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Fabi, alla 130ª edizione del Consiglio nazionale il confronto con UniCredit su IA e futuro del lavoro bancario

L’obiettivo della tre giorni è analizzare l’evoluzione del settore bancario tra digitalizzazione, IA e nuovi modelli di lavoro, con attenzione a occupazione e relazioni sindacali

Fabi, alla 130ª edizione del Consiglio nazionale il confronto con UniCredit su IA e futuro del lavoro bancario
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Fabi, 130ª edizione del Consiglio nazionale: UniCredit e sindacato a confronto su IA e futuro del lavoro bancario

É in corso a Milano, la 130ª edizione del Consiglio nazionale della Fabi, in programma dal 3 al 5 marzo agli East End Studios. L’appuntamento, intitolato “Next generation bank. Come eravamo, come siamo, come saremo. I cambiamenti nelle banche nell’era digitale”, riunisce rappresentanti delle principali istituzioni del credito, esperti di economia e innovazione, dirigenti bancari e responsabili delle relazioni industriali per confrontarsi sulle trasformazioni che stanno attraversando il settore. L’obiettivo della tre giorni è analizzare l’evoluzione del mondo bancario tra digitalizzazione, Intelligenza Artificiale e nuovi modelli organizzativi del lavoro, con uno sguardo agli effetti sul sistema occupazionale e sulle relazioni sindacali.

Il percorso dell’evento segue idealmente tre fasi. La prima è quella della memoria, con il racconto della banca di ieri attraverso le testimonianze dei protagonisti che hanno guidato il settore negli ultimi decenni. La seconda riguarda il presente, una fase di transizione segnata dall’automazione dei processi, dall’IA e da modelli operativi sempre più digitali. La terza guarda al futuro e alla banca che si vuole costruire nei prossimi anni, con l’idea che la tecnologia non sia neutrale ma debba essere governata e accompagnata da scelte organizzative sostenibili. Proprio per questo il Consiglio Nazionale Fabi si propone come luogo di confronto tra esperienze, visioni e strategie per guidare l’innovazione senza subirla.

Dopo l’apertura dei lavori di martedì 3 marzo, la giornata di oggi è entrata nel vivo del confronto con la partecipazione di alcuni tra i principali gruppi bancari italiani e internazionali. La mattinata è stata dedicata in particolare ai modelli organizzativi e alle trasformazioni del settore creditizio, con interventi e panel che hanno coinvolto rappresentanti del mondo bancario, responsabili delle risorse umane e delle relazioni sindacali. Gli incontri hanno affrontato il tema dell’evoluzione delle banche nel contesto digitale, analizzando il ruolo dell’innovazione tecnologica e i cambiamenti nei modelli di lavoro e nelle competenze richieste ai dipendenti.

In questo quadro si è inserito anche il panel dedicato a UniCredit, moderato da Frediano Finucci, giornalista di TGLa7, che ha guidato la discussione sui cambiamenti organizzativi e professionali che accompagnano l’innovazione tecnologica, dall’automazione dei processi fino all’impatto dell’IA sul lavoro e sulle relazioni industriali.

Al confronto hanno partecipato Serenella Banfi, Head of Trade Unions, Social Dialogue & Labour Law di UniCredit, insieme a Carlotta Scozzari di Repubblica, Stefano Cefaloni, coordinatore Fabi UniCredit, Emanuele Amenta, segretario nazionale Fabi, e Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi. Nel corso del dibattito è intervenuto anche Marco Scotti, direttore di Affaritaliani, che ha rivolto una domanda a Serenella Banfi portando il confronto su uno dei temi più discussi di questa edizione: il rapporto tra Intelligenza Artificiale e lavoro bancario.

Scotti ha sottolineato come il tema dell’IA venga spesso presentato in modo distorto, talvolta agitato come uno “spauracchio“, quasi che l’innovazione tecnologica sia destinata a cancellare posti di lavoro. Il direttore di Affaritaliani ha quindi chiesto quali siano oggi le richieste che arrivano dai lavoratori del settore e in che modo le banche stiano affrontando la necessità di accompagnare questa trasformazione con strumenti adeguati, in particolare sul fronte della formazione e della comprensione di un fenomeno destinato a cambiare il lavoro.

Banfi ha spiegato che le principali istanze provenienti dai dipendenti riguardano innanzitutto la necessità di essere supportati nella comprensione dell’intelligenza artificiale. I lavoratori, ha osservato, chiedono strumenti che consentano di familiarizzare con le basi di queste tecnologie e di orientarsi in un cambiamento che appare rapido e complesso. Allo stesso tempo emerge anche un’esigenza di rassicurazione: l’intelligenza artificiale, ha spiegato, non arriva per “rubare il lavoro”, ma per trasformarlo e farlo evolvere.

Secondo Banfi, il punto centrale è quindi quello della formazione continua. Comprendere il funzionamento dell’Intelligenza Artificiale diventa il primo passo per sviluppare nuove competenze e rafforzare la propria professionalità in un contesto sempre più digitale. In questa prospettiva Banfi ha ricordato che il gruppo UniCredit ha già avviato negli ultimi anni percorsi strutturati di formazione grazie alla creazione di una Corporate University, che consente oggi di innestare nuovi contenuti e programmi legati all’intelligenza artificiale su percorsi di training già consolidati.

Il confronto della mattinata ha così ribadito uno dei messaggi centrali dell’intera manifestazione: la tecnologia rappresenta una leva di trasformazione inevitabile per il settore bancario, ma il modo in cui verrà integrata nei processi e nelle organizzazioni dipenderà dalla capacità di accompagnarla con politiche di formazione, dialogo sociale e innovazione sostenibile. È proprio su questo equilibrio tra progresso tecnologico e tutela del lavoro che si sta concentrando il dibattito del 130° Consiglio nazionale Fabi.