Leonardo, utile 2025 in crescita del 15% a 1,3 miliardi. La cedola sale del 21%
Leonardo chiude il 2025 con un risultato netto di 1,334 miliardi che include le plusvalenze rilevate a seguito della cessione del business Uas a Fincantieri e della cessione di parte delle azioni detenute in Avio. Nel confronto con l’anno precedente, +15%, va considerata la plusvalenza nel 2025 legata al consolidamento di Telespazio. Il risultato netto adjusted, è di 1,015 miliardi, +18,6%. Il dividendo proposto è di 0,63 euro per azione, in aumento del 21%. La guidance per il 2026 vede, in crescita, gli ordini a circa 25 miliardi, i ricavi a circa 21 miliardi, l’Ebita a circa 2,03 miliardi, il flusso di cassa operativo a circa 1,11 miliardi; l’indebitamento netto di gruppo in calo a circa 0,8 miliardi. Per l’esercizio 2025 sono confermati, come anticipato il 25 febbraio con l’approvazione dei risultati preliminari, ordini in crescita a 23,8 miliardi (+15%), ricavi a 19,5 miliardi (+11%), Ebita a 1,75 miliardi (+18%), free operating cash flow a 1 miliardo (+21%), con un indebitamento netto di gruppo a 1 miliardo in riduzione del 44% rispetto agli 1,8 miliardi del 2024.
Leonardo vede al 2030 i ricavi in crescita a 30 miliardi l’Ebita a 3,59 miliardi
“Gli obiettivi chiave del piano industriale per i prossimi 5 anni (2026-2030)” di Leonardo vedono ordini cumulati pari a 142 miliardi, con ricavi in crescita media annua del 9% a 30 miliardi nel 2030. La redditività è vista “più che raddoppiata al 2030“, rispetto al 2025, con un Ebita cumulato atteso a 14 miliardi nel periodo 2026-2030 ed un Ebita in crescita nel 2030 a 3,59 miliardi. Gli obiettivi indicano un flusso di cassa operativo (Focf) in crescita a 2,06 miliardi nel 2030 e di 8 miliardi cumulati nel periodo 2026-2030 “sostenuto da una maggiore profittabilità, continuando al contempo a garantire la crescita degli investimenti in nuove tecnologie, nell’espansione della capacità produttiva e nell’innovazione”. Nel piano è “incluso l’upside di Michelangelo Dome e delle nuove soluzioni multidominio dual-use”, mentre non include il consolidamento delle attività di Iveco Defence Vehicles.
La società stima che il Michelangelo Dome, il sistema di difesa aerea lanciato dalla società a fine 2025, “possa sbloccare 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030, inclusi nel piano industriale aggiornato, ed ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035, con ricadute attese su elettronica, cyber, droni, piattaforme ad ala fissa e rotante, integrazione di piattaforme, Hpc/Ai e nuovi sistemi spaziali”.
I dettagli del nuovo piano industriale
Il piano industriale 2026-2030 “prosegue – indica la società – la strategia di crescita virtuosa tracciata da Leonardo negli ultimi tre anni: diventare una ‘one company’ multinazionale con una visione industriale chiara, integrata e internazionale. Il Gruppo risulta oggi rafforzato attraverso la razionalizzazione del portafoglio, il lancio di nuovi prodotti, partnership e joint venture strategiche a livello internazionale, operazioni mirate di M&A, oltre ad una forte digitalizzazione ed al potenziamento della capacità produttiva. Un percorso che ha consentito al gruppo di presentarsi sullo scenario globale con una struttura più solida e pronta a cogliere le opportunità di un mercato in rapida evoluzione”.
L’aggiornamento del piano al 2030 “risponde a un nuovo contesto in cui le minacce sono cambiate per natura, velocità e scala. Missili ipersonici, vettori balistici, droni e attacchi cyber aumentano incertezza e complessità operativa, imponendo un cambio di paradigma: la sicurezza non riguarda più soltanto il perimetro tradizionale della difesa, ma investe direttamente la continuità economica e sociale dei Paesi. Infrastrutture critiche, trasporti, agricoltura, servizi finanziari, manifattura, energia e chimica sono oggi esposti a rischi interconnessi, capaci di incidere sulla crescita e sulla prosperità nel prossimo decennio”.
Le stime – evidenzia Leonardo – confermano la dimensione della sfida: il budget della sicurezza globale è atteso in aumento da circa 0,4 trilioni di dollari l’anno nel 2020 ad oltre 1 trilione di dollari l’anno nel 2030, mentre l’impatto economico del cybercrime potrebbe passare da circa 1 trilione di dollari l’anno nel 2020 a 1 trilione di dollari al mese nel 2030. “Per questo Leonardo intende rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento come player di riferimento nella Global Security, coniugando leadership industriale, capacità di innovazione e sviluppo di soluzioni dual-use multidominio al servizio della sicurezza, della resilienza e della competitività dei sistemi Paese”. Leonardo evidenzia l’opportunità di “poter contare su un portafoglio rinnovato e completo di soluzioni, sviluppato sia organicamente sia attraverso iniziative inorganiche, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze attuali ed emergenti della sicurezza globale”.
Nel nuovo piano ulteriore incremento del dividendo
Leonardo, che alla chiusura del bilancio 2025 ha proposto oggi un “incremento sostanziale del dividendo che verrà pagato nel 2026, +21%” presentando il piano 2026-2030 vede un “ulteriore incremento del ritorno per gli azionisti nell’arco di piano, con una chiara politica di dividendi”. Il gruppo lo indica spiegando che “mette in atto una disciplinata strategia di allocazione del capitale a supporto della crescita organica e inorganica e dell’incremento del ritorno agli azionisti”, che prevede anche: “Iniziative di investimento a supporto della crescita organica per rafforzare il core business e aprire la strada al futuro di Leonardo”; “Opportunità di crescita inorganica focalizzata su aree strategiche di crescita”; “riduzione dell’indebitamento con l’impegno di mantenere l’investment grade da parte delle agenzie di credit rating: target di leverage 2028 non superiore a 0,8x”.
Leonardo, l’ad Cingolani: “Numeri oltre le attese, puntiamo a consolidare il ruolo di player high-tech della sicurezza mondiale”
“Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo piano industriale, oltre ogni previsione“, dichiara l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani. “Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’Ai e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future”. “Il nuovo piano industriale, sottolinea ancora l’ad Cingolani, definisce la traiettoria del gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale. Leonardo si presenta oggi ai mercati come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione della visione multidominio del gruppo che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili”.

