accelerazione della crescita delle rinnovabili e dei business low carbon. L'indebitamento finanziario netto (ante Ifrs 16) e' pari a 11,3 miliardi (-0,3 mld dal 31 dicembre 2020).

Il Leverage e' in riduzione a 0,28 da 0,31 a fine 2020. Eni ricorda di aver pagato a settembre l'acconto dividendo 2021 di 0,43 euro per azione, pari al 50% del dividendo 2021, con un esborso di 1,5 miliardi. Relativamente al buy-back da 400 milioni avviato a fine agosto al 22 ottobre sono state acquistate 17,63 di azioni per un ammontare di 197 milioni. Quanto alle prospettive 2021, il cash flow operativo ante working capital e' atteso in crescita a circa 12 miliardi assumendo 70 $/barile di Brent e margine di raffinazione SERM leggermente negativo.

Le scoperte esplorative nell'anno riviste al rialzo a 700 mln di boe (da circa 500 mln di boe) in particolare grazie alla scoperta in Costa d'Avorio. Previsti a fine anno 1,2 GW di capacita' rinnovabile installata (2 GW includendo la capacita' rinnovabile in costruzione), molto superiore al target di inizio anno. Per Eni gas e luce & Renewables nel 2021 Ebit adjusted confermato a euro350 mln; EBITDA adjusted pro-forma confermato a 600 milioni. Leverage 2021 atteso a circa 0,28. 

Gli ottimi risultati di questo trimestre confermano il continuo trend di crescita delle nostre performance economico finanziarie. La produzione upstream è in recupero rispetto alle precedenti manutenzioni ed e' cresciuta del 6%, a 1,69 milioni di barili di olio equivalente al giorno ed in linea con la guidance". L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi commenta così i risultati del terzo trimestre e sottolinea come "grazie alle performance di tutti i nostri business, nel terzo trimestre abbiamo generato 2,5 miliardi di Ebit adjusted e un utile netto adj. di 1,4 miliardi, valori ai massimi degli ultimi anni. Inoltre, nei primi nove mesi dell'anno la forte generazione di cassa e l'attenta gestione dei costi rende disponibili oltre 4 miliardi di free cash flow, piu' che sufficienti a coprire l'intero dividendo e buyback 2021". 

"In un contesto di gruppo sempre piu' solido stiamo accelerando il piano di transizione: la quotazione della societa' che include Retail e Rinnovabili ci consentira' la valorizzazione di un modello di business unico, essenziale per la decarbonizzazione dei consumi della clientela retail; inoltre, continuiamo ad investire per concretizzare il progetto di CCS in Uk ad HyNet che e' in gara per ricevere fondi da parte del governo inglese. La nostra opzionalita' di lungo termine si e' inoltre ampliata con il successo del test sulla fusione magnetica che potrebbe aprire in prospettiva ad una evoluzione tecnologica dirompente sulla generazione elettrica", ha aggiunto Descalzi, indicando: "Eni conferma il proprio impegno nella disciplina finanziaria per ridurre la cash neutrality, nel rapido sviluppo delle tecnologie per velocizzare i piani di decarbonizzazione, nonche' nella spinta a estrarre valore dal portafoglio e creare nuovi driver di crescita tramite dedicati veicoli societari con valenza strategica". 

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