Intesa batte le stime e chiude un 2025 da record: utile a 9,3 miliardi in crescita del 7,6%. Ed è boom di dividendi - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 08:56

Intesa batte le stime e chiude un 2025 da record: utile a 9,3 miliardi in crescita del 7,6%. Ed è boom di dividendi

La banca archivia l'anno con numeri che battono le stime e punta a oltre 11,5 miliardi di utile al 2029: il 95% andrà ai soci

di Salvatore Isola

Intesa Sanpaolo, nel 2025 utile in crescita del 7,6%

Intesa Sanpaolo chiude il 2025 con l'utile netto a 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024. Nel quarto trimestre il risultato netto è pari a 1,7 miliardi, rispetto a 1,5 miliardi dello stesso periodo del 2024. Il conto economico consolidato del 2025 registra interessi netti pari a 14.796 milioni di euro, in diminuzione del 5,9% rispetto ai 15.718 milioni del 2024. Le commissioni nette sono pari a 9.980 milioni di euro, in crescita del 6,3% rispetto ai 9.386 milioni del 2024.

In dettaglio, si registra una diminuzione del 2,2% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una crescita del 10% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito si registra un aumento del 34,5% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli, del 3,2% per la componente relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 119 milioni nel 2025 e a 85 milioni nel 2024) e del 4,9% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Il risultato dell'attività assicurativa ammonta a 1.815 milioni di euro, rispetto ai 1.735 milioni del 2024.

I proventi operativi netti sono pari a 27.270 milioni di euro, in aumento dello 0,6% rispetto ai 27.107 milioni del 2024. I costi operativi ammontano a 11.500 milioni di euro, in diminuzione dello 0,6% rispetto agli 11.570 milioni del 2024, a seguito di una diminuzione del 2,3% per le spese del personale e di un aumento dell' 1,6% per le spese amministrative e del 3,3% per gli ammortamenti. Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 15.770 milioni di euro, in crescita dell' 1,5% rispetto ai 15.537 milioni del 2024. Il cost/income ratio nel 2025 è pari al 42,2%, rispetto al 42,7% del 2024. Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.745 milioni di euro, rispetto a 1.274 milioni del 2024.

Intesa Sanpaolo, i risultati 2025 battono gli obiettivi del piano 

I risultati del 2025 di Intesa Sanpaolo sono "pienamente in linea con le indicazioni per l'anno rese note al mercato" e superiori agli obiettivi del piano di impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo è la "banca più resiliente in Europa, pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore", spiega una nota della banca. Il gruppo l'anno scorso ha confermato la capacità di generare una solida redditività sostenibile, con un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro a fronte di oltre un miliardo allocato a valere sull'utile ante imposte dell'anno per l'ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo e costituito da: circa 650 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti addizionali per favorire il derisking e rafforzare lo stato patrimoniale; circa 285 milioni di accantonamenti, altre rettifiche di valore e altri oneri per favorire il derisking e rafforzare lo stato patrimoniale; circa 85 milioni di oneri di integrazione per anticipare uscite volontarie già concordate e circa 10 milioni di altri oneri di integrazione.

Intesa punta a oltre 11,5 miliardi di utile al 2029, il 95% andrà ai soci

Intesa Sanpaolo ha approvato il nuovo piano d'impresa 2026-2029 che punta ad un risultato netto in aumento a oltre 11,5 miliardi di euro nel 2029 da 9,3 miliardi nel 2025. Il nuovo piano prevede la distribuzione di circa 50 miliardi di euro per il 2025-2029, con payout ratio al 95% per ciascun anno del 2026-2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback; ulteriori distribuzioni saranno valutate anno per anno a partire dal 2027

Intesa, ai soci dividendi per 6,5 miliardi e buyback da 2,3 miliardi

Il consiglio d'amministrazione di Intesa Sanpaolo propone all'assemblea dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di un buyback pari a 2,3 miliardi di euro, autorizzato dalla Bce, da avviare a luglio 2026 a seguito dell'approvazione da parte degli azionisti.

Il Cda ha deliberato di proporre alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di 19 centesimi di euro per azione, come saldo dividendi, che si aggiunge a 18,6 centesimi di acconto pagato a novembre 2025, e l'esecuzione di un acquisto di azioni proprie pari a 2,3 miliardi di euro, con dettagli che verranno resi noti nei termini previsti dalla normativa. Più precisamente, per quanto riguarda i dividendi, il Cda ha deliberato di proporre alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di 6.542.388.883,09 euro complessivamente a valere sul 2025, corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell'utile netto consolidato, che, tenendo conto dell'acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 3.233.844.856,62 euro, porta alla proposta di distribuzione di 3.308.544.026,47 euro a saldo, corrispondente a un importo unitario di 19 centesimi di euro per ciascuna delle 17.413.389.613 azioni ordinarie.

Il dividendo per azione complessivo proposto per il 2025 è pari a 37,6 centesimi di euro (18,6 centesimi come acconto pagato a novembre 2025 e 19 centesimi come saldo proposto). Rapportando l'importo unitario complessivo proposto di 37,6 centesimi di euro al prezzo di riferimento dell'azione registrato mediamente nel 2025, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 7,5%.

Intesa, da nuovo piano 500 miliardi di valore per tutti gli stakeholder

Intesa Sanpaolo nel quadriennio del nuovo piano d'impresa (2026-2029) intende creare circa 500 miliardi di euro di valore per tutti gli stakeholder. Per gli azionisti circa 50 miliardi di euro per il 2025-2029; per le famiglie e le imprese nuovo credito a medio-lungo termine erogato all'economia reale per circa 374 miliardi di euro, di cui circa 260 miliardi in Italia; per le persone del Gruppo spese del personale per circa 28 miliardi di euro; per i fornitori: acquisti e investimenti per circa 17 miliardi di euro; per il settore pubblico imposte (dirette e indirette) per circa 26 miliardi di euro; per il sustainable lending nuovo credito pari al 30% del totale del nuovo credito a medio-lungo termine erogato; per i bisogni sociali: contributo di circa un miliardo di euro. 

Intesa punta alla crescita dei ricavi grazie alle commissioni

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano vede una crescita dei ricavi, dovuta principalmente alle commissioni, con forti sinergie tra le divisioni e un aumento di circa 3.700 persone dedicate alla consulenza alla clientela (da circa 18.550 nel 2025 a circa 22.250 nel 2029) per alimentare una crescita di 101miliardi di euro del risparmio gestito (da 562 miliardi nel 2025 a 663 miliardi nel 2029) e di circa 200 miliardi delle attività finanziarie della clientela (da 1.457 miliardi nel 2025 a 1.651 miliardi nel 2029).

La banca vede proventi operativi netti in aumento a 30,7 miliardi di euro nel 2029 da 27,3 miliardi nel 2025; commissioni nette in aumento a 11,6 miliardi nel 2029 da 10,0 miliardi nel 2025; risultato dell'attività assicurativa in aumento a 2,0 miliardi nel 2029 da 1,8 miliardi nel 2025; incidenza delle commissioni nette e del risultato dell'attività assicurativa sui proventi operativi netti al 44% nel 2029 dal 43% del 2025; interessi netti in aumento a 16,3 miliardi nel 2029 da 14,8 miliardi nel 2025, con crediti alla clientela in crescita a 471 miliardi nel 2029 da 425 miliardi del 2025. 

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano vede meno costi grazie alla tecnologia

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano vede una riduzione strutturale dei costi, avvalendosi dei forti investimenti in tecnologia già effettuati. La banca vede costi operativi in calo a 11,3 miliardi di euro nel 2029 da 11,5 miliardi del 2025. Gli investimenti saranno pari a 5,1 miliardi di euro nel 2026-2029 (che si aggiungono ai 6,6 miliardi effettuati nel 2022-2025), di cui 4,6 miliardi per tecnologia e crescita (che si aggiungono ai 5,6 miliardi effettuati nel 2022-2025); estensione della piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech, che si prevede porti entro il 2029 a circa il 100% degli applicativi cloud-based dal 64% del 2025, con un risparmio di costi pari a circa 380 milioni a regime (2030).

Prevista anche una accelerazione del ricambio generazionale senza impatti sociali, con una riduzione di circa 6.100 persone del gruppo entro il 2029, che si aggiunge alla riduzione di circa 3.900 nel 2025, e connessi risparmi di costi pari a circa 570 milioni di euro a regime (2030), a seguito di circa 12.400 uscite (di cui circa 9.750 in Italia per uscite volontarie incluso il turnover naturale e circa 2.650 uscite nette per turnover naturale nelle controllate internazionali e circa 6.300 assunzioni di giovani in Italia entro il 2030, di cui circa 2.300 come global advisor, in aggiunta alle circa 1.300 nel 2025, principalmente global advisor. 

Intesa scommette sulla gestione dei patrimoni, lancerà isywealth Europe

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano scommette sulla gestione dei patrimoni. Il gruppo prevede il lancio di isywealth Europe, avvalendosi del digitale e dei consulenti finanziari, grazie ai punti di forza che supportano l'espansione internazionale in Europa. Il gruppo intende realizzare Hub integrati nei principali Paesi Europei in cui Intesa Sanpaolo è presente (Francia, Germania e Spagna) per servire diversi segmenti di clientela, avvalendosi delle sinergie di Gruppo, tramite un mix di canali innovativi e tradizionali: mercato mass/affluent con focus su prodotti semplici, tramite il canale digitale di Isybank e Fideuram Direct abilitati da isytech; private, con un'offerta di prodotto più ampia e servizi di consulenza state-of the-art, tramite il canale dei consulenti finanziari, sviluppando una rete di consulenti finanziari / private banker; corporate, con servizi di corporate & investment banking e un'offerta crossDivisioni per imprese e imprenditori, tramite il canale delle filiali di Parigi, Francoforte e Madrid. Il piano di impresa include circa 200 milioni di euro di investimenti e nessun ricavo.

L'iniziativa si svilupperà in due fasi: nel 2026-2027, lancio di un progetto dedicato sotto la leadership del ceo e con il top management del Gruppo, prevedendo (i) l'estensione delle licenze esistenti delle filiali internazionali di Intesa Sanpaolo; dal 2027, unità di business dedicata, prevedendo una prima fase di espansione di filiali/uffici nelle maggiori città, il lancio di una gamma completa di prodotti avvalendosi dell'offerta digitale tramite Isybank e Fideuram Direct e delle fabbriche di prodotto del Gruppo, il potenziamento delle reti di consulenti finanziari / private banker e il lancio di nuove partnership strategiche per l'intera gamma di prodotti.

Intesa nel nuovo piano vede una ulteriore crescita di Isybank e banche estere

Intesa Sanpaolo nel nuovo piano d'impresa vede la crescita di Isybank, pronta ad avere successo anche nei confronti delle fintech, acquisendo un milione di nuovi clienti entro il 2029, con un aumento del numero di clienti a oltre 2 milioni nel 2029 da oltre un milione nel 2025. Prevista anche una crescita delle attività finanziarie della clientela presso Isybank a circa 8 miliardi di euro nel 2029 da circa 2,9 miliardi del 2025 e del risultato netto a circa 100 milioni di euro nel 2029 da circa 19 milioni nel 2025 (+52%).

Nel piano è prevista anche una crescita delle banche controllate internazionali, realizzando piene sinergie con le altre divisioni, mediante un'evoluzione del modello di business supportato in particolare da un rafforzamento delle competenze di consulenza della rete, una nuova rete di consulenza "Fideuram-style" costituita da circa 1.200 consulenti finanziari (di cui circa 30% dipendenti riconvertiti e riqualificati) per accelerare la crescita nel Wealth Management & Protection, un rafforzamento delle competenze digitali e il lancio di una macchina di acquisizione clienti di nuova generazione adottando le funzionalità di isytech.

Le iniziative si prevede portino per la Divisione International Banks nel 2029, rispetto al 2025, a un aumento del risultato netto a 1,8 miliardi di euro da 1,2 miliardi (+10%), degli impieghi alla clientela a 67 miliardi da 49 miliardi (+8%), delle commissioni a un miliardo da 0,7 miliardi (+9%) e delle attività finanziarie della clientela a 122 miliardi da 96 miliardi (+6%). 

Intesa, nel nuovo piano digitale, gestione patrimoni e "zero Npl"

Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato il Piano di Impresa 2026-2029, fondato sul contributo di circa 60.000 persone del gruppo alla definizione delle priorità strategiche e sull'impegno delle persone del gruppo che sono la "risorsa più importante alla sua realizzazione". Con il piano, Intesa Sanpaolo si conferma come un gruppo "solido, a zero Npl e digitale, con un modello di business focalizzato sui "ricavi da commissioni, efficiente e resiliente in grado di realizzare una forte creazione e distribuzione di valore senza rischio di esecuzione, e leader per impatto sociale".

In particolare, al 2029, rispetto al 2025, il gruppo prevede: aumento del numero di clienti di circa 2,5 milioni a circa 24 milioni da circa 21,4 milioni, derivante principalmente da Isybank e Divisione International Banks; aumento degli impieghi alla clientela di 46 miliardi di euro a 471 miliardi da 425 miliardi, di cui 18 miliardi della Divisione International Banks a 67 miliardi da 49 miliardi, e del nuovo credito a medio-lungo termine di 76 miliardi nel quadriennio 2026-2029 rispetto al 2022-2025 a 374 miliardi da 298 miliardi, di cui 62 miliardi in Italia a 260 miliardi da 198 miliardi; circa 3.700 persone in più per rafforzare le attività di Wealth Management & Protection, con una rete di consulenza ai clienti ineguagliabile in crescita a circa 22.250 persone da circa 18.550; aumento delle attività finanziarie della clientela di circa 200 miliardi di euro a circa 1.700 miliardi da circa 1.500 miliardi; aumento del risparmio gestito di 101 miliardi di euro a 663 miliardi da 562 miliardi; aumento dei premi di assicurazione del ramo danni a 2,3 miliardi di euro da 1,6 miliardi. 

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