Ogni parola di Trump incide sui mercati, questa volta le sue frasi sulla fine della guerra tra “2-3 settimane” sono state interpretate però in maniera positiva dalle Borse, i segnali arrivano dalle asiatiche, da settimane non si verificano numeri simili. Seul guida i rimbalzi con un +8,76%, grazie agli acquisti a prezzi scontati dopo le pesanti perdite registrate a marzo. I mercati sudcoreani sono stati inoltre incoraggiati dai dati che mostrano un’impennata record del 48,3% delle esportazioni a marzo. Anche Tokyo avanza del 4,92%, mentre in Cina Shanghai e Hong Kong guadagnano rispettivamente l’1,63% e il 2,27%, ignorando i dati Pmi privati che mostrano una crescita dell’attività manifatturiera in Cina inferiore alle attese a marzo.
Ma dal prezzo del petrolio, invece, non arrivano buone notizie. Il chiaro segnale che la situazione a Hormuz non migliora e le navi bloccate fanno impennare il prezzo del greggio. I future del Brent con scadenza a giugno, che sono diventati il contratto di riferimento a partire da oggi, avanzano dello 0,51% a 104,50 dollari al barile (dopo aver terminato il mese di marzo con un guadagno storico del 63%) e i future del Wti che salgono dello 0,93% a 102,31 dollari al barile.
Marzo verrà ricordato, per il petrolio, come il mese che ha registrato il più grande aumento – su base mensile – di sempre. Il prezzo del Brent è infatti salito del 59% dal 28 febbraio ossia da quando è iniziato il conflitto iraniano superando così il precedente record di aumento del 46% registrato nel settembre 1990 quando l’Iraq invase il Kuwait. Gli analisti interpellati dal Financial Times avvertono che i prezzi continueranno a rimanere elevati e potrebbero salire ulteriormente finché proseguirà il conflitto.
Il balzo del Brent è il più consistente dalla creazione del contratto futures nel 1988, ed è però inferiore a quando i prezzi si quadruplicarono tra l’ottobre 1973 e il gennaio 1974: il costo del greggio passò da 2,90 a 11,65 dollari al barile a causa dell’embargo imposto agli Stati Uniti dai paesi arabi esportatori in quanto Washington appoggiava Israele nella guerra dello Yom Kippur.
Future di Wall Street in rialzo dopo la chiusura nettamente positiva di ieri, favorita dalle speranze di una fine a breve della guerra in Medio Oriente. I future del Dow Jones guadagnano lo 0,19%, quelli dell’S&P 500 lo 0,30% e i future del Nasdaq avanzano dello 0,50%.

