Italia prima industria d'Europa. Il sogno nazionalista di Boccia - Affaritaliani.it

Economia

Italia prima industria d'Europa. Il sogno nazionalista di Boccia

Silvia Davite

"Non esiste una questione nord e una questione sud, esiste una questione italiana. L'impresa italiana potrebbe essere la prima d'Europa e il sud rappresenta una piattaforma di lancio nazionale verso l'economia del Mediterraneo"

 

Lo sviluppo sostenibile per il sud punta su imprese e lavoro, questo è il messaggio che proviene da Salerno nel convegno promosso da Piero De Luca per fare il punto con alcuni stake holders del territorio quasi "per lasciarci animare  - dice lui - dallo spirito dell'autorevole Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio".

L'occasione è effettivamente interessante per sentire che cosa scorre nelle menti più dinamiche dell'impresa del mezzogiorno.Il Direttore de Il Mattino Federico Monga intervista prima Luigi De Vecchis (Presidente Huawei) , Adriano Mureddu (Capo delle risorse umane di Commdata group) , Andrea Prete (Presidente Unioncamere Campania) Paolo Scudieri (Adler group) e Ludovica Zigon (direttore commerciale di Getra); conclude poi con un'intervista a tutto campo a Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Se Huawei punta su sviluppo tecnologico applicato ai diversi settori dell'economia e circolazione dei saperi invitando a riflettere le amministrazioni pubbliche sul fatto che questo sarà un processo animato dalla rete globale delle Città (e che dunque investire su di esse nel complesso dei servizi per innalzare i livelli di qualità della vita favorirà il processo di emancipazione delle economie locali), Commdata chiede si ponga un freno alla continua legiferazione in materia di lavoro di cui non si sente assolutamente bisogno "giusto estendere le tutele a chi non le ha, dunque estendiamo i contratti nazionali a chi non ne è protetto e poi lasciamo lavorare le parti sociali perché sulla contrattazione locale costruiscano risposte aderenti alla realtà economica".

Se Paolo Scudieri ricorda come l'innovazione vera nel campo dell'automotive sia lo sviluppo dei veicoli ad idrogeno e ringrazia Vincenzo De Luca per lo sforzo di agganciarsi al 5G e alle innovazioni di settore col progetto Borgo 4.0, Ludovica Zigon chiede di investire di più su una formazione che offra management skillato dentro una capacità di visione generale delle imprese come attore sociale. Il Presidente Unioncamere Andrea Prete conclude la prima sessione ricordando che "la Campania è già avanti nell'applicazione della normativa sulle Zes e ha indicato alcune misure fiscali che dobbiamo raccontare a Milano più che qui tra di noi, perché esse già oggi rendono conveniente sul piano strettamente imprenditoriale l'investimento nelle aree della Regione".

A fare sintesi finale il leader degli industriali Boccia che in tutte queste prime uscite pubbliche dal Meeting di Rimini in avanti, appare carico, impegnato e determinato più che mai a lavorare per il rilancio dell'economia italiana.

"Noi - dice - siamo la seconda manifattura d'Europa con il 30% del costo di energia in più di quello che pagano i nostri colleghi di Francia e Germania, il 20% di tasse in più di loro, una dotazione infrastrutturale di gran lunga inferiore... Sfido chiunque a fare meglio dell'impresa Italiana con questi parametri. E allora se volete il mio sogno, beh eccolo servito: l'impresa italiana ha tutte le caratteristiche per diventare la prima d'Europa, ma per questo serve fare sistema in favore della crescita come obiettivo unificante del Paese, la crescita intesa come progetto Paese, la crescita come visione di politica economica che risponda ad un interesse generale."

Il Presidente di Confindustria invoca poi concretamente alcuni strumenti a partire da un intervento di politica economica organico " al nuovo governo gli industriali chiedono quello che abbiamo già detto al precedente: occorre superare la logica di singoli parziali provvedimenti che rispondono a mere richieste di categoria scevre dalla verifica degli effetti complessivi sull'economia; in questo senso, con la proposta dell'abbattimento del cuneo fiscale per rilanciare lavoro e consumi, i corpi intermedi si sono assunti la responsabilità di dare una regia al processo per rimettere in moto l'Italia. E quando dico che occorre scommettere sulle ambizioni e non cavalcare le paure, intendo che nel Paese c'è energia e desiderio di migliorare e dobbiamo saperla intercettare, sostenere e incanalare perché è così, nei fatti, che la classe dirigente del Paese potrà dimostrare di essere all'altezza delle sfide. Occorre rdare fiducia, dimostrare che è falso che nulla cambia, che le cose accadono e che le prospettive di vita per sé e la comunità possono evolvere positivamente". 

" È chiaro - prosegue - che oggi occorre in primus una svolta sulle infrastrutture come misura anticiclica alle difficoltà dell'economia tedesca che si porta con sé il nostro sud già in recessione e che già rischia di anticipare il nord del Paese. Noi lavoreremo senza sosta con le Confindustria di Francia e Germania per rendere credibile una proposta di Eurobond per finanziare un piano transnaziinale di apertura cantieri: infrastrutture come edilizia, le opere che servono vanno fatte e devono essere sostenibili sul piano economico, ambientale e soprattutto, non devono fallire a metà dei lavori."

Infine una nota sul sud " Per me non esiste una questione nord e una questione sud, esiste una questione italiana. L'impresa italiana potrebbe essere la prima d'Europa e il sud rappresenta una piattaforma di lancio nazionale verso l'economia del Mediterraneo che l'Italia come sistema deve sapere favorire nella diplomazia economica tra reti globali di impresa e sviluppo delle città, come si diceva."Il sud, insomma, come piattaforma logistica, di connessione e circolazione dei saperi capace così di rendersi appetibile per partnership e investimenti dentro un quadro di politica economica che rilanci l'industria manifatturiera. 

" Vede - conclude il Presidente Boccia alla pertinente domanda del Direttore Monga che chiede che cosa possa fare il sud per l'Italia - arriviamo da anni in cui lo sviluppo del mezzogiorno sembrava per alcuni la questione dei meridionali a danno di un'altra parte del Paese. Questo sentimento va superato interamente: poi so bene che i divari storici non si possono annullare dall'oggi al domani, ma in questa rinnovata centralità del Mediterraneo e dell'Africa, il sud è realmente un'occasione di approdo verso un mercato in via di sviluppo e oggetto di corsa agli investimenti... L'Italia deve saper cogliere senza perdere tempo questa opportunità. Contemporaneamente, non sfuggo alla sua domanda, le imprese devono fare sempre più sistema per ingegnarsi nel diventare competitive fuori dai propri cancelli."

Boccia cinclude con una battuta che invita tutti a riflettere " quando leggo che il mio successore alla Presidenza di Confindustria deve essere necessariamente del nord perché io provengo dal sud, da una parte sorrido e dall'altra mi preoccupo: sorrido perché io sono stato eletto con i voti del nord e dunque personalmente mi accontenterò di una figura che sappia farsi valere; mi preoccupo perché valutare le persone in base alla propria origine è indice di un profondo razzismo che va respinto, dal canto mio guardo una persona che cosa fa, non da dove proviene. Vale anche per i Ministri di questo o quel governo".