Fondazione MAIRE, a Berlino la quarta edizione dello studio “Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide”
È stata presentata all’Ambasciata d’Italia a Berlino la quarta edizione dello studio “Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide”, iniziativa promossa da Fondazione MAIRE – ETS e realizzata insieme a Ipsos Doxa con il supporto di MAIRE. Il progetto, avviato nel 2023, analizza su scala globale il livello di consapevolezza e attenzione dell’opinione pubblica rispetto alla transizione energetica, ampliando lo sguardo oltre la sola produzione di energia a basse o zero emissioni per includere anche l’evoluzione dei processi industriali, dei prodotti, dei modelli di business e delle modalità di distribuzione e consumo.
L’edizione 2026, che dedica un approfondimento specifico a Germania, Paesi Bassi e Polonia, si basa sul contributo di 2.850 partecipanti e integra le valutazioni di 25 esperti distribuiti in 17 Paesi su quattro continenti: dal Medio Oriente, con Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, all’Asia con India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan e Turchia; dalle Americhe con Stati Uniti, Cile e Argentina fino all’Africa con l’Algeria e all’Europa con Germania, Italia, Polonia, Paesi Bassi e Regno Unito.
Dall’analisi emerge come la Germania, con un livello di consapevolezza pari al 64%, si distingua per un approccio particolarmente pragmatico alla transizione energetica, interpretata non solo come esigenza ambientale ma anche come leva di trasformazione industriale. La popolazione tedesca – rappresentativa di un segmento altamente informato, con elevata istruzione, occupazione attiva e forte sensibilità ambientale – considera questo percorso complesso e impegnativo, da affrontare con interventi immediati per liberarne il potenziale nel lungo periodo. Allo stesso tempo, cresce l’attenzione verso le criticità strutturali e infrastrutturali che ancora ostacolano il completamento del processo.
In questo contesto si afferma un modello di governance tripartito, basato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese private e cittadini, anche se il settore industriale è sempre più percepito come il principale motore dell’avanzamento operativo. La trasformazione viene inoltre vista come un percorso fortemente tecnico, fondato sull’eccellenza consolidata dei comparti energia, ingegneria, costruzioni e automotive, e che richiede un rapido aggiornamento delle competenze per sviluppare profili professionali “ibridi”, capaci di integrare competenze tecniche e trasversali.
Nonostante ciò, i risultati del 2026 evidenziano anche una percezione diffusa secondo cui il baricentro della transizione energetica si stia progressivamente spostando al di fuori dell’Europa. Germania, Paesi Bassi e Polonia mostrano infatti un atteggiamento più cauto e talvolta scettico, soprattutto nel definire le priorità e nel bilanciare costi e benefici delle scelte da intraprendere.
Alla presentazione hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo industriale. L’Ambasciatore d’Italia in Germania, Fabrizio Bucci, ha aperto l’evento con un saluto istituzionale, seguito dall’intervento di Ilaria Catastini, General Manager di Fondazione MAIRE – ETS, che ha illustrato i principali risultati dello studio. Il dibattito è poi proseguito con il contributo di Robert Grimm, Director of Corporate Reputation and Public Affairs di IPSOS Germany, Lucretia Löscher, esperta di strategia e intelligenza artificiale, Giuseppe Sachero, Vice President Industrial Solutions di Siemens Energy, e Giovanni Sale, Corporate and Business Strategy Senior Vice President del Gruppo MAIRE. A moderare il confronto è stato Maarten van Aalderen, già Presidente della Foreign Press Association di Roma. Le conclusioni sono state affidate a Fabrizio Di Amato, Presidente e Fondatore di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS, in un evento che ha registrato la partecipazione di numerosi stakeholder europei e tedeschi, oltre a esponenti della comunità energetica.
Il Gruppo MAIRE, attivo a livello globale nelle soluzioni tecnologiche e nella realizzazione di progetti complessi per i settori energia e chimica, conta circa 10.800 dipendenti distribuiti in 50 Paesi e vanta una presenza consolidata anche in Germania. Attraverso realtà come Tecnimont Planung Industrieanlagenbau GmbH a Braunschweig e GasConTec a Bad Homburg, il gruppo è impegnato nello sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio, valorizzando tecnologie proprietarie e soluzioni innovative. Fondazione MAIRE rappresenta il braccio del gruppo dedicato alla promozione di studi e iniziative finalizzate allo sviluppo di competenze per la transizione energetica.
Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS, ha commentato: “La nostra visione è che non si torna indietro: la transizione energetica è un percorso irreversibile. I Paesi di tutto il mondo stanno comprendendo che investire nella transizione energetica è una scelta competitiva, capace di generare nuovi settori industriali, favorire nuove imprese, creare occupazione e rilanciare professioni in declino. I cambiamenti globali ci spingono a rimanere resilienti e a rimodellare di conseguenza il nostro modello di business”.

