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Poste-Tim, l’offerta non scalda gli azionisti: il titolo corre e ora il prezzo può non bastare

Doppia conference call il 7 maggio sui conti trimestrali. L’Opas finisce sotto esame dopo il rialzo di Tim in Borsa

Poste-Tim, l’offerta non scalda gli azionisti: il titolo corre e ora il prezzo può non bastare
Tim telecom Italia

Tim attende un trimestre debole, Poste si presenta invece con stime più robuste e dividendo in salita

Conference call nella stessa giornata, il 7 maggio, per Poste Italiane e la sua promessa sposa Telecom ma ad orari diversi. Quella di Poste è fissata per le 12,30 mentre quella di Telecom comincia alle 14,30.

E dunque ci potrebbero essere novità sul prezzo che Poste ha fissato per l’acquisizione di Tim, a 0,63 euro per azione. Al momento dell’offerta, il 20 marzo scorso, il titolo valeva 0,57 euro mentre ora è risalito a 0,67. In realtà è da tempo che gli analisti sostengono che l’offerta non sia delle più generose. Il cda di Tim la sta esaminando ma bisogna considerare che l’azionista di maggioranza di Telecom è proprio Poste, al 27%. Inoltre, la società guidata da Matteo del Fante vede come primo azionista il governo italiano che ha molto interesse a possedere asset nel settore delle tlc considerato strategico.

Direttamente o tramite Cdp lo Stato già detiene il 60% di Openfiber e il 16% di Fibercop che ha acquisito la rete di accesso fissa di Telecom. Inoltre, il Mef, il Ministero delle Finanze è in procinto di acquisire una quota significativa di Sparkle, la società dei cavi ceduta da Telecom. Quanto all’offerta di Poste prevede 0,167 euro in contanti e 0,0218 nuove azioni di Poste per ogni azione Telecom con un premio che era stato calcolato, sulla quotazione del 20 marzo, del 9%. 

Tim il 6 maggio pubblicherà i risultati del primo trimestre. Come già anticipato dal management, il trimestre dovrebbe essere più debole a causa della volatilità temporanea legata alla transizione dei contratti per l’uso della rete mobile da parte degli operatori virtuali. Ossia l’uscita di Fastweb con l’ingresso di Poste Mobile che però non è stata contestuale. Infatti il contributo di Poste Mobile (circa 50–60 milioni di euro nel trimestre con margine di circa 90%), inizierà a manifestarsi dal secondo trimestre. Per questo nel primo trimestre i ricavi domestici dovrebbero essere in un calo di circa l’1%. La piena recovery dei trend positivi, secondo gli analisti, dovrebbe arrivare a partire dal secondo trimestre, grazie anche agli aumenti di prezzo, alla stagionalità più favorevole per Tim Enterprise e alla esecuzione del piano di trasformazione. Il debito netto a fine anno è previsto intorno ai 5,7 miliardi. Diverso il destino di Poste che darà anche lei i risultati del primo trimestre: Banca Akros e Equita si aspettano una solida partenza e il dividendo è destinato a salire al 7-8%. Il titolo Poste valeva venerdì 22,59 euro. A conti fatti a queste quotazioni al momento l’accordo tra Poste e Telecom sarebbe sfavorevole per gli azioni della società telefonica. 

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