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La Stampa cambia proprietario, trattative in corso tra Sae-Gedi. La storia della storica testata torinese

La Gedi della galassia Exor e il Gruppo Sae guidato da Alberto Leonardis hanno annunciato di aver avviato formalmente il processo che porterà la storica testata torinese sotto il controllo del nuovo editore

La Stampa cambia proprietario, trattative in corso tra Sae-Gedi. La storia della storica testata torinese

Brand o brand…elli / La Stampa venduta al gruppo Sae, Elkann cede il passo a Leonardis. La storia dei uno dei quotidiani più longevi d’Italia

Un nuovo capitolo sta per aprirsi nella storia de La Stampa, uno dei quotidiani più longevi d’Italia. Dopo più di 150 anni sotto diverse proprietà editoriali, la testata torinese si prepara a un cambio di controllo che promette di coniugare continuità e innovazione. Il Gruppo Sae, guidato da Alberto Leonardis, entrerà nel capitale del quotidiano attraverso una nuova società, segnando un passaggio significativo per l’informazione del Nord Ovest e per l’intero panorama editoriale italiano. L’operazione non riguarda solo il giornale cartaceo: nel pacchetto rientrano anche le attività digitali, la stampa e la raccolta pubblicitaria, insieme alle funzioni di supporto alla redazione.

Le prossime settimane saranno decisive per definire i dettagli industriali e le strategie future, con particolare attenzione alla governance, agli investimenti tecnologici e alla salvaguardia dei posti di lavoro, in un’operazione che segna un momento di svolta per una testata che ha accompagnato la storia di Torino e dell’Italia. Ripercorriamola insieme.

Le origini

Fondata a Torino il 9 febbraio 1867 da Vittorio Bersezio e Casimiro Favale, la testata nasce come Gazzetta Piemontese con l’intento di raccontare i fatti della città e del Paese in una fase importantissima della storia italiana post-unitaria. Il giornale si distingue fin dai primi numeri per la duplice uscita giornaliera e una tiratura che supera le 7.000 copie, affermandosi come un punto di riferimento per la cronaca locale e nazionale.

Negli anni ottanta dell’Ottocento, la proprietà passa al deputato liberale Luigi Roux, che ne assume la direzione, attirando collaboratori come Silvio Spaventa e Ruggiero Bonghi. La vera trasformazione arriva con l’ingresso di Alfredo Frassati, giornalista e imprenditore, che rilancia il quotidiano, ne cambia la testata in La Stampa Gazzetta Piemontese e trasferisce la redazione in un edificio di piazza Solferino. Con l’introduzione di nuove tecnologie, tra cui le prime linotype italiane, la tiratura cresce rapidamente, avvicinandosi alle 100.000 copie nel 1910, rendendo La Stampa il primo quotidiano torinese e uno dei principali del Nord Italia.

Frassati consolida una linea editoriale innovativa e culturale, collaborando con intellettuali come Luigi Einaudi e Francesco Saverio Nitti, e introducendo supplementi dedicati allo sport e alla donna. Il giornale, durante la Prima guerra mondiale, mantiene una posizione neutralista in linea con il governo dell’epoca.

La famiglia Agnelli

Negli anni Venti, La Stampa entra nel perimetro della famiglia Agnelli, con la FIAT che ne acquisisce la proprietà nel 1926. Questo periodo è segnato da pressioni politiche e da un allineamento al regime fascista, ma la testata mantiene comunque una rilevanza importante, aprendo nuove edizioni e consolidando la sua presenza a Torino.

Dopo la Seconda guerra mondiale e la Liberazione, La Stampa torna nelle edicole sotto la direzione di Frassati e del sostegno degli Alleati, cambiando momentaneamente nome in La Nuova Stampa per ragioni di tutela legale. Nel dopoguerra, con la guida di direttori come Giulio De Benedetti, il quotidiano rafforza la sua identità indipendente e amplia la copertura culturale, politica ed economica, includendo rubriche innovative come Specchio dei tempi e pagine scientifiche dedicate a divulgazione e approfondimento.

Negli anni Sessanta e Settanta, sotto la direzione di Alberto Ronchey e Arrigo Levi, La Stampa conquista una dimensione nazionale, puntando su notizie internazionali, economia e cultura, senza trascurare la cronaca locale. La testata diventa un punto di riferimento per i moderati e rafforza la sua reputazione anche grazie alla resistenza a intimidazioni e attentati, come l’uccisione del vicedirettore Carlo Casalegno nel 1977.

L’online

Negli anni Ottanta e Novanta, con direttori come Giorgio Fattori, Gaetano Scardocchia e Paolo Mieli, il giornale si rinnova graficamente e tecnologicamente, introducendo nuovi formati, inserto culturale e attenzione ai media digitali. Nel 1999 nasce l’edizione online e negli anni Duemila La Stampa consolida il suo percorso verso il digitale, lanciando nuove sezioni e introducendo abbonamenti elettronici. Oggi La Stampa continua a combinare tradizione e innovazione: dal restyling del 2006 con formato Berlinese e pagine a colori, fino al modello “digital first” introdotto nel 2020. La testata mantiene il suo ruolo di riferimento per Torino e per l’Italia, con un forte radicamento territoriale e una visione internazionale, testimoniata da reportage esteri e approfondimenti geopolitici.

Con oltre 150 anni di storia, La Stampa è un’istituzione culturale e sociale, un osservatorio sulla società italiana che ha saputo adattarsi ai cambiamenti storici, politici e tecnologici, mantenendo viva la missione di raccontare i fatti, con attenzione al territorio e al mondo intero.

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