Guerra, cosa rischiano economia e mercati
I riflettori, dopo le festivita’ pasquali, resteranno puntati sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, in corso da oltre un mese, e sull’impatto economico, mentre cresce la pressione su Bruxelles per mettere in campo misure emergenziali a livello europeo per far fronte al caro energia, e per un allentamento dei vincoli di spesa imposti dal patto di Stabilita’ Ue. Una prospettiva che pero’ al momento sembra ancora fuori dall’agenda Ue.
Il governo intanto lavora al testo del Documento di finanza pubblica, che verra’ inviato alla Ue entro fine aprile, e secondo quanto emerso, sara’ inevitabilmente influenzato dal contesto internazionale, con la guerra che ha fatto nuovamente schizzare al rialzo i prezzi dell’energia. Il Documento e’ atteso nelle prossime settimane in Consiglio dei ministri.
Il Tesoro dovrebbe procedere a una revisione prudenziale delle stime sulla crescita del Pil per il 2026 ma le cifre saranno limate fino all’ultimo, visto lo scenario estremamente incerto. Gli investitori continueranno a valutare le prospettive di una de-escalation del conflitto, anche se al momento la possibilita’ di negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran sembra remota, e l’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea iraniana rischia di compromettere ulteriormente gli sforzi della diplomazia.
Si guarda anche agli eventuali sviluppi per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Negli Usa, gli operatori si concentreranno sui verbali del Fomc della riunione della Federal Reserve del 17 e 18 marzo scorso, poiche’ il mercato cerca segnali per capire come la banca centrale statunitense stia valutando l’impatto del conflitto sulla crescita, sull’inflazione e sulle aspettative relative ai tassi di interesse.

