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Le città più costose dove andare a lavorare all’estero? Luanda, Mosca e Tokyo, ma anche la Svizzera è da evitare

 

Tokyo

Sapete qual è la città più costosa dove andare a lavorare se siete lavoratori esteri? Luanda, in Angola, seguita da Mosca e Tokyo secondo una ricerca della società di consulenza statunitense Mercer, che indica la città africana di N’Djamena al quarto posto di questa particolare classifica, davanti a Singapore e Hong Kong. E nella “vecchia Europa”? Le mete da cercare di evitare (o per le quali dovete spuntare un rimborso adeguato, se volete arrivare a fine mese) sono tre città svizzere: Ginevra, Zurigo e Berna, nell’ordine settima, ottava e nona città più costosa al mondo (davanti a Sydney, decima).

La ricerca di Mercer, che viene aggiornata ogni anno, copre in tutto 214 città mondiali, compara il costo di oltre 200 articoli in ogni località, tra cui quelli relativi ad alloggi, trasporti, cibo, abbigliamento, articoli per la casa e di intrattenimento. Progettato per aiutare le aziende multinazionali e i governi a determinare le indennità di compensazione da corrispondere ai propri dipendenti espatriati, la classifica vede il dominio di molte megalopoli “emergenti” a causa della difficoltà (e del conseguente costo) per rifornirsi di prodotti usualmente consumati dai lavoratori stranieri.

Altra problematica, che interessa soprattutto (ma non solo) le città africane è la carenza o il cattivo stato in cui versano le infrastrutture, cosa che rende ulteriormente costosi sia i prodotti d’importazione sia situazioni abitative confortevole e sicure secondo gli standard occidentali. “I recenti accadimenti mondiali, tra cui rivolgimenti economici e politici, che hanno provocato variazioni dei cambi, la crescita dei costi per beni e servizi e la volatilità dei prezzi delle strutture ricettive, hanno influenzato queste città e le hanno rese costose” ha infatti commentato Marder Barb, senior partner di Mercer.

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Secondo un altro consulente, Nathalie Constantin-Metral, “nel complesso, il costo della vita in città di tutte le parti d’Europa è salito in classifica a causa del leggero rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro (rispetto al quale vengono calcolati i costi, ndr), mentre in Asia circa la metà delle città è scesa in classifica“, come Tokyo, lo scorso anno giudicata la città più cara del mondo per i lavoratori stranieri e quest’anno “solo” al terzo posto. Nel caso di Mosca hanno invece giocato contro gli elevati costi d’affitto (un appartamento di lusso con due camere da letto, non arredato, in città, costa sui 4.600 dollari al mese) e gli altrettanto elevati costi dei prodotti d’importazione.

Da notare che quella di Mercer non è l’unica classifica sulla città più costose al mondo per i lavoratori stranieri. Secondo l’analogo sondaggio condotto due volte l’anno dalla “Economist Intelligence Unit” del magazine britannico The Economist, la città più costosa al mondo resta Tokyo, seguita da Osaka, da Sydney, da Oslo e da Melburne, con Zurigo al settimo posto e Ginevra al decimo. Per la società di consulenza Eca International, invece, che monitora ogni anno 400 città al mondo, la città più costosa per un lavoratore estero è Teheran, che precede Nagoya, Oslo, Luanda e Yokohama. In questo caso Ginevra, Zurigo e Berna (assieme a Basilea) si piazzano al nono, decimo, undicesimo (e dodicesimo) posto in classifica, mentre Mosca è quindicesima.

Luca Spoldi