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Mps, la Bce accende un faro: dubbi sulla lista del cda e pressing su un ceo indipendente. La lettera

Valutazioni dei candidati ritenute troppo omogenee e processo svolto in tempi stretti

Mps, la Bce accende un faro: dubbi sulla lista del cda e pressing su un ceo indipendente. La lettera
sede della BCE (1)

La vigilanza chiede un ceo indipendente con forte esperienza bancaria e autonomia di giudizio, senza impatti sul piano industriale e sull’integrazione con Mediobanca

La Bce esprime “riserve” sul processo di selezione dei candidati della lista del cda di Mps, condotto in “tempi stretti” e che ha portato a valutare la “maggior parte dei candidati” con “punteggi alti”, anche in presenza di “un livello e una qualità di esperienza molto diversi”. È quanto emerge da una lettera inviata dalla vigilanza europea alla banca lo scorso 4 marzo, nel giorno in cui il consiglio di amministrazione si è riunito fino a sera e che sarebbe stata esaminata prima dell’approvazione della lista. Secondo la Bce, la modalità con cui sono state effettuate le valutazioni “solleva preoccupazioni” sul fatto che il processo di selezione “sia stato adeguatamente rispettato” e sul rischio che possa portare a “un deterioramento nella composizione del cda”.

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Nel dettaglio, la vigilanza esprime “riserve su come la valutazione dei candidati sia stata fatta” rispetto ai criteri qualitativi che Mps, adeguandosi alle richieste dell’autorità di controllo, aveva aggiornato e rafforzato lo scorso 19 febbraio. Come esempio viene citato il fatto che “alla maggior parte dei candidati sono stati assegnati i punteggi più alti” nella maggior parte delle valutazioni, “nonostante il livello e la qualità di esperienza molto diversi”. A questo si aggiunge il fatto che la selezione è stata condotta “con una tempistica molto stretta” e “in parallelo ad altre importanti attività come l’approvazione del piano industriale”.

Nella stessa lettera la Bce accende inoltre un faro sulla futura composizione del cda, chiedendo “una approfondita valutazione dell’independence of mind” (autonomia di giudizio) di tutti i componenti del board. La vigilanza sottolinea anche la necessità che nei comitati siedano amministratori “formalmente indipendenti” e che l’amministratore delegato disponga di una “chiara” autonomia di giudizio, oltre che di una “rilevante esperienza bancaria”, in considerazione delle sfide del ruolo e della complessità dell’istituto.

La Bce riconosce comunque che “la selezione del ceo è una prerogativa di Mps”, ma precisa di attendersi che il piano industriale approvato dal cda il 26 febbraio 2026, in particolare per quanto riguarda l’integrazione con Mediobanca, “non debba essere impattato da un possibile cambiamento nel ruolo dell’amministratore delegato”.