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Caso Mps-Mediobanca, la Procura di Milano: “Accordo tra Delfin e gruppo Caltagirone già nel 2019”. Al centro il ruolo di Lovaglio

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Milano, in audizione al Senato, nell’operazione avrebbe avuto un ruolo “fondamentale” l’ad di Mps Luigi Lovaglio.

Caso Mps-Mediobanca, la Procura di Milano: “Accordo tra Delfin e gruppo Caltagirone già nel 2019”. Al centro il ruolo di Lovaglio
LUIGI LOVAGLIO CEO MPS

Mps-Mediobanca, per la Procura accordo Delfin-Caltagirone dal 2019 per arrivare al controllo di Generali. Attenzione su Lovaglio

La Procura di Milano accende un faro sull’operazione che vede al centro Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, ricostruendo davanti alla Commissione Banche del Senato un quadro che, secondo gli inquirenti, affonderebbe le sue radici ben prima dell’Ops lanciata dall’istituto senese.

Nel corso dell’audizione, il procuratore di Milano Marcello Viola ha spiegato che il presunto accordo tra Delfin e il gruppo Caltagirone per arrivare al controllo di Mediobanca – e indirettamente di Assicurazioni Generali – avrebbe avuto origine già nel 2019. Secondo quanto ricostruito da investigatori e Procura, in quell’anno si sarebbe registrato un “avvicinamento strategico” tra i due azionisti, attraverso un rafforzamento parallelo delle rispettive partecipazioni. Un percorso che, pur in assenza di patti formali o di una dichiarazione esplicita di azione concertata, avrebbe mostrato nel tempo una coerenza tale da far ipotizzare una strategia condivisa.

Viola ha descritto un “investimento a scacchiera” protrattosi dal 2019 al 2024, con acquisti e posizionamenti sia su Mediobanca sia su Generali. Una dinamica che, fino all’Ops di Mps, non avrebbe però consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati. Sempre secondo il procuratore, tra gli osservatori finanziari sarebbe prevalsa la convinzione che non si trattasse di semplici coincidenze o di iniziative indipendenti solo casualmente convergenti, bensì di una linea consapevole e coordinata.

Il ruolo di Lovaglio

Nel corso della stessa audizione, il magistrato Roberto Pellicano ha posto l’attenzione sul ruolo dell’amministratore delegato di Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio. Secondo il rappresentante della Procura, Lovaglio avrebbe fornito un “supporto fondamentale” al presunto concerto tra Delfin e Caltagirone nell’operazione su Mediobanca. Un elemento che, se confermato, contribuirebbe a delineare un intreccio più ampio tra soci privati e governance bancaria nel tentativo di incidere sugli equilibri di uno dei principali snodi del capitalismo finanziario italiano.

Nessun coinvolgimento del Mef come istituzione

Sul piano istituzionale, Pellicano ha escluso che vi siano elementi per ritenere il Ministero dell’Economia e delle Finanze oggetto di indagine “in quanto tale”. Ha tuttavia precisato che eventuali responsabilità potrebbero riguardare singole persone fisiche che, dall’esterno, avrebbero eventualmente agevolato la scalata senza informare il mercato. L’inchiesta, dunque, si concentra sulle condotte individuali e sui rapporti tra soggetti privati, mentre resta aperto il nodo della trasparenza verso il mercato e della corretta comunicazione di eventuali azioni concertate.

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