Economia
EssilorLuxottica, Rocco Basilico si dimette: l'ottavo erede di Del Vecchio pronto per nuovi progetti negli Usa
L'ottavo erede di Leonardo Del Vecchio e Chief Wearables Officer di EssilorLuxottica lascerà il gruppo dal 1° gennaio

Rocco Basilico
EssilorLuxottica, Rocco Basilico si dimette: l'ottavo erede di Del Vecchio pronto per nuovi progetti negli Usa
Rocco Basilico, ottavo erede della famiglia Del Vecchio e Chief Wearables Officer di EssilorLuxottica, lascerà l’azienda dal 1° gennaio. Ufficialmente la scelta nasce dal desiderio di dedicarsi ad attività personali, soprattutto in California dove vive da anni.
Basilico non è un dirigente qualsiasi: è l’ottavo erede designato da Leonardo Del Vecchio, figlio di Nicoletta Zampillo, l’ultima moglie del fondatore. A lui Del Vecchio ha lasciato il 12,5% della holding Delfin in nuda proprietà, quota identica a quella degli altri sette figli. Subito dopo, la madre gli ha trasferito anche l’usufrutto. Ed è proprio su questo punto che si è aperta la frattura: Leonardo Maria, uno dei figli storici del fondatore, ha contestato la legittimità del diritto di voto del fratellastro nell’ultima assemblea di Delfin, lo scorso 25 novembre.
Sul piano industriale, Basilico era una figura chiave: a lui viene attribuito il merito di aver avviato e coltivato la partnership con Meta, mossa che ha dato una spinta credibile al progetto degli smart glasses del gruppo. Non a caso, a luglio Meta ha rilevato circa il 3% di EssilorLuxottica. E non solo, Basilico era anche stato presidente del marchio di lusso Oliver Peoples, contribuendo a rafforzare la presenza del gruppo negli Stati Uniti.
Il portavoce dell’azienda, nel comunicare l’uscita, ha sottolineato che la divisione wearables è ormai solida e che il gruppo prosegue spedito sugli investimenti tecnologici, non solo nel settore ottico ma anche nella medical tech e nelle applicazioni di intelligenza artificiale.
Luxottica ed EssilorLuxottica, intanto, proseguono il loro percorso industriale da colosso mondiale da oltre 140 miliardi di capitalizzazione. Ma è in Lussemburgo, attorno al tavolo di Delfin, che si sta giocando la partita più delicata: quella del controllo futuro del gruppo.
