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Nasce i-broS™, il modello deterministico italiano che codifica il DNA delle aziende per governare l’AI

Nasce i-broS™, il modello deterministico italiano che codifica il DNA delle aziende per governare l’AI
Intelligenza Artificiale

Oggi il dibattito globale sull’intelligenza artificiale sta vivendo una profonda evoluzione. Non ci chiediamo più soltanto cosa l’AI possa fare, ma come debba comportarsi quando agisce a nome nostro. Stiamo infatti superando l’era dei semplici assistenti virtuali per entrare in quella degli “agenti autonomi”: veri e propri collaboratori digitali a cui le aziende delegano compiti complessi come negoziare, vendere o gestire clienti.

In questo scenario, il rischio più grande per un’impresa non è più la semplice “allucinazione” dei dati, ma quella che gli esperti chiamano Identity Drift (la deriva identitaria). Sotto pressione, di fronte a un cliente difficile o a una crisi mediatica, una AI tradizionale rischia di cambiare tono, dimenticare i valori aziendali e produrre risposte che nessun consiglio di amministrazione firmerebbe. Questo accade perché i modelli linguistici attuali sanno fare tutto, ma non sanno chi sono. È qui che si inserisce il vero cambio di paradigma di i-broS™: dare un’identità certa e immutabile alle macchine.

Che cos’è i-broS™: lo scudo deterministico per i brand

Mentre colossi mondiali come Google, OpenAI e Anthropic rilasciano le infrastrutture per far lavorare centinaia di agenti artificiali contemporaneamente nelle aziende, i-broS™ risponde alla domanda fondamentale: con quale identità parleranno tutti questi agenti al posto del brand? Sviluppato a Milano, i-broS™ introduce una categoria completamente nuova nel software aziendale: la Identity Governance per l’AI. Non si tratta di un banale filtro o di una regola aggiunta a posteriori, ma di un’infrastruttura intelligente che si frappone tra qualsiasi modello linguistico (come GPT, Claude o Gemini) e l’utente finale.

L’architettura dietro i-broS™ è di natura deterministica, mentre i modelli AI tradizionali sono probabilistici per natura – dove la stessa domanda produce risposte sempre diverse – i-broS™ estrae il DNA del brand attraverso un protocollo proprietario brevettato, deterministico e algoritmico, basato su una fase di interrogazione maieutica tra AI e persone chiave dell’organizzazione. Una conversazione uomo-macchina strutturata, in cui l’AI pone domande mirate per far emergere valori, tono, principi, confini e criteri decisionali del brand.

Il DNA così estratto viene cristallizzato in un Kernel deterministico, un punto di riferimento fisso, misurabile, riproducibile contro cui ogni interazione AI viene confrontata in tempo reale.

In questo modo, che l’AI si occupi di marketing, vendite o assistenza clienti, parlerà sempre con un’unica voce certificata e verificabile perché i-broS™ non è tanto un nuovo tool per il marketing ma crea una sola identità, certificata e distribuita su qualsiasi piattaforma.

Sicurezza legale e un risparmio del 88% sui costi

La tecnologia di i-broS™ è protetta da cinque brevetti industriali depositati nel 2026 ed è stata progettata per rispondere nativamente all’EU AI Act, la nuova normativa europea che trasforma la trasparenza e il controllo dell’AI da scelta strategica a obbligo di legge. Grazie a un sistema di controllo in tempo reale (chiamato Sentinel Protocol), il software misura quanto l’AI si stia allontanando dall’identità aziendale e attiva un ciclo automatico di auto-correzione prima che l’output venga mostrato all’esterno. Inoltre, ogni risposta viene “firmata” digitalmente in modo immutabile.

Oltre alla sicurezza, i-broS™ porta un beneficio economico immediato. I sistemi standard consumano enormi quantità di dati (token) per dare un contesto all’AI. i-broS™ ottimizza questo processo riducendo il consumo di token dell’88%. Per un’azienda enterprise che effettua un milione di interazioni AI al mese, questo si traduce in un risparmio operativo di circa 40.000 euro mensili, riducendo drasticamente anche l’impatto energetico e computazionale dei server.

Dalla grande comunicazione all’ingegneria del software: il team

Il progetto nasce dall’unione tra la cultura di marca e la tecnologia avanzata. Il fondatore è Geo Ceccarelli (Chief Identity Architect), un nome storico del branding internazionale che in trent’anni di carriera ha curato e protetto l’identità di marchi iconici come Apple, Mercedes-Benz, PlayStation, Disney+, ENI e BNP Paribas.

“Trent’anni fa il mio lavoro era proteggere l’identità di un brand dal mercato. Oggi devo proteggerla dalle macchine” – spiega Ceccarelli. “Il problema è lo stesso, ma la velocità è diversa: oggi un brand può perdersi nello spazio di una sola conversazione. i-broS™ non insegna all’AI a parlare bene. Le insegna a essere te”.

Insieme a lui c’è la co-fondatrice Monica Magnoni (Chief Strategy Officer), manager di lungo corso e autrice di saggi sull’innovazione, che aggiunge: “L’IA non si adotta – si governa. È lo strumento per i manager del futuro: un’infrastruttura che permette all’azienda di mantenere la propria sovranità mentre delega operatività agli agenti artificiali. È la differenza tra avere cento agenti che parlano al posto tuo, e cento agenti che parlano come te”.

Disponibilità e prossimi passi

i-broS™ è una piattaforma universale SML e LLM-agnostic in grado di integrarsi nei principali ecosistemi aziendali già usati dalle organizzazioni come Salesforce, SAP, Microsoft 365 e Google Workspace. Il software farà il suo debutto ufficiale sul palco della AI Week di Milano il 20 maggio, occasione in cui verrà aperto il Design Partner Program: un accesso esclusivo e limitato dedicato a selezionati brand europei pronti a implementare questa tecnologia rivoluzionaria nei propri processi produttivi.

INFORMAZIONI TECNICHE

I brevetti base che hanno reso possibile lo sviluppo di i-broS™ sono i seguenti:

Extraction Protocol: il processo deterministico e algoritmico che estrae il DNA del brand con una fase guidata di interrogazione maieutica tra AI e persone chiave dell’organizzazione. Una conversazione uomo-macchina strutturata, in cui l’AI pone domande mirate per far emergere valori, tono, principi, confini e criteri decisionali del brand. Il protocollo rappresenta l’evoluzione di Maieumatics®, la metodologia proprietaria sviluppata in trent’anni di lavoro su brand globali.
Identity Kernel: il cuore del sistema: l’identità del brand cristallizzata in circa 1.800 token strutturati, con una riduzione dell’88% del consumo di token rispetto alle architetture RAG standard.
SealID™: il meccanismo Zero-Knowledge che permette al sistema di sapere come si comporta il brand senza esporre chi è il brand: l’identità resta privata e cifrata anche per il provider del modello AI.
Sentinel Protocol: il sistema di governance in tempo reale: ogni inferenza riceve un Drift Score (0-100) che misura quanto l’output si discosta dall’identità di brand certificata; se la deriva supera la soglia, il sistema attiva un loop automatico di auto-correzione.
iD-SIG — la firma crittografica con timestamp immutabile applicata a ogni output certificato, prerequisito tecnico per la conformità nativa all’UE AI Act.