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“La roadmap del futuro per il Food&Beverage”: Loacker tra le voci alla presentazione del Forum TEHA

Hager (Loacker): “Da anni non si vedevano volatilità e pressione sui prezzi delle materie prime come oggi”

“La roadmap del futuro per il Food&Beverage”: Loacker tra le voci alla presentazione del Forum TEHA

Food&Beverage, presentata la roadmap del futuro: Loacker tra i protagonisti del Forum TEHA

È stata la fotografia di un settore sotto pressione, ma ancora capace di guardare avanti, il cuore della conferenza stampa con cui The European House – Ambrosetti ha presentato oggi la decima edizione del Forum “La roadmap del futuro per il Food&Beverage”, in programma il 5 e 6 giugno a Bormio. Al centro dell’incontro, l’indagine condotta su oltre 500 aziende agroalimentari italiane, che restituisce un quadro segnato da forti criticità ma anche da segnali di resilienza.

A pesare sulle prospettive della filiera è innanzitutto la crisi in Medio Oriente, che alimenta l’incertezza sui mercati e incide direttamente sui costi. Secondo i dati illustrati, sette imprese su dieci si dichiarano preoccupate per la tenuta del proprio business, con un livello di allarme più elevato tra le piccole e medie imprese e tra quelle meno strutturate sul fronte dell’export e della sostenibilità. L’inflazione energetica si conferma il principale fattore di crisi, indicato dal 63,5% delle aziende, mentre cresce il timore legato all’approvvigionamento delle materie prime, oggi seconda criticità per il settore.

Le dinamiche globali continuano infatti a riflettersi direttamente sui prezzi alimentari: l’aumento del costo del petrolio, è stato sottolineato, tende a procedere di pari passo con quello dei beni alimentari, come dimostrato dal picco registrato nel 2022. In questo contesto, le tensioni geopolitiche e i ritardi nelle forniture assumono un peso crescente, soprattutto per le imprese più esposte sui mercati internazionali, mentre i dazi risultano oggi una preoccupazione marginale.

Il settore agroalimentare italiano“, ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO, The European House – Ambrosetti, “sta attraversando un momento particolarmente complesso, segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei costi energetici e difficoltà di approvvigionamento. Eppure, dalle nostre rilevazioni emerge un dato molto importante: prevale un sentiment positivo sull’andamento del fatturato, che aumenta guardando al futuro, soprattutto tra le grandi aziende. Per quasi 8 imprese su 10 il fatturato dei prossimi 12 mesi sarà in crescita. È un segnale di fiducia che conferma la solidità industriale della filiera e la capacita del Made in Italy agroalimentare di reagire anche nelle fasi di maggiore incertezza”.

Nonostante il quadro complesso, dalla survey emerge infatti un elemento di fiducia: quasi otto imprese su dieci prevedono un aumento del fatturato nei prossimi dodici mesi, una dinamica che appare ancora più marcata tra le realtà di maggiori dimensioni. Un segnale che conferma il ruolo strategico della filiera agroalimentare, che nel suo complesso arriva a generare circa un quinto del PIL nazionale.

Nel corso della conferenza stampa è stato ribadito anche il peso crescente delle materie prime nelle strategie industriali. Negli ultimi anni, segnati da shock globali come la guerra in Ucraina, si sono registrate forti discontinuità: il grano ha toccato livelli record, il cacao è stato interessato da un aumento significativo dei costi di produzione e le nocciole hanno subito un calo della produzione italiana legato a fattori climatici. Un quadro che spinge le imprese a ripensare le filiere e a rafforzare la gestione delle risorse strategiche.

Il futuro del Made in Italy“, ha commentato Benedetta Brioschi, Partner, The European House – Ambrosetti e Responsabile Food & Retail, TEHA Group, “passa dalla capacità di superare momenti complessi come quello che stiamo vivendo. Negli ultimi anni il picco inflattivo sui beni alimentari è stato più elevato rispetto all’indice generale dei prezzi e il conflitto nel Golfo apre nuovi scenari di pressione sui prezzi, con un possibile aumento dell’inflazione fino a 0,7 punti percentuali in più nel resto del 2026. Dalle nostre ultime rilevazioni emerge un approccio alla spesa alimentare sempre più polarizzato: il 66% delle famiglie a basso reddito sceglie il prezzo come prima leva di acquisto, mentre il dato scende sotto alla qualità, con il 39% delle preferenze, per le famiglie ad alto reddito. In questo contesto, la competitività della filiera agroalimentare diventa ancora più strategica: significa tutelare imprese, lavoro, export, qualità dei prodotti e accessibilità per i consumatori”.

Alla presentazione hanno partecipato esponenti di primo piano della filiera e delle istituzioni, tra cui Valerio De Molli ((Managing Partner & CEO, TEHA GROUP), Matteo Conti (Central Strategic Marketing Director, GRUPPO AMADORI), Wanda Hager (Managing Director Agricolture & Procurement e Board Member, LOACKER), Fabiana Marchini (Head of Corporate Affairs & Sustainability, GRUPPO SANPELLEGRINO) e Giorgio Santambrogio ((Amministratore Delegato, GRUPPO VÉGÉ), insieme all’assessore regionale Massimo Sertori. Ha concluso la mattinata l’intervento del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

L’appuntamento odierno ha così tracciato le coordinate del dibattito che animerà il Forum di giugno, dove istituzioni, imprese e stakeholder torneranno a confrontarsi sulle principali sfide del settore: dall’evoluzione del rapporto tra industria e retail al ruolo del canale Horeca, fino ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e dell’internazionalizzazione. Un percorso che, come emerso oggi, parte da una consapevolezza condivisa: la capacità di adattamento sarà la leva decisiva per il futuro del Food&Beverage italiano.

L’intervista di Affaritaliani a Wanda Hager, Managing Director Agricolture & Procurement e Board Member LOACKER

Wanda Hager, Managing Director Agricolture & Procurement e Board Member LOACKER, ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani: “Per quanto riguarda le materie prime, da anni non si verificavano situazioni come quelle attuali, caratterizzate da una forte volatilità, da una scarsa reperibilità e da una pressione sui prezzi che non si vedeva da oltre un decennio. Come ridurre questa incertezza? Sicuramente intervenendo sulle filiere produttive, quindi lavorando a monte e puntando alla verticalizzazione, attraverso progetti di partnership che non mirano tanto a ridurre il prezzo finale della materia prima, quanto a garantire continuità di approvvigionamento e qualità. La nostra filosofia aziendale è da sempre fondata sulla bontà: non utilizziamo coloranti né conservanti, siamo GMO free e, proprio per questo, la scelta delle materie prime è fondamentale. Di conseguenza, anche la possibilità di diversificare le fonti di approvvigionamento è molto limitata. Questo ci ha portato a compiere scelte strategiche precise“.

Abbiamo verticalizzato la filiera delle nocciole, con 1.300 ettari tra coltivazioni proprie e contratti di filiera; quella del latte, grazie a uno stabilimento realizzato in partnership con alcune latterie bolzanine per la produzione di latte in polvere e siero di latte; e quella della vaniglia, con la nostra presenza diretta in Madagascar, dove gestiamo piantagioni che creano valore aggiunto e offrono prospettive di sviluppo alle comunità locali. Abbiamo inoltre attivato contratti di filiera anche per il grano, una materia prima fondamentale per noi vista la quantità di farine necessarie per i nostri prodotti. In collaborazione con i nostri fornitori, in particolare i mulini, siamo arrivati fino al campo, coinvolgendo agricoltori che producono secondo il protocollo agronomico Loacker“, ha concluso Hager.