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Economia
Grecia, la Merkel stoppa la trattativa in extremis

Altalena continua sui mercati finanziari sulla base delle numerose dichiarazioni e notizie arrivate in giornata sulla Grecia. I mercati hanno apprezzato nel corso della seduta la riapertura delle trattative tra Tsipras e i creditori con il primo che ha presentato una contro-proposta chiedendo l’intervento del fondo salva-Stati Esm per due anni per operare una ristrutturazione del debito.

I mercati però non hanno apprezzato (ed è questo il motivo per cui alla fine il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,48%, in linea con l’andamento degli altri principali indici europei) le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel che ha difatti chiuso le porte a un terzo salvataggio di Atene prima del referendum in programma domenica.

Nel corso della giornata sono arrivate anche dichiarazioni dalla Russia con il portavoce di Vladimir Putin ha detto che la «Russia non farà da terzo incomodo» prendendo quindi le distanze da Atene.

Tra i dati macro di giornata con il tasso d'inflazione dell'Eurozona sceso a giugno. Secondo la stima flash di Eurostat è allo 0,2%, mentre a maggio era a 0,3%. In Italia l’indice dei prezzi al consumo è stabile allo 0,1%.

Sul mercato primari il Tesoro ha collocato BTp a 5 e 10 anni con tassi in aumento rispetto alla precedente emissione. Lo spread BTp-Bund questa mattina scende a 155 punti (ieri ha chiuso a 159 dopo una puntata fino a 197) dopo aver toccato un massimo di giornata a 165.

L’euro viaggia sotto 1,12 dollari. I mercati attendono di capire i primi sondaggi sul referendum che si svolgerà domenica in Grecia, dove le Borse e le banche continuano a essere chiuse e lo saranno fino a lunedì. Il fronte del “no” sta scendendo ripetutamente in piazza.

Alexis Tsipras risponde all'ultima chiamata di Jean Claude Juncker e chiede un nuovo piano di salvataggio, il terzo, per la Grecia, insieme alla ristrutturazione del debito al 180% del Pil che strozza ogni possibilità di ripresa del Paese. La proposta greca finisce sul tavolo dell'Eurogruppo, che si riunisce in teleconferenza.
 
Il primo a muovere è stato il presidente della Commissione Ue: ha fatto un tentativo in extremis per far rientrare la crisi che si è improvvisamente aggravata quando Tsipras, il premier greco, ha indetto un referendum per il 5 luglio, chiamando il suo popolo ad esprimersi sulle proposte d'accordo tra Atene e i creditori internazionali. Juncker, dopo l'accorata conferenza stampa nella quale ha difeso l'operato delle istituzioni comunitarie e invitato i greci a votare 'sì', ha fatto un'offerta dell'ultimo minuto ad Atene per arrivare ad un accordo entro la mezzanotte di oggi, quando scade il piano di aiuti. Quest'ultimo a fine febbraio era stato prorogato di quattro mesi e oggi la scadenza è giunta: passata la mezzanotte di oggi, per Atene significherebbe non accedere più a circa 16 miliardi di fondi. Per altro, la data corrisponde anche con l'ultimo giorno utile perché Atene rimborsi gli 1,6 miliardi di rate che deve - per il mese di giugno - al Fmi: la Grecia, ha confermato il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, non pagherà, quindi è possibile la messa in mora da parte del Fondo, anche se il default vero e proprio scatterebbe tra un mese circa. "Spero in un accordo coi creditori", ha aggiunto Varoufakis.
 
La telefonata di Juncker, le contro-proposte di Tsipras. Del piano ultim'ora di Juncker hanno parlato fonti europee ed elleniche, secondo quanto scrive Reuters nella ricostruzione del quotidiano Kathimerini online. Il portavoce del presidente della Commissione ha poi confermato che l'offerta da ultim'ora è arrivata con una telefonata a Tsipras nella serata di ieri, specificando che la Commissione ha indicato ai greci che "metterà a disposizione tutte le risorse disponibili" per sostenere la crescita economica. Nel bilancio comunitario, sono previsti 35 miliardi. In un primo momento, il quotidiano riportava il rifiuto ellenico alla nuova mediazione, tanto che un portavoce del governo riferiva che "Alexis Tsipras voterà 'no' domenica". Ma in seguito è emerso un ripensamento dello stesso Tsipras, che ha valutato l'offerta e replicato con una contro-proposta.
 
Nella lettera ai vertici Ue, Tsipras ha chiesto un accordo di due anni con l'Esm (European Stability Mechanism, il fondo salva-Stati che si è attivato per Cipro o la ristrutturazione delle banche spagnole) per coprire le necessità finanziarie elleniche e nel frattempo ristrutturare il debito. Si tratterebbe di coprire una trentina di miliardi di scadenze tra il 2015 e il 2017; in attesa di definire il nuovo meccanismo, inoltre, andrebbe esteso di qualche giorno l'attuale programma. "Il governo greco", ha specificato Atene in un comunicato, "resta al tavolo delle trattative e continua a ricercare una soluzione percorribile per rimanere nell'euro". Attivare l'Esm significa sottoscrivere clausole stringenti per avere in cambio i fondi. Resta da capire quali riforme economiche, del pacchetto dei creditori, Tsipras sia disposto ad accettare: in pratica, la sua controproposta potrebbe risolversi in un 'niente di nuovo'.
 
Fredda comunque Angela Merkel: "Stanotte a mezzanotte scade il programma, io non conosco altri segnali concreti". Da Berlino considerano sia "troppo tardi" per un'estensione degli aiuti, e in ogni caso bisogna aspettare il referendum per dare luogo al terzo salvataggio. Riferendo ai Parlamentari, la cancelliera ha detto di "non aspettarsi alcuna novità" nel corso della giornata; per il falco Wolfgang Schaeuble, "Atene resterà nell'euro anche con un 'no' al referendum".
 
Secondo le ricostruzioni che sono filtrate dalle agenzie internazionali, l'offerta di Juncker non prevedeva un cambiamento di fondo nelle proposte - rispetto alle ultime, pubblicate nel fine settimana - ma la promessa di convocare un Eurogruppo d'emergenza per approvare l'intesa e sbloccare un pagamento immediato ad Atene, in modo da permetterle di rimborsare il Fmi con gli 1,6 miliardi da ripagare entro oggi. Per ricevere i fondi, Tsipras avrebbe dovuto inviare un'accettazione scritta della proposta e impegnarsi a fare campagna per il 'sì' nel referendum, come d'altra parte hanno iniziato a fare - con toni a dir poco insoliti - tutti i massimi rappresentanti di Bruxelles e delle cancellerie del Vecchio continente. Lo sblocco della situazione eviterebbe anche lo scadere del piano d'aiuti internazionali, che termina appunto oggi.
 
L'offerta di Juncker prevede l'Iva al 13% per gli alberghi e le strutture turistiche - tetto presente anche nella versione delle proposte dei creditori datate 26 giugno e pubblicate dallo stesso Juncker domenica scorsa -. Sempre se l'offerta fosse accettata, ha ricustruito Kathimerini, i ministri delle Finanze dell'Eurozona si sarebbero resi disponibili a ri-adottare una dichiarazione che rimanda a un impegno già preso nel 2012, con il quale prendere in considerazione una dilazione nel pagamento delle scadenze del debito, l'abbassamento dei tassi di interesse e l'estensione di una moratoria sui pagamenti verso la zona euro a partire dal prossimo ottobre.
 
Sull'esito del voto si è espresso anche il ministro Pier Carlo Padoan, che ha "massimo rispetto per le decisioni del governo e popolo greci". L'esito della consultazione non preoccupa il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che al Sole 24 Ore ha chiarito: "L'Italia è fuori dalla linea del fuoco". Dal premier è partito anche un avvertimento a Tsipras, al quale ha ricordato: "Una cosa è chiedere flessibilità nel rispetto delle regole. Un'altra è pensare di essere il più furbo di tutti, essere cioè quello che le regole non le rispetta". Duro anche lo spagnolo Mariano Rajoy, che ha chiesto le dimissioni del leader greco.
 
Nel frattempo, la situazione per la gente comune si prospetta sempre più complessa. La disoccupazione resta sempre oltre il 25% e oggi la stampa ellenica parla della possibilità di abbassare da 60 a 20 euro il limite giornaliero di prelievi allo sportello, mentre i pensionati, ai quali in un primo tempo era stato detto che avrebbero potuto ritirare 240 euro a settimana, sono stati informati adesso che potranno prelevare solo 120 euro ogni sette giorni: la nuova misura è stata adottata al termine di una riunione svoltasi la scorsa notte fra responsabili del ministero delle Finanze e rappresentanti degli istituti di credito. A tal fine, sarà aperto un migliaio di sportelli. Nel frattempo, i reportage internazionali raccontano che molti pensionati, che attendevano l'accredito dei loro assegni, sono rimasti oggi a bocca asciutta. Alla situazione delle banche guarda anche la Bce, che riunisce di nuovo il direttivo per aggiornarsi sul programma di liquidità d'emergenza, che non dovrebbe essere 'staccato' fino al referendum.

 

 

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