Guerra in Iran e rincari, a marzo crescono le vendite al dettaglio in Italia (+0,8%). Volano informatica, telecomunicazioni e telefonia, ma per il Codacons è l’effetto dei prezzi
Tornano a crescere a marzo le vendite al dettaglio in Italia, con un aumento dello 0,8% rispetto al mese precedente e del 3,7% su base annua, secondo i dati diffusi dall’Istat. L’incremento riguarda sia il valore (+0,8%) sia il volume (+0,7%) su base mensile, mentre nel confronto annuo la crescita è pari al 3,7% in valore e al 2,1% in volume. Nel primo trimestre dell’anno, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume. La dinamica positiva interessa sia i beni alimentari (+0,9% in valore e +0,1% in volume) sia quelli non alimentari (+0,6% in valore e +0,3% in volume).
Andamenti favorevoli si osservano anche nel dettaglio del mese di marzo: le vendite dei beni alimentari crescono dello 0,9% in valore e dello 0,5% in volume, mentre quelle dei beni non alimentari segnano un incremento dello 0,7% in valore e dello 0,9% in volume. Su base annua, le vendite alimentari aumentano del 4,3% in valore e dell’1,5% in volume; quelle non alimentari registrano rispettivamente +3,3% e +2,7%. Per quanto riguarda i beni non alimentari, si rilevano variazioni tendenziali positive per quasi tutti i gruppi di prodotti: la crescita più marcata riguarda le dotazioni per informatica, telecomunicazioni e telefonia (+8,6%), mentre il calo più consistente interessa calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-1,3%).
Sul dato interviene il Codacons, secondo cui l’aumento dei prezzi al dettaglio, legato anche alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran, sta incidendo sull’andamento delle vendite, determinando una crescita in valore più sostenuta rispetto a quella in volume. In particolare, le vendite alimentari su base annua crescono del 4,3% in valore contro un +1,5% in volume, segno che l’aumento della spesa è legato soprattutto al rialzo dei prezzi. Secondo l’associazione dei consumatori, già a marzo i listini dei prodotti alimentari hanno registrato una prima accelerazione, rendendo più costosi cibi e bevande rispetto al periodo precedente al conflitto. Una dinamica che potrebbe peggiorare nei prossimi mesi, alla luce della fiammata dell’inflazione registrata ad aprile e dei forti rincari che stanno interessando il comparto alimentare, con aumenti a due cifre per alcuni prodotti.

