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Poste Italiane, “Scarpa vecchia fa buon gioco”: dalle calzature dei portalettere nascono pavimenti antitrauma per i bambini

I risultati non sono solo simbolici, ma anche concreti. Nel corso del 2025, grazie a questa iniziativa, Poste Italiane ha ridotto l’impatto ambientale di oltre 51.000 chilogrammi di CO₂

Poste Italiane, “Scarpa vecchia fa buon gioco”: dalle calzature dei portalettere nascono pavimenti antitrauma per i bambini

Poste Italiane trasforma le scarpe dei portalettere in pavimenti per bambini: nasce il progetto di economia circolare “Scarpa vecchia fa buon gioco”

Poste Italiane trasforma la sostenibilità in un progetto concreto, dando nuova vita alle scarpe dei portalettere. Nasce così “Scarpa vecchia fa buon gioco”, un’iniziativa che unisce economia circolare, innovazione e attenzione al sociale, trasformando le calzature antinfortunistiche dismesse in pavimentazioni antitrauma per bambini. I primi pannelli realizzati con la gomma riciclata sono stati installati nel parco giochi dell’asilo nido aziendale PosteBimbi di Roma. Un luogo simbolico, dove le suole consumate dal lavoro quotidiano di oltre 40.000 portalettere e operatori di stabilimento diventano oggi superfici sicure su cui giocare. Un passaggio che racconta un ciclo virtuoso: ciò che nasce per proteggere i lavoratori continua a svolgere una funzione di sicurezza, questa volta per i più piccoli.

Il progetto prende forma grazie a un’idea sviluppata internamente dai dipendenti e si inserisce nella più ampia strategia del gruppo orientata alla sostenibilità ambientale. Le scarpe usate vengono raccolte nei centri logistici di tutta Italia e inviate al Centro di Smistamento di Ancona, dove vengono trasformate in nuovi materiali. Ad oggi sono già state raccolte circa 16 tonnellate di calzature, segno di una partecipazione diffusa e di una crescente sensibilità sui temi ambientali. I risultati non sono solo simbolici, ma anche concreti. Nel corso del 2025, grazie a questa iniziativa, Poste Italiane ha ridotto l’impatto ambientale di oltre 51.000 chilogrammi di CO₂. Un dato che equivale, in termini pratici, a oltre 169.000 chilometri percorsi da un’auto diesel oppure alla capacità di assorbimento di più di 300 alberi. Numeri che testimoniano l’efficacia di un modello capace di trasformare un rifiuto in risorsa.