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Economia
Neoliberismo, il punto di vista di Alberto Mingardi

“La verità, vi prego sul neoliberismo, Il poco che c'è, il tanto che manca”, il nuovo libro di Alberto Mingardi è stato presentato oggi al Megastore Mondadori a Milano. Sono intervenuti con l'autore Paolo del Debbio, Massimo Gramellini e Sergio Scalpelli.

«Non c’è disastro, dall’incendio della Grenfell Tower a Londra al crollo del ponte Morandi a Genova che non sia colpa del neoliberismo», scrive Alberto Mingardi,  giornalista, scrittore e studioso libertariano italiano, nel suo nuovo libro " La verità, vi prego, sul neoliberismo".  Il fondatore dell'Istituto Bruno Leoni cerca di demitizzare il fenomeno del cosidetto neoliberismo, smontando i pregiudizi diffusi, adducendo esempi e riflessioni nel tentativo di recuperare finalmente "la verità", agognata già nel titolo.  

La tesi di fondo sostenuta dall'autore è che in realtà i pregiudizi sul neoliberismo si possano confutare con l'analisi della realtà storica, ovvero con la constatazione che  di veri casi di libero mercato  ne siano esistiti  dopotutto pochi.

 Intervistato da Affaritaliani.it  Alberto Mingardi a tal proposito ha sottolineato : "Parliamo di neoliberismo come se fosse una sorta di cospirazione. Siamo persino  convinti che il neoliberismo ci sia stato anche in Italia, un paese iper-regolamentato dove la spesa pubblica pesa per la metà del pil.  La tesi del libro è che in realtà di neoliberismo, di apertura dei mercati , nel mondo se ne sia vista veramente poca. Quel poco che abbiamo visto è stato però fondamentale per consentire lo straordinario benessere di tutto il mondo negli ultimi vent’anni  che ci ha consentito di sollevare dalla povertà più nera milioni di persone."

A moderare la presentazione è  intervenuto Sergio Scalpelli, giornalista nonchè direttore delle relazioni esterne e istituzionali di Fastweb,  che ai microfoni di Affaritaliani.it così ha commentato le idee contenute nel libro di Mingardi : "Il libro di Mingardi ha un grande pregio: quello di demistificare un’opinione così diffusa e così presente in tutti i media, ovvero quella che ci racconta di un mondo che , dopo aver vissuto un ventennio di grande sviluppo (quello tra il 1990 e il 2010) guidato dai principici della globalizzazione,  adesso subisce la crisi a causa del cosiddetto dominio del pensiero neoliberista, cioè il  pensiero che fa del mercato un punto di riferimento, della competizione, della concorrenza... In realtà Mingardi spiega, sia dal punto di vista economico sia da quello politico-culturale, come la società  perda il vero fatto positivo, la vera grandiosità dell’espansione che c’è stata nei 20-30 anni che abbiamo alla spalle e che quindi c’è il rischio di attribuire a un sistema di idee o scuola di pensiero le responsabilità di questa crisi. Questo è come minimo fuorviante e può indurre o condurre ad altri eventuali gravi errori,  sia nel campo della politica economica che in generale nel campo delle politiche; ad esempio tutto il tema della società aperta è anche collegata a tutta la questione dei flussi migratori, i quali sono un fatto mondiale, un fatto della nostra epoca. Naturalmente vanno gestiti e non si può  avere una posizione che non tenga conto di un certo senso di sicurezza,  della paura che generano i flussi migratori, ma va tenuto conto che siamo di fronte a un fatto di grande impatto mondiale". 

 

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