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Economia
Intesa SanPaolo passa dal modello duale al monistico


Via libera al cambio della governance in Intesa Sanpaolo, che passa dal modello duale al monistico. Lo ha annunciato il presidente del consiglio di sorveglianza dell'istituto, Giovanni Bazoli, al termine della riunione del Cds che ha approvato il passaggio al nuovo modello di governance dopo l'adozione, otto anni fa, del duale. "Abbiamo deciso di passare dal modello duale al monistico", ha detto.

Intesa fa due miliardi di profitti e centra già il target sul dividendo

Profitti quasi triplicati rispetto allo scorso anno per Banca Intesa e obiettivo sul monte dividendi già centrato a metà anno. Un semestre che l'amministratore delegato del primo istituto di credito italiano ha definito "il miglior dal 2008" (e immediatamente apprezzato dal mercato che ha fatto scattare gli acquisti sul titolo a Piazza Affari). Grazie al miglioramento della congiuntura, a un conseguente calo degli accantonamenti per crediti deteriorati e all'eccezionale contributo del risparmio gestito che ha alimentato le commissioni (3,7 miliardi, +14,6% del 2014), Intesa Sanpaolo ha chiuso la prima metà dell'anno con 2 miliardi di utili, in crescita rispetto ai 720 milioni della prima metà del 2014. Un risultato superiore alle attese degli analisti e che consente alla banca di coprire con sei mesi di anticipo i dividendi promessi per l'esercizio in corso, il secondo di un piano industriale che prevede 10 miliardi di cedole in quattro anni.

"Quello che si è appena concluso è il miglior semestre dalla creazione di Intesa: abbiamo conseguito risultati che ci pongono ai vertici del settore in Europa, grazie al business model semplice e innovativo e soprattutto grazie al lavoro di tutte le nostre persone, che stanno raggiungendo in anticipo gli obiettivi previsti dal piano d'impresa", è stato il commento di Messina. La banca, sottolinea, è "al primo posto in Europa quanto a efficienza" e la forza del suo bilancio si basa su "elevati coefficienti patrimoniali e basso leverage abbinati a una notevole posizione di liquidità". La banca, sottolinea ancora Messina, è "al primo posto in Europa quanto a efficienza" e la forza del suo bilancio si basa su "elevati coefficienti patrimoniali e basso leverage abbinati a una notevole posizione di liquidità".

"Della solidità dei nostri risultati beneficiano tutti gli stakeholder della banca", ha aggiunto Messina. Agli azionisti, ha ribadito, "siamo in grado di assicurare già da oggi i 2 miliardi di dividendi previsti per questo esercizio" e ai dipendenti "siamo in grado di confermare il pieno recupero della capacità produttiva in eccesso, pari a 4.500 dipendenti inseriti in iniziative chiave a supporto della crescita". Entrando nel dettaglio della semestrale, l'istituto ha registrato un calo delle rettifiche su crediti che sono scese a 1,6 miliardi (-28,8%, il dato più basso dal primo semestre del 2011) mentre la copertura dei crediti deteriorati è salita al 47,3%. Tra i dati del semestre, i proventi operativi netti si sono attestati a 9,4 miliardi di euro, in aumento del 9,7% rispetto alla prima metà del 2014; le commissioni nette sono cresciute del 14,6% a 3,79 miliardi e il risultato della gestione operativa del 16,7% a 5,16 miliardi di euro. Il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 3,31 miliardi (+54,2%). Guardando allo stato patrimoniale dell'istituto, i crediti alla clientela al 30 giugno erano pari a 344 miliardi di euro (+1,5% da fine 2014); il complesso dei crediti deteriorati ammonta a 33,6 miliardi, con le sofferenze stabili a 14,25 miliardi di euro.

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