Economia
Mps, lista lunga per il nuovo cda: conferme per Maione e Lovaglio e tra i volti noti... spunta anche Passera
Via libera con riserva a 30 candidati da ridurre a 20 entro il 5 marzo: assemblea il 15 aprile. Tononi nega input da Banco Bpm

Monte dei Paschi di Siena sede
Mps, la Bce chiede profili esperti del settore: piano industriale atteso tra cda del 26 e incontro del 27 febbraio
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha dato un primo via libera alla “lista lunga” per il rinnovo del board. La riunione straordinaria, tenuta nella serata del 20 febbraio, ha approvato con riserva una rosa di 30 candidati destinata a essere ridotta a 20 nomi da sottoporre al voto dell’assemblea del 15 aprile, che dovrà poi eleggere i 15 consiglieri previsti dalle regole fissate nelle scorse settimane.
Nell’elenco figurano il presidente uscente Nicola Maione e l’amministratore delegato Luigi Lovaglio, insieme a una parte degli attuali 15 consiglieri. Tra i profili nuovi più noti, secondo quanto emerso, compaiono Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Massimo Caputi. La lista include inoltre, tra gli altri, Carlo Vivaldi (ex direttore generale di Unicredit) e Paolo Boccardelli, oggi nel consiglio di Banco Bpm.
La selezione dei candidati è stata messa a punto nel cda dedicato alla scelta dei nominativi, con il supporto del Comitato Nomine presieduto da Domenico Lombardi e dell’head hunter Korn Ferry. La banca, inoltre, in una nota diffusa in serata ha indicato un aggiornamento degli orientamenti quali-quantitativi per i requisiti dei componenti del cda dietro indicazione della Bce. Secondo alcune indiscrezioni, i nuovi nomi avrebbero tra l’altro ricevuto il gradimento informale anche dalla Bce, che aveva chiesto in particolare di scegliere consiglieri esperti del settore: un criterio che era stato previsto espressamente anche nei requisiti approvati in precedenza dal cda.
I tempi sono stretti: l’operazione dovrà essere realizzata entro il 5 marzo, dato che la normativa prevede che la lista presentata dal cda debba essere resa nota 40 giorni prima dell’assemblea del 15 aprile. In base al regolamento approvato, eventuali altre liste dovrebbero arrivare 21 giorni prima dell’assise. Sul dossier pesa anche l’attesa del via libera della Bce alle modifiche statutarie con l’introduzione della lista del cda.
Nel frattempo, Maione ha concluso il sondaggio tra i soci rilevanti, a partire da Delfin (17,5%) e dal gruppo Caltagirone (10,2%), in un capitale che vede anche Blackrock (5%) e il ministero dell’Economia (4,8%), oltre a Banco Bpm. Proprio Banco Bpm, però, nega qualsiasi coinvolgimento nella composizione della rosa: “Assolutamente no. Noi siamo concorrenti di Mps e non abbiamo in alcun modo fornito sollecitazioni, suggerimenti, raccomandazioni per la composizione della lista per il Cda di Monte dei Paschi. Siamo concorrenti del Monte dei Paschi e non ci permettiamo di entrare nella composizione della lista”. Massimo Tononi ha ribadito: “Non c'è alcun elemento riconducibile” alla banca “nei nominativi che sono stati formulati, che nemmeno conosciamo”. Sul nome di Boccardelli, Tononi ha precisato: “Ho letto un nome che è nel nostro consiglio di amministrazione”, vale a dire Paolo Boccardelli, e ha aggiunto: “Una persona con cui lavoro bene e stimo che è stato espresso nel nostro cda da Assogestioni, ma non è un nominativo che abbiamo suggerito”.
Il prossimo cda di Mps è in programma per il 26 febbraio per approvare il piano da sottoporre anche alla Bce, al quale sta lavorando il ceo Lovaglio e che sarà presentato il giorno successivo alla comunità finanziaria. Non è ancora stato deciso se l’illustrazione sarà fatta a Milano o a Siena e non è escluso che per definire la lista finale si possa tenere un’altra riunione. In attesa, la Borsa è tornata a premiare i titoli: Mediobanca ha chiuso con un rialzo del 3% e Mps del 2,9%.
