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Guerra, dopo due mesi la stangata arriva nel carrello: voli, benzina e bollette fanno tremare il conto delle famiglie italiane

Secondo il Codacons l’effetto Iran può costare 926 euro l’anno a nucleo. Forti rialzi su carburanti, voli, gas e alimentari

Guerra, dopo due mesi la stangata arriva nel carrello: voli, benzina e bollette fanno tremare il conto delle famiglie italiane

Dal gasolio alla frutta, i rincari misurati dal Codacons dopo due mesi di conflitto in Medio Oriente

La guerra in Iran pesa sui prezzi italiani. Secondo il Codacons, in soli due mesi la crisi in Medio Oriente ha provocato maxi-rialzi su energia, trasporti, alimentari e servizi, con un impatto che ai livelli attuali può arrivare a 926 euro annui a famiglia, a parità di consumi.

L’associazione ha analizzato i dati Istat sull’andamento dell’inflazione da febbraio, prima dell’inizio del conflitto, ad aprile. I rincari più forti riguardano i combustibili liquidi, cioè benzina, diesel, cherosene e gasolio per riscaldamento, saliti del 38,4% in due mesi.

Il caro energia si vede anche sulle singole voci. Il gasolio registra un aumento del 23%, la benzina del 6,2%, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più. Sulle bollette, il gas ad aprile risulta più caro del 13% rispetto a febbraio e l’energia elettrica cresce del 5,2%.

Il colpo arriva anche sui trasporti. I biglietti dei voli internazionali segnano un rialzo del 18,2%, le tariffe dei traghetti aumentano del 6% e il noleggio di mezzi di trasporto personali costa l’8,8% in più.

Nel carrello della spesa rincarano soprattutto alcuni prodotti freschi. Frutti come mirtilli, lamponi, more e ribes salgono del 16,1%, i legumi del 9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine e pomodori dell’8,6%. Alcune tipologie di frutta fresca aumentano del 7,8%, gli agrumi del 7,5%.

Aumenti anche nel settore della comunicazione e dell’informatica. I supporti per la registrazione crescono del 21,6%, mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi segnano un rialzo del 16,4%.

“La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio, causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati. Il conto di tale situazione – afferma l’associazione – si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, da +926 euro su base annua. Il rischio concreto è non solo un generalizzato impoverimento dei nuclei meno abbienti, ma anche una contrazione dei consumi da parte delle famiglie come reazione al caro-prezzi, con effetti estremamente dannosi per l’economia nazionale”, conclude l’associazione.

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