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Economia
Italia all'avanguardia nella cura delle malattie rare. Therametrics cura la Sarcoidosi

di Filippo Astone

Quando si parla di malattie rare le idee che circolano nell’opinione pubblica si fanno confuse, distratte, ma preoccupate. Eppure occorrerebbe una maggiore sensibilità. E conoscenza. Una malattia si definisce rara quando la sua prevalenza, intesa come il numero di casi presenti su una data popolazione, non supera una soglia stabilita. In Europa la soglia è fissata allo 0,05 per cento della popolazione, ossia 5 casi su 10.000 persone. Il numero sembra irrisorio, ma considerando che il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7.000 e le 8.000 (una numerosità che cresce sempre più con l’affinamento delle sofisticate tecniche di ricerca scientifica e in particolare con i progressi della ricerca genetica), non stiamo parlando quindi di pochi malati, ma di centinaia di migliaia di persone in Italia e addirittura milioni in tutta Europa.

Secondo la rete Orphanet Italia nel nostro Paese sono circa 2 milioni le persone affette da malattie rare e il 70% sono bambini in età pediatrica. Tra questo vasto numero di patologie c’è la Sarcoidosi, una malattia infiammatoria che esordisce più frequentemente tra i 20 e i 40 anni e può coinvolgere molti organi. Più specificatamente è una malattia granulomatosa multisistemica di causa sconosciuta. Il suo decorso clinico varia da risoluzione spontanea a una cronicizzazione progressiva. Il segno distintivo della Sarcoidosi è la presenza di granulomi negli organi colpiti. Il polmone (> 90%), la pelle (>24%) e sistema linfatico (> 5%) sono più spesso colpite, ma tutti gli altri organi possono esserne affetti, soprattutto l’occhio, il miocardio, il sistema nervoso. In Europa ne soffrono 100.000 persone (EMA 2006), 54.400 in Usa.

Oggi i trattamenti per controllare i danni più rilevanti della patologia sono affidati principalmente ai corticosteroidi. Oggi però una speranza c’è, una speranza che ha una forte impronta italiana. La speranza si chiama Aviptadil ed è frutto della ricerca di THERAMetrics holding AG (società quotata sulla Six Swiss Exchange), una Technology-driven Contract Research & Development Organization (TCRDO) che fornisce servizi tecnologici alle aziende farmaceutiche, biotecnologiche, dispositive medici e nutraceuticals, lungo tutto il ciclo di discovery e sviluppo del prodotto (dalla ricerca preclinica all’accesso ai mercati). Therametrics, quotata in borsa a Zurigo, è un società italo svizzera controllata da Pierrel e dal gruppo Petrone, holding farmaceutica con sede a Napoli. Amministratore delegato è Fulvio Citaredo. Una parte della ricerca by THERAMetrics è affidata alla piattaforma interattiva DRR2.0 (Drug Repurposing and Repositioning 2.0) che consegna al ricercatore non solo il candidato farmaco, ma anche una road map dettagliata con le indicazioni per l'eventuale second medical use. La piattaforma può essere interrogata sia a partire dalla molecola, sia a partire dalla patologia.

Proprio il DRR2.0 ha permesso di formulare ipotesi per la cura della Sarcoidosi con Aviptadil, una sostanza prodotta chimicamente, ma identica ad un ormone naturale (Vasoactive Intestinal Peptide, VIP). Aviptadil è normalmente usato come vasodilatatore, e come tale abbassa la pressione sanguigna se somministrato per via endovenosa. Tuttavia il suo meccanismo di azione nella Sarcoidosi è correlato alla sua capacità di influenzare il sistema immunitario. In particolare, somministrato per inalazione, Aviptadil è in grado di diminuire i processi infiammatori polmonari. Una indagine di marketing dice che quando Aviptadil giungerà sul mercato dotata di approvazioni, ovvero secondo una stima entro i prossimi due-tre anni , il suo valore di mercato sarà pari a 150 milioni di dollari Usa.

THERAMetrics ha brevettato la sua scoperta legata ad Aviptadil, che gode dello status di Orphan Drug Designation (ODD) così ottenuta da EMA (European Medicines Agency) ed FDA (USA Food and Drug Administration) THERAMetrics ha recentemente stretto un accordo con la casa farmaceutica turca Centurion Pharma, che ha acquisito la licenza di Aviptadil per svilupparne le possibilità di cura della Sarcoidosi. Raffaele Petrone, CEO di THERAMetrics, in merito a questo accordo dice ad Affaritaliani: "CenturionPharma è un’azienda farmaceutica in rapida crescita sul mercato farmaceutico turco, che vale 9 mld USD: questa partnership è di grande valore strategico per lo sviluppo e la commercializzazione di Aviptadil e per potenziali altri progetti per la regione MENA e Asia Centrale”. Aviptadil è solo la bandiera di THERAMetrics: la società ha un portafoglio di 22 molecole già registrate per altri usi e di 11 molecole “orfane” (ovvero farmaci non distribuiti dall’industria farmaceutica per ragioni economiche ma che rispondono a un bisogno di salute pubblica) che potrebbero servire, le une e le altre, per altrettante malattie altrimenti incurabili. Come si è precedentemente scritto, THERAMetrics è una Contract Research & Development Organization.

Il mondo delle CRO, quindi il mercato dell’outsourcing, è un mercato in forte evoluzione, sia quantitativa che qualitativa. Nel nostro Paese, agli inizi degli anni ‘90 se ne contavano solo qualche unità; oggi sono registrate in AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) oltre 200 Aziende. AICRO (Associazione Italiana Contract Research Organization) associa le più autorevoli CRO in Italia che, nel loro insieme, contano circa 1400 addetti ad elevata professionalità e coprono il 65-70 delle sperimentazioni svolte in Italia. Nel mondo, il trend dell’outsourcing è in forte crescita: su un totale di 65 miliardi di dollari che ogni anno vengono investiti in ricerca farmaceutica, il 35-40% vanno in outsourcing. Il 50% delle aziende farmaceutiche del mondo utilizzano le CRO per lo sviluppo dei loro prodotti. Recentemente, THERAMetrics ha affidato la guida delle operation italiane a Luigi Godi, da venti anni nel mondo delle CRO in Italia, esperto del settore, Vice-Presidente di AICRO, Professore Incaricato della Facoltà di Farmacia dell’Università Tor Vergata di Roma, dove insegna “CRO Business Management” agli studenti del Corso Internazionale di Farmacia e del Master di II Livello che desiderano intraprendere la loro professione nell’ambito della ricerca farmacologica. Godi ha il compito di rilanciare THERAMetrics e di farla crescere in Italia, Paese che, dal punto di vista della ricerca clinica, resta ancora difficile.

“THERAMetrics non è una CRO come le altre” spiega Godi “direi che è una CRO translazionale, perchè grazie al DRR2.0 è in grado di valutare il patrimonio di molecole che una Azienda Farmaceutica ha in casa e di offrire a questa ipotesi di utilizzo di tale tesoro, a volto nascosto, apportando un valore aggiunto significativo, collaborando fino allo sviluppo e produzione dei dati e della documentazione indispensabile per la registrazione del prodotto: quindi dalla nuova vita ed una nuova collocazione”. La visione di Godi sul sistema Italia è in qualche modo sconsolata. “Nell’ambito della ricerca sperimentale il Sistema Italia ha delle punte di massima efficienza ed eccellenza, ma ancora purtroppo molti lati oscuri, forse troppi; i tempi autorizzativi sono incerti ed i relativi costi sono molto alti, non reggendo il confronto con quelli degli altri Paesi Europei; il Sistema Italia, sebbene esista un quadro normativo all’avanguardia (che viene puntualmente disatteso), non è attrattivo per le Aziende Farmaceutiche e di dispositivi medici, che preferiscono altri Paesi Europei ed extra-Europei”, dice l’Amministratore Delegato di THERAMetrics ad Affari Italiani. Così come il Servizio Sanitario Nazionale, anche la sperimentazione clinica in Italia è regionalizzata.

“Nonostante il recente Decreto Balduzzi, in Italia ci sono più di 100 Comitati Etici, con costi importanti per le aziende farmaceutiche che devono versare quote per la valutazione dei protocolli di studio presentati nei singoli Comitati Etici, per poter ottenere il parere alla sperimentazione in ogni singolo centro sperimentale. Per certi aspetti viviamo ancora in un’era medievale, fatto di feudi e principati. Questo non incentiva certo la ricerca. Anzi spesso la decapita. E’ assurdo. E’ l’Italia che va contro l’Italia”, dice con amarezza Godi. “Ma noi addetti ai lavori siamo pazienti, sempre fiduciosi che le cose possano cambiare, e facciamo la nostra parte in tale direzione, sia nelle nostre singole aziende, sia in AICRO, dove crediamo di poter rappresentare uno stakeholder importante, perché attivamente coinvolti nel campo di battaglia giornaliero”.

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