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Economia
Intesa-Sanpaolo, ora i bancari lavorano da casa

Intesa Sanpaolo apre le porte allo smart working. Il progetto partirà in via sperimentale da marzo 2015, con termine a dicembre, e coinvolgerà in una prima fase i lavoratori di Banca Prossima e dell’area di Milano, per agevolarli anche in concomitanza con l’Expo. Grazie all’accordo raggiunto ieri sera tra il gruppo e le organizzazioni sindacali aziendali, i dipendenti interessati potranno aderire volontariamente al progetto smart working, che dà la possibilità di lavorare in luogo diverso da quello nel quale abitualmente si compie servizio.

I dipendenti potranno, quindi, svolgere la loro prestazione lavorativa da casa, non più di 8 giorni al mese, da altro ufficio o presso il cliente, concordandola con il proprio responsabile di filiale. Le figure professionali che potranno beneficiare di questa opzione saranno, in particolare, coloro che operano presso i servizi centrali e i gestori della rete. Per lo svolgimento dell' attività lavorativa fuori sede, l'azienda fornirà opportuna dotazione informatica. A supporto dell'iniziativa, verrà avviato un piano di formazione specifico per i responsabili di filiale e i dipendenti coinvolti nella sperimentazione.

Qualora il progetto abbia successo tra i lavoratori e dia buoni risultati, ci sarà la possibilità di estenderlo anche ad altre strutture. “Questo accordo – ha commentato il chief operating officer di Intesa Sanpaolo, Eliano Omar Lodesani - si inserisce nel Piano d’Impresa 2014-17, di cui le persone sono il fattore fondamentale di successo. Rappresenta una nuova tappa nel percorso di ricerca - condiviso con i sindacati- di strumenti innovativi per poter coniugare le esigenze organizzative aziendali con le esigenze personali dei colleghi, favorendone la qualità di vita, creando così le condizioni per una sempre più efficace risposta ai bisogni, espressi e potenziali, dei clienti del gruppo".

“Quest’ accordo è innovativo: coniuga l’ esigenze di produttività dell’azienda con quelle personali e di vita dei lavoratori, a cui il progetto smart working viene incontro in maniera intelligente”, commentano Roberto Aschiero e Tiberio Carello, segretari di coordinamento Fabi di Intesa, “Per i dipendenti interessati abbiamo ottenuto tutte le garanzie del caso: volontarietà di accesso alla sperimentazione e possibilità di interrompere il progetto in qualsiasi momento, mantenendo invariate, inoltre, tutte le tutele previdenziali e di assicurazione sul lavoro.

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