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Iren: presentati i risultati al 31 dicembre 2025, ricavi a 6,75 miliardi di euro

Più articolato l’andamento della business unit Energia, che registra una lieve flessione per effetto della minore produzione idroelettrica, penalizzata dalla scarsa disponibilità idrica, mentre il segmento Mercato segna un incremento del 4,5%

Iren: presentati i risultati al 31 dicembre 2025, ricavi a 6,75 miliardi di euro

Iren annuncia i risultati al 31 dicembre 2025: ricavi a 6,57 miliardi di euro, +9% rispetto al 2024

Iren chiude il 2025 con risultati economico-finanziari in crescita e un rafforzamento della propria posizione industriale, sostenuto dall’espansione degli investimenti e dal contributo delle attività regolate. Il Consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio consolidato integrato al 31 dicembre 2025, evidenziando un miglioramento diffuso di tutti i principali indicatori. Nel dettaglio, i ricavi consolidati salgono a 6,57 miliardi di euro, in aumento dell’8,8% rispetto al 2024, grazie in particolare al consolidamento del gruppo Egea, ai maggiori volumi energetici e all’andamento dei prezzi delle commodities. Il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta a 1,353 miliardi di euro, in crescita del 6%, mentre l’utile netto di gruppo raggiunge i 301 milioni, segnando un incremento del 12%.

La crescita è stata trainata dalla dinamica positiva dei business regolati, dall’ampliamento del perimetro di consolidamento e dall’avanzamento del piano di efficienze e sinergie. In particolare, l’integrazione di Egea ha contribuito in modo significativo ai risultati, rafforzando la presenza territoriale e la piattaforma industriale del Gruppo. Gli investimenti complessivi ammontano a 1,447 miliardi di euro, di cui 925 milioni di investimenti tecnici, in aumento del 12%, destinati principalmente allo sviluppo delle reti energetiche e idriche, al settore ambientale e al potenziamento del teleriscaldamento. A questi si aggiungono 522 milioni di investimenti finanziari legati, tra l’altro, all’acquisizione della quota di minoranza di Iren Acqua e al consolidamento di Egea.

Dal punto di vista finanziario, l’indebitamento netto si attesta a 4,22 miliardi di euro, in crescita contenuta rispetto all’anno precedente, con un miglioramento del rapporto debito netto/Ebitda che scende a 3,1 volte, a conferma della solidità della struttura finanziaria. Il Consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo pari a 13,86 centesimi per azione, in aumento dell’8% rispetto al 2024, con un pay-out di circa il 60%, in linea con le previsioni del piano industriale.

Sul fronte della sostenibilità, il Gruppo conferma un forte impegno, con il 73% degli investimenti destinato a progetti sostenibili e allineati alla Tassonomia europea. Migliora anche la raccolta differenziata, che raggiunge il 70,5%, mentre le perdite idriche si attestano al 31%, in linea con l’anno precedente nonostante l’ampliamento del perimetro. La carbon intensity resta stabile a 313 gCO2/kWh, coerente con gli obiettivi del piano di transizione. Nel corso dell’anno Iren ha inoltre rafforzato il proprio radicamento territoriale, ampliando il numero di comuni serviti e incrementando le volumetrie del teleriscaldamento. Cresce anche la forza lavoro, che supera le 11.900 unità, con circa 600 nuovi ingressi nel 2025.

L’analisi per aree di business evidenzia un contributo positivo diffuso, con la business unit Reti in crescita del 10,5%, sostenuta dai riconoscimenti tariffari e dagli investimenti effettuati, e la business unit Ambiente in aumento dell’8,3%, grazie al miglioramento dell’attività di raccolta e al contributo delle nuove società acquisite. Più articolato l’andamento della business unit Energia, che registra una lieve flessione per effetto della minore produzione idroelettrica, penalizzata dalla scarsa disponibilità idrica, mentre il segmento Mercato segna un incremento del 4,5%. Guardando al 2026, il Gruppo prevede investimenti per circa un miliardo di euro, con un focus sui business regolati e sul rafforzamento della resilienza delle reti. Le prospettive restano positive, sostenute dalla crescita organica e dal piano di efficienze, pur in un contesto macroeconomico caratterizzato da incertezza, volatilità dei prezzi energetici e possibili interventi regolatori.