Dai 21 investimenti a Quantum Italia, fino agli 85 laboratori certificati: così cresce la piattaforma
L’ingresso di Maurizio Scanavino nel capitale di Scientifica e la sua nomina alla Presidenza segnano un passaggio di rilievo nel percorso di sviluppo della società. Non si tratta soltanto dell’allargamento della compagine azionaria o dell’inserimento di un profilo manageriale di alto standing: è, prima di tutto, un segnale di mercato. Il capitale privato, quando guarda al deep tech con ambizione di lungo periodo, non cerca più singole storie promettenti, ma piattaforme credibili, dotate di governance, infrastrutture, dealflow proprietario e capacità esecutiva. È esattamente su questo terreno che Scientifica ha costruito il proprio posizionamento, definendo una piattaforma industriale e dando forma a una propria industria. L’ingresso di Scanavino si innesta su questa traiettoria, contribuendo ad accelerarne ulteriormente lo sviluppo e la capacità di operare su scala.
Fondata nel 2022, la società si definisce una piattaforma di operational venture capital: un modello che integra investimento, laboratori, Academy e Fondazione in un’unica architettura secondo una logica di riduzione della frammentazione tra ricerca, validazione e capitale attraverso una struttura che accompagna il progetto scientifico dal proof-of-concept alla company building, fino alla scala industriale. È una visione più simile a quella di una piattaforma asset-backed che a quella di un investitore passivo, ben diversa dalla logica del venture tradizionale.
In meno di quattro anni il gruppo ha dato forma a una fund platform articolata su più veicoli. Dopo il primo fondo generalista deep tech, con 21 investimenti già realizzati, Scientifica ha lanciato Quantum Italia, primo veicolo italiano interamente dedicato alle tecnologie quantistiche sviluppato con Quantonation e, più recentemente, il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per l’Intelligenza Artificiale e la Cybersecurity. Non un singolo fondo, dunque, ma una piattaforma multi-veicolo in grado di allocare capitale in modo tematico, coordinato e industrialmente coerente.
Alla componente finanziaria si affianca una infrastruttura proprietaria e distribuita. A L’Aquila, Scientifica dispone di oltre 3.000 metri quadrati di laboratori, che salgono a circa 4.000 considerando i siti satellite; attorno a questo hub ha costruito una rete Lab Approved di oltre 85 laboratori certificati in 14 regioni. È qui che si materializza il modello Capex Zero: le start-up possono accedere a laboratori, attrezzature, prototipazione e supporto tecnico senza dover sostenere subito il peso dell’investimento infrastrutturale. Per un investitore privato questo cambia il profilo del rischio: riduce il burn iniziale, migliora la validazione tecnica e rende il dealflow meno esposto al tradizionale “technology risk” delle start-up deep tech. In un mercato che tende a premiare la capital-efficiency, questo è un punto sostanziale.
Un ulteriore elemento distintivo è la capacità di origination, attraverso l’AdVenture Program, Scientifica ha costruito una rete di oltre 250 studenti-scout attivi nelle università italiane. La Fondazione Scientifica, braccio non profit della piattaforma, con oltre 600 studenti coinvolti, collaborazioni con più di 40 università e oltre 400 progetti scientifici intercettati ogni anno, da cui vengono selezionate le migliori tesi STEM per programmi di grant e supporto. Il dato strategico è evidente: Scientifica non si limita a comprare dealflow sul mercato; lo genera a monte, all’interno del sistema universitario e della ricerca, strutturando una pipeline proprietaria che rappresenta ancora un vantaggio competitivo raro nel contesto italiano.
È dentro questa traiettoria che si colloca l’ingresso di Maurizio Scanavino. La sua nomina alla Presidenza aggiunge alla piattaforma un profilo manageriale costruito su trasformazione, governance e disciplina esecutiva. Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, Scanavino ha maturato responsabilità manageriali crescenti in società di consulenza, nell’automotive in FCA (ora Stellantis), nei media e nello sport, culminate con le nomine a CEO del Gruppo GEDI – in una fase esplicitamente orientata ad accelerare la trasformazione digitale e migliorare la redditività – e a CEO di Juventus FC, con un mandato incentrato su sostenibilità economica e competitività. Per Scientifica, in termini di mercato, significa portare in cabina di regia un manager abituato a lavorare in organizzazioni complesse, con forte attenzione alla governance e alla capacità di accompagnare la piattaforma verso progetti di scala sempre maggiore.
Maurizio Scanavino, Presidente di Scientifica: “Scientifica ha costruito una piattaforma rara per struttura, visione e capacità di execution. Il mio ingresso si inserisce in un percorso già definito e in forte crescita con l’obiettivo di accompagnarne lo sviluppo, aumentarne ulteriormente la leggibilità verso mercato, istituzioni e partner industriali, contribuendo al piano di espansione coerente con l’ambizione del progetto.”
Riccardo D’Alessandri, Co-Founder e Managing Partner di Scientifica: “Abbiamo costruito Scientifica come infrastruttura privata per il deep tech italiano: non un semplice fondo, ma una piattaforma capace di tenere insieme capitale, laboratori, università e crescita industriale. L’ingresso di Maurizio si innesta su fondamentali solidi e su una traiettoria chiara, che ora può accelerare ulteriormente in termini di scala e capacità di esecuzione.”
Patrick Leoni Sceti, Co-Founder e General Partner di Scientifica: “La scienza attrae capitale privato quando viene organizzata con disciplina industriale. È questo il punto su cui Scientifica ha lavorato fin dall’inizio: creare una struttura credibile, leggibile e scalabile. L’ingresso di Maurizio rafforza questo posizionamento e ne amplia ulteriormente la capacità di dialogo con investitori, corporate e istituzioni.”
Vista da fuori, l’operazione ha una lettura molto netta. I capitali privati stanno iniziando a orientarsi verso il deep tech italiano non quando si trovano davanti singole storie isolate, ma quando incontrano piattaforme industriali strutturate: laboratori, governance, verticali di investimento, pipeline universitaria e capacità di de-risking. È su questo terreno che Scientifica ha costruito la propria architettura, interamente a capitale privato.

