Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » L’Ocse striglia l’Italia: “Deficit scende al 3%, ma debito troppo elevato”. Ma il vero problema è la fuga dei giovani

L’Ocse striglia l’Italia: “Deficit scende al 3%, ma debito troppo elevato”. Ma il vero problema è la fuga dei giovani

Per affrontare le criticità che ancora frenano la crescita in Italia “è necessaria una strategia organica e selettiva che prosegua nel solco del PNRR e si integri con il piano di medio termine”

L’Ocse striglia l’Italia: “Deficit scende al 3%, ma debito troppo elevato”. Ma il vero problema è la fuga dei giovani

Ocse: “In 2026 Pil Italia a +0,4%, pesa shock prezzi energia”

L’Ocse taglia le stime del Pil Italia, dallo 0,5% al +0,4% nel 2026. Il nuovo trend è determinato dall’impennata globale dei prezzi energetici nel 2026 che “dovrebbe pesare sulla crescita dell’Italia nei prossimi due anni”. Un freno, aggiunge l’organizzazione parigina nel suo ultimo report, “simile a quello registrato negli altri paesi OCSE”. Gli esperti inoltre prevedono che la crescita “acceleri allo 0,6% nel 2027, grazie all’aumento della formazione di capitale e alla stabilizzazione delle condizioni esterne, che sostengono la spesa delle famiglie”.

Ocse, deficit scende verso 3% Pil ma debito resta elevato

In Italia “la crescita si è mantenuta resiliente negli ultimi anni, sostenuta da generosi crediti d’imposta e dal PNRR, che hanno contribuito ad aumentare occupazione e redditi reali” ma “il rialzo dei prezzi dell’energia all’inizio del 2026 è destinato a frenare la domanda”. Lo scrive l’Ocse nel suo ultimo rapporto finanziario dedicato all’Italia e pubblicato oggi. Il deficit di bilancio, si sottolinea, “si è ridotto avvicinandosi al 3% del PIL, mentre il rapporto debito/PIL resta molto elevato. Nei prossimi anni, l’invecchiamento della popolazione, la transizione climatica e le esigenze legate alla difesa eserciteranno ulteriori pressioni sulla spesa pubblica”.

Ocse: “Servono ulteriori sforzi e riforme per crescita”

Per affrontare le criticità che ancora frenano la crescita in Italia “è necessaria una strategia organica e selettiva che prosegua nel solco del PNRR e si integri con il piano di medio termine”. Lo scrive l’Ocse nel suo ultimo rapporto finanziario dedicato all’Italia e pubblicato oggi. “Il rafforzamento dell’integrità e dell’efficacia del settore pubblico resta un nodo centrale. Nonostante i progressi, l’Italia continua a rimanere indietro rispetto ai principali partner per qualità dei servizi pubblici, capacità regolatoria e percezione del rischio di corruzione. Una quota crescente di appalti pubblici avviene attraverso procedure competitive, supportate da strumenti digitali. Saranno tuttavia necessari interventi più incisivi per riformare i conti pubblici, aumentare la produttività, gestire l’invecchiamento della popolazione e migliorare sicurezza e costi dell’energia”.

“Le prospettive di crescita di lungo periodo” si legge nel documento “restano deboli” e “serve quindi un pacchetto organico di riforme strutturali e un proseguimento degli investimenti pubblici, in continuità con il Piano strutturale di bilancio di medio termine (MTFSP), per sostenere produttività e occupazione e consolidare i risultati ottenuti con il PNRR”.

Il piano di medio termine, scrive l’Ocse, “delinea un percorso di consolidamento fiscale graduale fino al 2031, con l’obiettivo di riportare il debito su una traiettoria più sostenibile. Il raggiungimento di questo obiettivo richiederà interventi rilevanti su entrate e spesa: contenere le uscite legate all’invecchiamento, favorendo quelle orientate alla crescita, aumentare il rispetto degli obblighi fiscali e riequilibrare la composizione del gettito per sostenere occupazione e investimenti”.

Ocse: “Quota rilevante giovani emigra o resta fuori da lavoro”

“In un Paese che invecchia, una quota rilevante di giovani resta fuori dal lavoro e dalla formazione o emigra”. Per questo occorre “rafforzare le riforme già avviate – migliorando la transizione scuola-lavoro, la formazione professionale e le politiche attive”.  Lo scrive l’Ocse nel suo ultimo rapporto dedicato all’Italia pubblicato oggi. “Tutto ciò è decisivo per aumentare la partecipazione giovanile al mercato del lavoro.”