Economia
Fremantle fa il pieno di crediti d'imposta, ai produttori di "Un posto al sole" oltre 70 milioni di euro in 3 mesi
ll gruppo Fremantle è citato in relazione a indagini per possibili frodi e false fatturazioni legate al Tax Credit Cinema

Valerio Fiorespino e Alessandro Saba Co Ceo Freemantle Italia
Tax Credit Cinema: assegnati 71 milioni di euro
Roma – Settantuno milioni di euro di Tax Credit Cinema sono stati assegnati nel giro di tre mesi a società riconducibili al gruppo Fremantle, con provvedimenti firmati dal Direttore Generale Cinema del Ministero della Cultura, Carlo Brugnoni.
Un dato che assume particolare rilievo alla luce del fatto che lo stesso gruppo Fremantle è citato da numerose testate nazionali in relazione a indagini in corso per possibili irregolarità e false fatturazioni connesse all’utilizzo del Tax Credit Cinema, come richiamato anche in un’interrogazione parlamentare.
I numeri: 71.039.451,27 euro in tre mesi
Secondo i bollettini ufficiali della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, tra ottobre, novembre e dicembre 2025 sono stati riconosciuti crediti d’imposta per un totale di 71.039.451,27 euro a favore di società utte riconducibili al perimetro Fremantle. Di seguito l’elenco analitico delle opere finanziate:
Ottobre 2025
• Delitti in Famiglia – Stand By Me: € 84.364,54
• Tutto chiede salvezza – St. 2 – Picomedia: € 1.943.093,31
• La città proibita – Wildside: € 5.629.609,53
• La scuola – Picomedia: € 4.925.293,04
• Mare Fuori – St. 6 – Picomedia: € 3.305.903,54
• Sandokan & Marianna – Lux Vide: € 8.114.377,83
Novembre 2025
• Don Matteo 14 – Lux Vide: € 5.434.571,54
• Creature – Picomedia: € 1.091.692,03
• Di4ri – Next Gen – Stand By Me: € 1.963.785,53
• Blanca 3 – Lux Vide: € 4.020.118,26
• Charlie’s Tale – Wildside: € 18.996.204,40
Dicembre 2025
• Lenin – Cronaca di un mistero – Stand By Me: € 65.338,14
• Parthenope – The Apartment: € 10.922.817,69
• La lezione – Picomedia: € 1.407.624,40
• Uno sbirro in Appennino – Picomedia: € 3.134.657,49
Totale: € 71.039.451,27
Le notizie di stampa: Fremantle e le indagini
Come riportato da quotidiani nazionali e richiamato espressamente nell’interrogazione parlamentare, il gruppo Fremantle è citato in relazione a indagini per possibili frodi e false fatturazioni legate al Tax Credit Cinema. Il punto non è l’esito delle indagini – ancora in corso – ma il criterio amministrativo applicato: nonostante tale contesto, il Ministero continua a liquidare e approvare ingenti risorse pubbliche a favore del gruppo.
Il caso opposto: Red Private
La contraddizione emerge con evidenza nel caso di Red Private. In una PEC ufficiale della Direzione Generale Cinema, il Ministero comunica a Red Private il mancato riconoscimento del Tax Credit, motivandolo non con irregolarità proprie della società, ma con il fatto che due fornitori utilizzati nelle produzioni risultano indagati.
Elemento decisivo: tali fornitori vengono erroneamente ritenuti riconducibili al perimetro di Andrea Iervolino, circostanza che – come risulta dagli atti – non è corretta.
La disparità di trattamento
Il confronto è diretto: al gruppo Fremantle, citato dalle cronache nazionali per indagini su possibili frodi legate al Tax Credit, vengono firmati 71 milioni di euro; a Red Private, società non indagata, il beneficio viene negato per rapporti indiretti con due fornitori indagati.
In sostanza: il Ministero finanzia i soggetti indicati come indagati, ma blocca chi ha solo avuto rapporti commerciali con soggetti indagati.
La conferma: la lettera dell’Avv. Michele Lo Foco
A rafforzare questo quadro interviene la lettera formale dell’Avv. Michele Lo Foco, inviata al Ministro della Cultura. Al punto 4, l’avvocato riporta testimonianze interne al Ministero raccolte e cristallizzate per iscritto, secondo cui un dirigente apicale avrebbe affermato: “Quando c’è il nome di Iervolino blocco tutto.”
L’interrogazione parlamentare
Su questi fatti è intervenuto il deputato Alfredo Antoniozzi, che ha presentato la seconda interrogazione parlamentare (atto 4-06805) chiedendo al Governo di chiarire perché criteri opposti vengano applicati in casi analoghi, se sia legittimo continuare a finanziare gruppi citati in indagini e bloccare altri operatori per meri rapporti indiretti, e se non sia necessario un immediato approfondimento interno.
Conclusione
I documenti ufficiali mostrano una realtà difficilmente contestabile: stesso Ministero, stessa Direzione Generale, stesso periodo temporale, criteri radicalmente diversi. Un tema che ora non riguarda più solo singoli operatori, ma la coerenza, l’imparzialità e la credibilità dell’azione amministrativa dello Stato.
