Lavoro, cresce l’età media di operai e impiegati. Boom di over 50 - La "fotografia" della Cgia - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:08

Lavoro, cresce l’età media di operai e impiegati. Boom di over 50 - La "fotografia" della Cgia

L'analisi evidenzia come l’invecchiamento della forza lavoro sia stato costante negli ultimi sedici anni, con una stabilizzazione solo a partire dal 2020

di Salvatore Isola

Lavoro, analisi Cgia: l'età media dei lavoratori sfiora i 42 anni

Nel 2024 l’età media dei lavoratori dipendenti del settore privato in Italia ha sfiorato i 42 anni, quattro in più rispetto al 2008: oggi un dipendente su tre ha superato i cinquant’anni. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia, che evidenzia come l’invecchiamento della forza lavoro sia stato costante negli ultimi sedici anni, con una stabilizzazione solo a partire dal 2020, senza però un’inversione di tendenza.

Lavoro, analisi Cgia: boom di lavoratori over 50

Il fenomeno è particolarmente evidente guardando alle classi di età. La fascia centrale tra i 25 e i 44 anni è quella che ha registrato la contrazione più marcata, mentre sono cresciuti in modo significativo gli occupati over 50: +154,5 per cento tra i 55 e i 59 anni e +372 per cento tra i 60 e i 64. Un andamento legato all’invecchiamento della popolazione ma anche alle riforme previdenziali che hanno progressivamente allungato la vita lavorativa.

Sul piano territoriale, le età medie più elevate si registrano a Potenza (43,63 anni), Terni (43,61) e Biella (43,53). A livello regionale la Basilicata guida la classifica con 42,93 anni, seguita da Molise e Umbria. All’opposto, le realtà più “giovani” sono Valle d’Aosta, Vibo Valentia e Bolzano. Il Friuli Venezia Giulia detiene il primato per incidenza di lavoratori over 50, pari al 35,7 per cento, mentre Biella è la provincia con la quota più alta di ultra cinquantenni sul totale degli occupati (38,9 per cento).

Lavoro, analisi Cgia: piccole imprese sotto pressione

Secondo la Cgia, l’invecchiamento della popolazione occupata penalizza soprattutto le piccole e micro imprese, che faticano a sostituire i lavoratori in uscita con giovani in numero sufficiente. La carenza di manodopera riduce la capacità produttiva, rende più fragile l’organizzazione aziendale e rischia di disperdere un patrimonio di competenze ed esperienze non sempre trasferibile.

Le criticità sono particolarmente evidenti nei settori ad alta intensità di lavoro – edilizia, autotrasporto, facchinaggio e comparti produttivi con lavoro notturno – dove l’età media cresce mentre diminuisce l’interesse delle nuove generazioni. Una dinamica che, avverte la Cgia, rischia di diventare un vincolo strutturale alla crescita economica del Paese.

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