La guerra in Iran sta avendo conseguenze gravi anche sul turismo. Per chi deve andare dall’Europa all’Asia e viceversa, infatti, questi giorni sono diventati un incubo. Sta succedendo di tutto, dai voli cancellati all’improvviso, alla permanenza obbligata (a proprie spese) nel luogo in cui magari si stava trascorrendo una breve vacanza, frutto magari di tanti sacrifici economici, e che ora si è trasformata in una spesa non prevista extra altissima. Per tornare a casa, molti turisti italiani dovrebbero spendere circa 1500 euro. È il caso – riporta Today – di Martina Morganti, arrivata alle Maldive il 1° marzo, con un volo partito da Roma il 27 febbraio e uno scalo ad Abu Dhabi. Lei e i suoi familiari sarebbero dovuti rientrare in Italia il 7 marzo. Poche ore prima della partenza, però, la compagnia aerea Etihad Airways ha cancellato il volo.
E non è stata l’unica compagnia a farlo. Ma le rassicurazioni non sono bastate a placare l’agitazione dei numerosi italiani rimasti bloccati a Malé. Secondo quanto raccontano, non sarebbe stata offerta alcuna reale assistenza né soluzioni concrete per il rientro in Italia. E così sono costretti a pagare di tasca propria la permanenza sull’isola. Il conflitto in Medio Oriente ha portato alla cancellazione dei voli di oltre 7,5 milioni di persone nei primi dieci giorni di chiusura dello spazio aereo e di interruzione delle operazioni delle aviolinee, con un danno stimato di almeno 1,6 miliardi di dollari solo per i mancati ricavi dei biglietti già emessi. Dall’inizio delle tensioni non è stato effettuato il 55% dei movimenti programmati da tutti i vettori, locali e internazionali. E trovare scali alternativi, saltando il Medio Oriente, a costi accessibili è praticamente impossibile.

