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Nomine, entro venerdì le liste del Mef: le ultime novità. In Leonardo prende quota il “tandem”

Ormai conclusa l’esperienza di Cingolani, come Affaritaliani aveva anticipato, si fa largo l’idea di Gian Piero Cutillo come direttore generale e Lorenzo Mariani come amministratore delegato, con Francesco Macrì presidente

Nomine, entro venerdì le liste del Mef: le ultime novità. In Leonardo prende quota il “tandem”
Nomine, entro venerdì le liste del Mef: le ultime novità. In Leonardo prende quota il “tandem”

Mancano poco più di 24 ore alla definizione delle liste per il rinnovo dei vertici delle partecipate. Venerdì 10, a porte chiuse, dovrebbero arrivare i nomi scelti dal governo, con Giorgia Meloni che ha voluto essere in primissima linea per decidere come sistemare le varie caselle. Per Poste, come abbiamo scritto, già da tempo era stato chiaro che si sarebbe andati in continuità, complice anche l’Opas su Tim che impegnerà l’azienda nei mesi a venire. Per Eni non ci sono mai stati grandi dubbi: Claudio Descalzi resterà al timone per il quinto mandato, mentre per la presidenza si potrebbe puntare su Elisabetta Belloni, da sempre vicina alla premier. Anche Enel, al netto di qualche turbolenza nelle settimane passate, dovrebbe vedere confermati entrambi i vertici: Flavio Cattaneo rimarrà ad, Paolo Scaroni – fortemente voluto da Forza Italia e da Silvio Berlusconi nel 2023.

Ma il piatto forte è Leonardo. Posto che – come Affaritaliani aveva anticipato nelle scorse settimane – la permanenza in Piazza Montegrappa di Luciano Carta che, soprattutto, di Roberto Cingolani non era più possibile, ecco lo scenario che si va delineando. L’attuale amministratore delegato, dopo l’idillio iniziale con la premier, ha progressivamente pagato la sua autonomia decisionale totale, sfociata con il Michelangelo Dome. Ora, è ovvio che le aziende debbano essere slegate dalla politica, ma lo è altrettanto che in un momento storico come quello attuale non si può immaginare il principale player nell’industria della difesa che si muove con eccessiva libertà. Da qui la scelta di rispolverare il famoso tandem che ha sempre funzionato in Leonardo se si esclude il periodo sotto la guida di Mauro Moretti: un amministratore delegato e un direttore generale di peso. Era stata tentata questa strada anche all’inizio della gestione Cingolani, con Lorenzo Mariani nominato condirettore generale ma con poca autonomia. Ebbene, oggi lo scenario che sta prendendo quota e che Affaritaliani può rivelare è il seguente: come presidente, un esperto del settore come Francesco Macrì, vicino a Fratelli d’Italia. Come direttore generale Gian Piero Cutillo, anch’egli interno a Leonardo alla guida del business degli elicotteri e con un rapporto solido con la Lega; come amministratore delegato proprio Mariani che tornerebbe da Mbda che ha condotto negli ultimi 24 mesi. Insomma, una squadra piuttosto rodata ed efficace.

E le altre aziende partecipate? Per Terna sembrerebbe che Giuseppina Di Foggia possa essere un po’ più lontana dalla riconferma, così come Igor De Biasio – di cui diremo tra poco. Per la manager, già amministratore delegato di Nokia, potrebbe aprirsi un ritorno nell’industria delle telecomunicazioni nel caso in cui il governo decidesse di affidarle la guida di FiberCop, visto anche che Massimo Sarmi ha una delega molto ampia.

Al suo posto, nel caso in cui Giorgia Meloni dovesse decidere per un avvicendamento, potrebbe arrivare Pasqualino Monti, oggi amministratore delegato di Enav, con Stefano Cuzzilla – presidente di Trenitalia, esperto di politiche e di dinamiche industriali – che potrebbe prendere il posto di De Biasio. Infine, Enav: la sesta partecipata “maggiore” dovrebbe vedere proprio De Biasio arrivare come amministratore delegato, con Sandro Pappalardo – già presidente di Ita – che potrebbe assumere lo stesso incarico in Enav.

Una volta terminata la scelta dei vertici dei “big” delle partecipate, si aprirà una nuova partita, che vedrà coinvolte le aziende della galassia di Fs, come Rfi e Trenitalia, che potrebbero vedere conferme per gli amministratori delegati e qualche rimpasto per le presidenze. Si vedrà: il ballo delle nomine non si ferma mai.

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