Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Il dl Lavoro fa il pieno di contratti a tempo determinato

Il dl Lavoro fa il pieno di contratti a tempo determinato

Nel corso del prossimo anno la maggior parte delle imprese non effettuerà grandi cambiamenti nel ricorso alle diverse forme contrattuali per l’inserimento di nuovo personale. Tuttavia, tra le aziende che hanno dichiarato variazioni, il 44,4% prevede di sottoscrivere nuovi contratti a tempo determinato. Meno prospettive per l’apprendistato e contratti a tempo indeterminato, per i quali prevale latendenza a confermare il numero dei contratti in essere.

Le imprese hanno dichiarato, invece, che prevedono in diminuzione soprattutto l’utilizzo di altre forme contrattuali, come il contratto a progetto e le partite IVA (22,9%) e il contratto a tempo indeterminato (22,9%). Questo è ciò che emerge in sintesi da un sondaggio effettuato da Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro, in collaborazione con OD&M Consulting su oltre 300 aziende* per capire come le organizzazioni prevedono di cambiare il ricorso alle tipologie contrattuali, alla luce delle novità introdotte dal Jobs Act, di cui il Decreto Lavoro da poco convertito in legge costituisce il primo atto. “Ci auguriamo che il percorso intrapreso di incentivazione e facilitazione della buona flessibilità venga proseguito e portato a compimento con la Legge Delega mediante l’introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, dove le tutele per il lavoratore in uscita possano crescere in relazione all’anzianità di servizio, con indennità risarcitoria e supporto obbligatorio alla ricollocazione in caso di licenziamento – commenta Stefano Colli-Lanzi, CEO di Gi Group -.Questo riconsegnerebbe al tempo indeterminato la centralità che gli spetta nelle scelte di assunzione delle aziende, demandando al contratto di somministrazione tramite agenzia la gestione della vera e buona flessibilità. Di conseguenza, auspichiamo, altresì, che tale percorso porti ad un utilizzo sempre più ridotto di forme di cattiva flessibilità, come collaborazioni, contratti a progetto, false partite iva, associazioni in partecipazione, ovvero forme contrattuali che in molti casi non fanno altro che mascherare, in modo fraudolento e precarizzante per le persone, rapporti di lavoro stabili.”

 

Alla luce delle novità introdotte dal jobs act, le chiediamo di indicare come prevede di cambiare nel prossimo anno il suo ricorso alle seguenti forme contrattuali su eventuali inserimenti di nuovo personale

Diminuzione

Nessuna variazione

Aumento

Contratto dipendente a tempo indeterminato

22,9%

69,0%

8,1%

Contratto dipendente a tempo determinato

12,5%

43,1%

44,4%

Contratto in somministrazione a tempo determinato

16,5%

59,3%

24,2%

Tirocini/Stage

9,8%

63,6%

26,6%

Contratto di Apprendistato

14,1%

56,6%

29,3%

Contratto in somministrazione a tempo indeterminato

(Staff Leasing)

21,9%

73,1%

5,1%

Altre forme contrattuali (es.Contratto a progetto, P.IVA, etc.)

22,9%

69,4%

7,7%