Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Guerra in Iran, dalle materie prime ai tassi di interesse: effetto domino sul mercato immobiliare italiano. Il costo dell’impatto

Guerra in Iran, dalle materie prime ai tassi di interesse: effetto domino sul mercato immobiliare italiano. Il costo dell’impatto

Tra rincari energetici, incognita tassi e nuovi flussi di investitori, il conflitto ridisegna domanda, mutui e prospettive del real estate in Italia

Guerra in Iran, dalle materie prime ai tassi di interesse: effetto domino sul mercato immobiliare italiano. Il costo dell’impatto
immobiliare a roma

È complesso prevedere con precisione gli effetti che un eventuale allargamento del conflitto nel Golfo potrà avere sul mercato immobiliare italiano. Tuttavia, alla luce delle dinamiche geopolitiche degli ultimi anni, è possibile delineare alcune considerazioni, come evidenziato dagli analisti del Gruppo Tecnocasa. L’escalation del conflitto, con il coinvolgimento diretto dell’Iran e di altri Paesi dell’area, sta già influenzando le aspettative sui tassi di interesse. Le tensioni geopolitiche stanno infatti spingendo al rialzo i prezzi di petrolio e gas e rischiano di compromettere le catene di approvvigionamento globali, con possibili ripercussioni sull’inflazione. In questo contesto, le banche centrali potrebbero essere costrette a modificare la loro politica monetaria, anche se recentemente sia la Banca Centrale Europea sia la Federal Reserve hanno deciso di mantenere i tassi invariati. L’evoluzione futura dipenderà dall’intensità e dalla durata del conflitto e dall’impatto dei prezzi energetici sull’inflazione.

Un contesto inflattivo più complesso inciderebbe inevitabilmente sul mercato dei mutui, con un possibile rallentamento della domanda, soprattutto da parte di chi necessita di finanziamenti elevati. Le pressioni sui prezzi si inseriscono inoltre in un quadro già segnato da anni difficili per il potere d’acquisto delle famiglie. Di fronte a prospettive economiche in peggioramento, potrebbe crescere un atteggiamento attendista rispetto all’acquisto della casa. Allo stesso tempo, però, l’immobile continua a essere percepito come un bene rifugio, come dimostrato dalla tenuta del mercato negli ultimi anni: dal 2021 le compravendite residenziali sono rimaste stabilmente sopra le 700 mila unità, raggiungendo nel 2025 quota 766.756. L’aumento dei costi delle materie prime potrebbe inoltre penalizzare le nuove costruzioni e rallentare i progetti di ristrutturazione, orientando la domanda verso abitazioni già in buono stato e aumentando la scontistica sugli immobili da riqualificare. Un conflitto prolungato rischierebbe anche di frenare la ripresa del comparto manifatturiero italiano, incidendo sulle decisioni di investimento delle imprese, comprese quelle legate al real estate.

Secondo alcune stime, se le tensioni dovessero protrarsi, la crescita del PIL italiano potrebbe essere rivista al ribasso fino a circa lo 0,3%. In scenari più critici, con un conflitto superiore ai 60 giorni e prezzi del petrolio oltre i 150 dollari al barile, non si escludono ricadute economiche più rilevanti legate all’incertezza sulla durata della crisi. Sul piano internazionale, un aumento dell’instabilità nell’area del Golfo potrebbe spingere parte degli investitori a privilegiare contesti più sicuri, tra cui l’Europa e l’Italia, con possibili effetti positivi sul mercato immobiliare nazionale. Già dopo l’inizio della guerra in Ucraina si è registrato un incremento di investitori stranieri, ad esempio polacchi, interessati al mercato italiano, sia residenziale sia turistico. Anche il segmento degli immobili di pregio potrebbe beneficiare di questa dinamica. Infine, il conflitto sta producendo effetti immediati anche sul turismo globale, con cancellazioni e uno spostamento della domanda verso destinazioni europee, Italia inclusa. Questo fenomeno potrebbe tradursi in un impatto positivo sul settore turistico nazionale e, indirettamente, anche sul mercato immobiliare grazie alla maggiore creazione di ricchezza.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE ECONOMIA