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Fibercop e Open Fiber spinte dal Mef in trattativa per la rete nelle aree grigie. Così Kkr vuole ricucire con il governo italiano

Secondo il piano sponsorizzato dal governo che è attualmente in discussione, FiberCop e Open Fiber realizzerebbero infrastrutture in fibra ottica nella maggior parte delle aree che ancora non dispongono di banda larga ultraveloce

Fibercop e Open Fiber spinte dal Mef in trattativa per la rete nelle aree grigie. Così Kkr vuole ricucire con il governo italiano

Fibercop e Open Fiber spinte dal Mef in trattativa per la rete nelle aree grigie. Così Kkr vuole ricucire con il governo italiano

Commenti ufficiali non ce ne sono ma, secondo Reuters, per completare l’implementazione della rete a banda utralarga in Italia si sarebbero intensificati gli sforzi di un accordo da parte dei gestori delle reti di accesso FiberCop e Open Fiber.

Il risultato migliore, per il governo italiano, sarebbe la realizzazione di una unica società tra i due gestori ma Kkr, che nel 2024 ha acquistato la rete da Telecom con la partecipazione del governo italiano per 19 miliardi di euro (la più grande effettuata dal fondo Usa in Europa), non ha voluto sborsare altri miliardi per Open Fiber che riteneva le potesse essere “quasi” regalata.

Da qui è partito un contrasto tra il fondo Usa e il governo di Giorgia Meloni. Oltretutto la disputa si è inasprita ulteriormente a novembre scorso, quando Fibercop ha presentato una denuncia alla Commissione Europea, sostenendo che l’Italia avesse fornito aiuti di Stato ai rivali di Open Fiber, controllata da Cdp (60%) e quindi dal governo italiano e dal fondo australiano Macquirie (40%), in violazione delle norme di concorrenza dell’Unione europea.

Ora Kkr vuole ricucire lo strappo con l’Italia e ha raccolto l’invito del Ministero dell’Economia (Mef, azionista di Fibercop al 16%) per trovare soluzioni alternative alla fusione e quindi portare avanti la diffusione della banda ultralarga nel nostro paese. 

Secondo il piano sponsorizzato dal governo che è attualmente in discussione, FiberCop e Open Fiber realizzerebbero infrastrutture in fibra ottica nella maggior parte delle aree, denominate “grigie”, che ancora non dispongono di banda larga ultraveloce e non sono destinate a finanziamenti pubblici. Le trattative sarebbero iniziate prima di Pasqua ma ci sarebbero divergenze soprattutto per quanto riguarda Macquarie, azionista di Open Fiber.

Gli australiani sarebbero però anche azionisti di Aspi, ossia di Autostrade, dove si gioca la partita dei rincari tariffari, e quindi, vista la doppia partita dove il governo gioca un ruolo importante, potrebbero essere “spinti” a raggiungere un’intesa strategica per la rete con Kkr, come scritto da Affari Italiani.