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Economia
Pensioni, ecco quando partirà la riforma previdenziale. Pensioni news

PENSIONI: BARETTA "QUOTA 100 RESTA FINO AL PROSSIMO ANNO, POI RIFORMA"

"Quota cento rimarra' fino al prossimo anno. Non la interrompiamo, ma quando finira' non la rinnoveremo. Poi dovremo occuparci di riforma fiscale e previdenziale". Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervenendo a Radio Anch'io su Radio1 Rai. 

PENSIONI, QUOTA 100: BOZZA PNR: DOPO EQUITA' GENERAZIONALE E TENUTA CONTI

Quota 100 pensioni... e poi? Secondo quanto si legge nella bozza del Piano nazionale di Riforma, "il Governo ha gia' intrapreso un confronto con le parti sociali in vista della conclusione della sperimentazione di Quota 100, che la legislazione vigente fissa per fine 2021, e valutera' le scelte in materia alla luce della sostenibilita' anche di lungo periodo del sistema previdenziale e del debito pubblico garantendo al contempo il rispetto per l'equita' intergenerazionale e il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica". 

PENSIONI QUOTA 100, GOVERNO CONTE: AVANTI FINO AL 31 DICEMBRE 2021

Quota 100 PENSIONI resterà per tutto il triennio di sperimentazione e cioè fino al 31 dicembre del 2021. Non sembravano esserci grandi dubbi, ma la conferma è arrivata dal sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta che a Repubblica ha spiegato: "Quota 100 la facciamo finire oramai. In questo contesto di crisi profonda anzi può considerarsi  un ammortizzatore sociale". E' questo il motivo per cui non c’è quasi più nessuno tra i partiti che ne  teorizza o chiede la morte prematura. Anche perché la misura che  consente di anticipare la pensione a 62 anni e 38 di contributi ha  avuto meno successo del preventivato: 156 mila uscite nel 2019 contro le 290 mila ipotizzate nel decreto istitutivo, varato l’anno scorso dal governo M5S-Lega. Quasi la  metà. Con un risparmio notevole  di risorse, alla fine del triennio,  già a quota 7 miliardi su 21 stanziati.  "La prossima legge di bilancio sarà dedicata alla riforma fiscale, quella successiva alla riforma delle pensioni che entrerà in vigore l’1 gennaio 2022, sciogliendo il nodo dello scalone che  si verrà a creare per la fine di Quota 100: l’età pensionabile che sale  di cinque anni dai 62 ai 67", ha spiegato ancora il sottosegretario Del al Tesoro.

PENSIONI QUOTA 100, GOVERNO: RIAVVIO CONFRONTO SU FLESSIBILITA'. RIFORMA PENSIONI NEWS

La Riforma Pensioni torna al centro del confronto tra governo e il sindacato. L'esecitivo ha tutta l'intenzione di riaprire i discorsi, interrotti dal Covid, sulla come riformare il sistema pensionistico. E' il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, dal palco del consiglio generale Uil che ha nominato Carmelo Barbagallo al vertice della categoria dei pensionati della confederazione, ad annunciare l'imminente ripresa dei colloqui con le parti sociali. "C'è la volontà di affrontare il tema della flessibilità in uscita che va ripreso assieme alla costituzione di quelle due Commissioni,una sui lavori gravosi, l'altra sulla separazione nell'Inps tra previdenza e assistenza. Ho già inviato un messaggio alla presidenza del Consiglio e in breve tempo potremo riprendere il filo del discorso", spiega. Sul tavolo i temi che prima dell'emergenza erano stati messi a fuoco: "Dare flessibilità in uscita ai lavoratori piu anziani; implementare la staffetta generazionale o usare gli strumenti della solidarietà espansiva . "Tutti temi che nei prossimi mesi voglio ampliare e approfondire", conclude.

PENSIONI QUOTA 100: QUOTA 41 IN POLE? RIFORMA PENSIONI NEWS

Quota 100 pensioni sino al 2021. E Poi? Si va dunque verso una nuova riforma delle pensioni. I sindacati chiedono una maggiore flessibilità di uscita dal lavoro intorno ai 62 anni: questo anche per andare aiutare i lavoratori che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza coronavirus. Il governo ha bloccato i licenziamenti fino al 17 agosto 2020: possibile una proroga sino al termine dell'anno, ma la situazione economica andrà monitorata nelle prossime settimane. E qui torniamo al post Quota 100 pensioni. L'idea è che potrebbe essere sostituita da Quota 41. Ossia: tutti i lavoratori potranno andare anticipatamente in pensione con più di 41 anni di contributi senza il vincolo dell’età anagrafica. Ricordiamo che l'ipotesi di passare da quota 100 a quota 41 al termine del triennio girava già ai tempi del governo Lega-M5s. Ora torna in auge, anche se  questa situazione penalizzerebbe chi ha lavorato in modo non continuo e farebbe fatica a raggiungere 41 anni di contributi.

PENSIONI INVALIDITA' RADDOPPIATE. GIORGIA MELONI: "VITTORIA"

PENSIONI INVALIDITA': AUMENTO DEL 100%. La notizia sugli assegni pensionistici è ufficiale. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento sottoscritto da tutti i capigruppo in commissione e a prima firma Giorgia Meloni, che crea un fondo ad hoc per gli aumenti degli assegni d'invalidità al 100%. A tal fine viene previsto un fondo con uno stanziamento di 46 milioni di euro per il 2020. "Vittoria! Approvato emendamento di Fratelli d'Italia per adeguare le PENSIONI di invalidita' oggi vergognosamente ferme a 285 euro anche per gli invalidi totali. Grazie alla nostra insistenza tutte le forze politiche hanno accettato di sostenere e sottoscrivere il nostro emendamento per istituire un apposito fondo nel Decreto Rilancio che il Governo dovra' utilizzare (e alimentare) per portare le PENSIONI degli invalidi totali ad almeno 516 euro. Non abbasseremo la guardia finche' questa battaglia di civilta' non sara' tramutata dal Governo in atti concreti", scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Andiamo a ricostruire come si è arrivati alla decisione di oggi che poterà all'aumento del 100% per le pensioni di invalidità.

Pensioni raddoppiate: assegni pensionistici di invalidità, i dettagli su aumenti e per chi. Pensioni news

Le pensioni di invalidità aumentate essendo i 286,81 euro al mese anticostituzionali come ha stabilito la Corte Costituzionale, che ha considerato come l'assegno per gli invalidi totali (di cui parla la legge 118 del 1971) sia «manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i mezzi necessari per vivere e perciò violi il diritto riconosciuto dall'articolo 38 della Costituzione, secondo cui ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale». Gli assegni pensionistici per invalidità totale passeranno a 516,46 euro al mese. Secondo l'attuale legge l'invalido prende 13 mensilità da 286,81 euro, fino al raggiungimento di un limite annuo di reddito personale di 16 mila 982,49 euro. La legge stabilisce poi che al sessantesimo anno di età l'assegno aumenta da 286,81 euro a 516,46 euro per i sette anni successivi. Secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, tutti i disabili gravi hanno diritto a 516,46 euro a prescindere dall'età: la differenza tra le fasce 18-59 e 60-67 anni spariràe. Va sottolineato che la pronuncia delle Corte Costituzionale sugli assegni di invalidità non ha retroattivo e dovrà essere applicata a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale. L'Inps è dunque in attesa di disposizioni in merito. La Consulta ha fatto sapere che resta ferma «la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l'effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione». In ogni caso, i tempi dovrebbero essere brevi.  Ora vi raccontiamo quello che è successo nei giorni scorsi e che porterà a questa svolta.

PENSIONI INVALIDITA' NEWS DELLE SCORSE SETTIMANE

Pensioni, aumento assegni pensionistici: arriva la conferma, ecco per chi. Pensioni news

Pensioni di invalidità anticostituzionali (e Giuseppe Conte è pronto ad aumentarle). Ma andiamo con ordine. E’ arrivata la pronuncia della Corte Costituzionale, sulla richiesta della Corte di Appello di Torino riguardante le pensioni di invalidità totale. I giudici piemontesi avevano ritenuto la somma prevista dalla legge "insufficiente a garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita". Sostengono dunque che violi il primo comma dell'articolo 38 della nostra Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale". L’aumento degli assegni pensionistici è un argomento dibattuto da molto tempo, ma tutto è rimasto fermo fino alla richiesta della Corte di Appello di Torino.

Pensioni di invalidità totale ‘troppo bassa’: ora un aumento – PENSIONI NEWS

La normativa attuale prevede che le persone con un’invalidità al 100%, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, ricevano un assegno mensile dell’importo di 286 euro in caso di un reddito inferiore ai 16.982,49 euro. Questa cifra è considerata estremamente bassa, anche in rapporto all’importo stabilito per altre misure di sostegno al reddito, come il Reddito di cittadinanza.

I giudici piemontesi non hanno ritenuto corretta inoltre la differenza d’importo tra la pensione di invalidità (286,81 euro) e l’assegno sociale (459,83 euro).

Ora che Corte di Cassazione ha accolto la richiesta della corte di Appello di Torino giudicando dunque troppo bassi gli importi attuali, la conseguenza è una modifica sostanziale degli importi stabiliti per legge. Aumento delle pensioni di invalidità totale che avrebbe conseguenze ingenti sulle casse dell’Inps.

 

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