Autostrade per l’Italia, nel 2025 investimenti per 2,5 miliardi. Crescono traffico e ricavi
Autostrade per l’Italia chiude il 2025 con risultati che confermano il rafforzamento del piano di ammodernamento e manutenzione della rete, accompagnato da una crescita del traffico e da una tenuta complessiva dei principali indicatori economici. Il Consiglio di amministrazione ha approvato la Relazione Annuale Integrata 2025, che fotografa un esercizio caratterizzato da un forte impegno sugli investimenti, dall’attenzione alla sicurezza e dal proseguimento del percorso di sostenibilità e innovazione.
Nel corso del 2025 il Gruppo ha sostenuto una spesa complessiva di 2,529 miliardi di euro per investimenti e manutenzioni. Di questi, 1,946 miliardi riguardano investimenti operativi, 70 milioni investimenti non remunerati e 513 milioni costi di manutenzione. Tra gli interventi più rilevanti realizzati nell’anno figurano l’avanzamento del piano di ammodernamento della rete per oltre 1,3 miliardi di euro, gli interventi sui nodi strategici per 415 milioni e il proseguimento di opere considerate centrali per la mobilità nazionale, come l’ampliamento del tratto toscano dell’A1 tra Firenze Sud e Incisa, la riqualifica del tratto Barberino-Firenze Nord, i lavori sulla tangenziale di Modena e le attività propedeutiche alla realizzazione del tunnel subportuale di Genova.
Il 2025 si è chiuso anche con un aumento del traffico sulla rete del Gruppo, cresciuto dell’1,5% rispetto al 2024. Al netto dell’effetto dell’anno bisestile, l’incremento sale all’1,8%. La crescita ha interessato sia i veicoli leggeri sia quelli pesanti, confermando il ruolo strategico della rete autostradale per la mobilità delle persone e per la logistica delle merci. Complessivamente, i chilometri percorsi sulla rete del Gruppo hanno raggiunto quota 52,23 miliardi.
Sul piano economico, i ricavi operativi si attestano a 4,543 miliardi di euro, in aumento di 156 milioni rispetto all’esercizio precedente. I ricavi da pedaggio hanno raggiunto 4,073 miliardi, con una crescita di 129 milioni sostenuta dall’incremento dei volumi di traffico e dall’aumento tariffario riconosciuto ad Autostrade per l’Italia pari all’1,8%. Gli altri ricavi operativi sono saliti a 470 milioni di euro, in aumento di 27 milioni rispetto al 2024, anche per effetto delle maggiori attività verso terzi di Movyon.
I costi operativi ammontano a 1,952 miliardi di euro, in crescita di 156 milioni rispetto all’anno precedente. L’aumento è legato soprattutto ai maggiori costi di manutenzione e all’incremento dei costi sostenuti dalle società di ingegneria e costruzione per le attività di investimento. Il margine operativo lordo, pari a 2,604 miliardi di euro, risulta sostanzialmente in linea rispetto al 2024, mentre l’EBITDA cash sale a 2,445 miliardi, con un incremento di 39 milioni.
L’utile dell’esercizio di pertinenza del Gruppo si attesta a 965 milioni di euro, in diminuzione di 91 milioni rispetto al 2024, principalmente per effetto della crescita degli ammortamenti connessi alla progressione degli investimenti. Nel dettaglio, gli ammortamenti, le svalutazioni, i ripristini di valore e gli accantonamenti per rinnovi raggiungono 929 milioni di euro, in aumento di 119 milioni. Il Consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo pari a circa 258 milioni di euro sull’utile 2025.
Dal punto di vista patrimoniale e finanziario, al 31 dicembre 2025 il patrimonio netto consolidato ammonta a 3,782 miliardi di euro, in aumento di 194 milioni rispetto all’anno precedente. L’indebitamento finanziario netto sale a 10,784 miliardi di euro, contro i 9,918 miliardi di fine 2024, mentre il flusso di cassa operativo generato nell’anno raggiunge 1,745 miliardi. Il Gruppo evidenzia inoltre una struttura finanziaria solida, con una riserva di liquidità in crescita a 6,644 miliardi di euro, composta da 1,249 miliardi di disponibilità liquide e mezzi equivalenti e da 5,395 miliardi di linee di credito non utilizzate. Nel corso dell’esercizio la posizione di liquidità è stata ulteriormente rafforzata grazie a un nuovo collocamento di prestiti obbligazionari sustainability-linked per 500 milioni di euro e alla sottoscrizione di nuove linee bilaterali con primari istituti finanziari.
La sicurezza continua a rappresentare il fulcro della strategia industriale del Gruppo. Nel 2025 Autostrade per l’Italia ha raggiunto il minimo storico del tasso di incidentalità sulla rete gestita, in linea con gli obiettivi europei della cosiddetta Vision Zero. Tra le iniziative più significative figurano l’attivazione, a partire da marzo 2025, dei Tutor di ultima generazione su 26 nuove tratte, che portano a 178 il numero complessivo di tratte coperte per un totale di 1.800 chilometri, il primo test di un’auto a guida autonoma sulla Tangenziale di Napoli in condizioni di traffico reale, l’entrata in esercizio del Travelling Control Center e una sperimentazione promossa da Movyon sull’analisi del comportamento del guidatore in prossimità dei cantieri attraverso simulatori di guida in realtà aumentata.
Anche sul fronte della sostenibilità il 2025 segna ulteriori progressi. Il Gruppo registra una riduzione del 9% delle emissioni Scope 1 e Scope 2 market based rispetto al 2024, risultato attribuito soprattutto al minore utilizzo di energia da fonti fossili nei cantieri e al crescente ricorso a fonti energetiche alternative. Migliorano inoltre i rating ESG, in coerenza con la strategia di lungo periodo e con gli obiettivi fissati nel Climate Transition Plan.
Tra gli eventi rilevanti successivi alla chiusura dell’esercizio, il 27 gennaio 2026 è stato pubblicato il bando di gara per la realizzazione del tunnel subportuale di Genova, mentre il 4 marzo 2026 è stato inaugurato il nuovo svincolo di Maddaloni sulla A30 Caserta-Salerno. Sempre nel marzo 2026 è stato aperto al traffico il nuovo viadotto Ribuio, nel tratto toscano dell’A1 interessato dall’ampliamento a tre corsie tra Firenze Sud e Incisa. Per quanto riguarda le prospettive, nel 2026 il Gruppo prevede di proseguire lungo la traiettoria di crescita, con investimenti e manutenzioni per circa 2,4 miliardi di euro a livello consolidato, destinati all’ammodernamento delle infrastrutture, all’aumento della resilienza della rete e al potenziamento dei nodi più strategici. La stima è di una crescita del traffico di circa l’1%, salvo impatti derivanti dal contesto macroeconomico e geopolitico.
Resta aperto il dossier relativo al nuovo Piano economico finanziario. Dopo la restituzione, nel luglio 2025, della proposta di aggiornamento del PEF presentata l’anno precedente, il 17 marzo 2026 il Consiglio di amministrazione della società ha approvato una nuova proposta che include un piano di investimenti da circa 30 miliardi di euro dal 2020, con l’obiettivo di coniugare l’ammodernamento della rete con una maggiore sostenibilità degli incrementi tariffari. Al momento, tuttavia, non è ancora possibile stimare i tempi di completamento dell’iter di approvazione.

