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Giochi online, scattano nuove regole: in vigore il limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti

Dal 13 maggio 2026 è pienamente operativa la disciplina sui Punti Vendita Ricarica (PVR). Ma il mercato cerca scorciatoie che rischiano di svuotarne la ratio antiriciclaggio

Giochi online, scattano nuove regole: in vigore il limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti

Nuove regole e limiti sulle ricariche

Con l’entrata in vigore delle disposizioni operative del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il comparto del gioco a distanza si confronta da oggi con regole più stringenti sui flussi dei c.d. Punti Vendita Ricarica (PVR). La riforma – parte del più ampio riordino del settore dei giochi pubblici – ha introdotto dal 2024 un limite di 100 euro settimanali per singolo giocatore sulle ricariche eseguite in contante o con strumenti non tracciabili, e con l’iter operativo delle nuove concessioni del settore impone dal 13 maggio che le operazioni siano sempre riconducibili al titolare del conto di gioco sotto il monitoraggio dei vari concessionari.

Obiettivi antiriciclaggio e tracciabilità

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ridurre l’anonimato nelle transazioni di un comparto che, secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2025 registrava circa il 20% delle transazioni e il 22% dei volumi in contante o strumenti assimilabili — pari a circa 2,9 miliardi di euro — transitati attraverso reti fisiche per ricaricare conti di gioco online; dall’altro, ricondurre i PVR nell’alveo della vigilanza prudenziale, eliminando quella zona grigia in cui operavano di fatto come sportelli di accettazione giocate, pur non essendo concessionari retail.

Parallelamente, il decreto ha integrato i PVR in un sistema digitale centralizzato, analogo a quello già in vigore per le concessioni retail, valorizzandolo con il monitoraggio automatico delle operazioni di pagamento e la rilevazione delle anomalie in tempo reale. L’adesione a tale sistema non è facoltativa: è il presupposto per operare legittimamente come punto di ricarica, seppure sono ancora in corso contenziosi attivati dai precedenti concessionari che non hanno ottenuto i nuovi affidamenti.

Scorciatoie e nuove criticità nel mercato

Tuttavia, a poche ore dall’entrata in vigore delle nuove regole, alcuni operatori hanno già individuato soluzioni alternative per aggirare i limiti, riducendo la solidità dei sistemi di controllo antiriciclaggio: la più diffusa è l’offerta di ticket digitali nominativi acquistabili anche in contante e convertibili in saldo sul conto di gioco presso un concessionario autorizzato.

Non si tratta di un caso isolato. Analoghe criticità emergono per altre soluzioni in fase di lancio: esercenti che operano in regime occasionale, prestatori di servizio di pagamento (PSP) esteri con intermediari non iscritti all’OAM, strutture che sfruttano qualificazioni formali per conseguire un’operatività sostanzialmente equivalente a quella di un PSP vigilato, ma con costi di compliance sensibilmente ridotti.

Rischi per antiriciclaggio e concorrenza

Le implicazioni di questo fenomeno vanno ben oltre la singola violazione regolamentare: il ricorso a tali soluzioni alleggerite indebolisce strutturalmente i presidi antiriciclaggio proprio nel segmento più esposto, cioè quello della raccolta di provvista in contanti, rendendo impossibile per le autorità ricostruire con certezza l’origine dei fondi e l’identità del pagatore effettivo. Vi è poi il rischio concreto di un frazionamento artificioso delle operazioni per eludere le soglie di adeguata verifica.

Sul piano competitivo, il quadro è altrettanto preoccupante: gli operatori che rispettano le regole, con PSP autorizzati, soggetti iscritti all’OAM, concessionari che hanno adeguato contrattualmente ed organizzativamente le proprie reti, sostengono integralmente i costi di compliance. Chi elude l’iter autorizzativo del sistema italiano dei pagamenti opera invece con un vantaggio di costo strutturale, alterando la concorrenza nel mercato: un’asimmetria difficilmente sostenibile nel lungo periodo e destinata, probabilmente, a richiamare l’attenzione dell’autorità di vigilanza.