Samsung supera il valore di mille miliardi di dollari ma non grazie alla vendita dei suoi smartphone, sempre più sofisticati e costosi, con cui cerca, da anni, di far concorrenza ad Apple ma grazie alla frenetica richiesta da parte del mercato dei suoi chip di memoria. Samsung è la seconda azienda asiatica a raggiungere il traguardo la super capitalizzazione e la prima coreana. L’altra è la taiwanese, Tsmc, il gigante produttore di semiconduttori per tutti le grandi aziende del settore a partire da Nvidia.
Le azioni Samsung hanno fatto un balzo del 14% in un solo giorno dopo i rialzi registrati da Intel e Amd entrambe oltre il 10%, produttori di chip, e di altri titoli legati allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale a Wall Street. Secondo gli analisti grazie alla spesa in investimenti da parte degli hyperscaler (come Amazon e Google) negli Stati Uniti, la traiettoria di crescita degli utili per settori come i semiconduttori e l’hardware tecnologico in Asia sta superando ormai di gran lunga le previsioni.
Si tratta di investimenti che stanno portando a una significativa creazione di valore per le aziende asiatiche, dato che forniscono prodotti, come i chip, assolutamente necessari per la crescita dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Tutte le società di cloud computing stanno infatti accelerando la spesa per le infrastrutture di Ai.

