Ploom tra design e innovazione: la strategia di JTI Italia per conquistare il pubblico adulto, l’intervista al Marketing Director di JTI Italia Marco Lalos

Dalla Milano Design Week alle collaborazioni con artisti, designer e protagonisti della creatività contemporanea, Ploom continua a rafforzare il proprio posizionamento in Italia come brand capace di unire tecnologia, stile ed esperienza. In questa intervista ad Affari Italiani, Marco Lalos, Marketing Director di JTI Italia, racconta il successo di “Feel the Aura” al Fuorisalone, il valore delle partnership con il mondo della cultura e le prossime tappe del percorso di crescita del brand nel nostro Paese. Un dialogo che mette al centro innovazione, identità e nuove modalità di connessione con un pubblico adulto sempre più attento alla qualità e all’estetica.
L’intervista di Affaritaliani a Marco Lalos, Marketing Director di JTI Italia
Dottor Lalos, Ploom ha da poco concluso la sua partecipazione alla Milano Design Week. Che bilancio tracciate di questa edizione? Perché un’azienda come JTI decide di investire nel Fuorisalone e cosa ha funzionato di più in termini di contatto con il pubblico?
“Il bilancio è molto positivo, perché anche quest’anno la Milano Design Week si è confermata un contesto ideale per raccontare l’evoluzione di Ploom e il suo modo di interpretare il design. Essere presenti per il terzo anno consecutivo, peraltro con una nuova location, testimonia quanto JTI si rispecchi nel valore di questa manifestazione e quanto creda nel dialogo che può creare con un pubblico adulto attento allo stile, alla qualità e all’innovazione. Questa edizione, inoltre, ha avuto per noi un significato particolare, perché arriva a poca distanza dal lancio sul mercato di Ploom Aura, che rappresenta un passaggio importante nel percorso del brand. In un appuntamento ricco e articolato come la Milano Design Week, però, esserci non basta: bisogna offrire alle persone un motivo reale per fermarsi, entrare e vivere un’esperienza diversa dalle molte altre proposte presenti in città. Con “Feel the Aura” abbiamo centrato l’obiettivo, costruendo un percorso immersivo e sensoriale capace di far vivere l’incontro tra design, tecnologia e percezione. Ciò che ha funzionato di più è stata forse proprio la possibilità di creare un contatto autentico con le persone, invitandole a entrare in un mondo, non semplicemente a osservare un prodotto“.
La vostra strategia punta molto sulle collaborazioni con figure d’eccellenza del mondo della moda, del design e dell’arte. Perché queste partnership sono così cruciali per il vostro posizionamento oggi?
“Per Ploom le collaborazioni non sono un elemento secondario, ma una parte fondamentale del modo in cui il brand costruisce la propria identità. Il dialogo con artisti, designer, creativi e realtà culturali permette di esprimere in modo concreto quella che è la vera anima del marchio. Alla Milano Design Week, questo approccio si è tradotto in un percorso di installazioni, eventi e momenti di interazione, sviluppato da Ploom insieme a nss magazine e dedicato all’esplorazione dei sensi e della creatività“.
“‘A Study of Light’, realizzato con l’artista Bianca Peruzzi, ha proposto un’installazione interattiva incentrata sulla luce come linguaggio espressivo. Con ‘A Study of Flavor’, sviluppato con la food designer Jil Zander, il gusto è stato interpretato come strumento di design attraverso un’esperienza immersiva. ‘A Study of Creation’, curato da Scrolling Infinito, ha dato spazio al confronto sul ruolo della tecnologia e dei nuovi linguaggi nella creatività contemporanea. Il percorso si è concluso con ‘A Study of Form’ di Lorenzo Fioravanti (Fioriino), che ha coinvolto studenti di design attraverso una open call. A chiusura del palinsesto settimanale, Ploom e Billboard Italia hanno presentato l’After Aura Party, un momento di celebrazione dell’incontro tra musica e design, con una lineup d’eccellenza. ‘Feel the Aura’ si è inserito in un ecosistema ampio che, negli ultimi anni, ha portato Ploom a dialogare con i mondi della moda, della musica e della cultura, rafforzando il posizionamento del brand come piattaforma di sperimentazione e connessione creativa“.
“Questo è particolarmente facile in un Paese come l’Italia, dove la sensibilità verso l’estetica è molto alta: qui design, moda e arte non sono semplicemente espressioni di creatività ed eccellenza, ma linguaggi che influenzano il modo in cui le persone scelgono, vivono e riconoscono ciò che sentono vicino. Per un brand come Ploom, essere presente in questo contesto significa confrontarsi con un pubblico adulto esigente e attento, avendo l’opportunità di esprimere al meglio la propria identità“.
In un mercato sempre più affollato, c’è bisogno di distinguersi. Secondo lei, cosa rende davvero Ploom ‘speciale’?
“Credo che la forza di Ploom stia nella capacità di tenere insieme elementi diversi senza perdere coerenza. Da un lato c’è sicuramente una grande attenzione al design, alla cura dei dettagli e alla costruzione di un’estetica riconoscibile: Ploom nasce anche con l’ambizione di essere un oggetto curato, contemporaneo, capace di inserirsi in modo naturale nello stile di vita delle persone. Dall’altro lato, però, c’è un lavoro costante di ricerca e innovazione, orientato a comprendere sempre meglio le esigenze dei consumatori adulti di oggi. Per noi innovare non significa soltanto introdurre nuove soluzioni tecnologiche, ma ascoltare come cambiano le abitudini, le aspettative e il rapporto delle persone con ciò che scelgono ogni giorno“.
“Oggi un prodotto non viene percepito solo per la sua funzione, ma anche per l’esperienza che porta con sé: il modo in cui si presenta, il modo in cui viene vissuto, il contesto in cui si inserisce. Ploom prova a muoversi proprio in questo spazio, unendo tecnologia, stile e attenzione all’esperienza d’uso. Non vuole essere soltanto una presenza in più sul mercato, ma un brand capace di parlare a chi cerca qualcosa di curato, contemporaneo e coerente con il proprio modo di vivere. È questo equilibrio tra design e sensibilità verso il consumatore adulto a renderlo davvero riconoscibile“.
Il successo milanese è solo una tappa. Da Marketing Director, ci può dare qualche anticipazione? Cosa bolle in pentola per i prossimi mesi e quali sono i prossimi traguardi di Ploom in Italia?
“La Milano Design Week è stata una tappa molto importante ma, come dicevamo, si inserisce in un percorso che Ploom sta costruendo in Italia da tempo. Senza anticipare troppo, posso dire che nei prossimi mesi continueremo a portare il brand nei luoghi e nei momenti in cui il pubblico adulto cerca esperienze di qualità, tra musica, moda, design e lifestyle. L’estate, in particolare, sarà un’occasione per proseguire questo dialogo attraverso appuntamenti legati all’intrattenimento, alla cultura e ad alcune delle destinazioni più vive della stagione. L’obiettivo è continuare a far conoscere Ploom attraverso esperienze innovative, capaci di restituire il suo legame con lo stile, la creatività e l’innovazione. L’Italia continua ad avere un ruolo centrale per JTI, anche perché qui il legame con questi mondi viene vissuto in modo spontaneo e autentico da un pubblico trasversale di consumatori adulti. Per questo continueremo a investire sul Paese, lavorando per rendere Ploom sempre più presente nei contesti in cui il brand può esprimere al meglio la propria identità“.

